Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Tigre viola

Pubblicato il 04/09/2022

33 Visualizzazioni
6 Voti

Charlie faceva la contabile in uno dei più anonimi uffici della City; l’avevo conosciuta un venerdì sera a Liverpool Street, nel pub dove andavamo dopo il corso di inglese per un po’ di conversation e per ubriacarci.

Charlie aveva ventinove anni, io ventisette e si capiva che in passato doveva essere stata grassa per molto tempo: la pelle delle braccia le sporgeva come se ce ne fosse troppa per il suo fisico; anche il culo le era rimasto piuttosto grosso ma si confondeva lo stesso bene fra gli altri delle sue coetanee britanniche. Veniva da Manchester e benché la sera che la conobbi fosse nel pieno di un gelido novembre, Charlie indossava solo un vestitino senza maniche; non portava le calze e aveva un giacca di pelle come unico altro indumento. Mi avrebbe poi spiegato che nessuna ragazza del nord si sarebbe mai sognata di uscire in maniera diversa il venerdì sera anche sotto una nevicata.

Alla fine andammo da lei, in un minuscolo monolocale lontano da tutto quasi alla fine della Central Line; era piuttosto cheap, ma io io stavo ancora in ostello e tutto era meglio dell’ostello.

Charlie stava cercando un sostitutivo alla sua storia d’amore appena finita, io una stanza. Ci trovammo bene.

Lei passava tutto il giorno al lavoro, io non pagavo l’affitto, prendevo il sussidio e rinviavo sempre al giorno dopo la ricerca di un impiego; fumavo, mi facevo un paio di Pride al pub e passavo i pomeriggi alla sala scommesse. Non me ne fregava nulla di vincere, puntavo le monetine che avevo in tasca sulla successiva corsa dei cani, con la speranza di vincere al massimo tre sterline; ma si trattava di una scarica di adrenalina che in quel momento mi pareva impareggiabile.

Con Charlie durò circa sei mesi. Lei mi aveva già accennato al fatto di essere bisessuale e la cosa, devo ammettere, mi aveva pure eccitato, finché una sera non era tornata dal lavoro in compagnia di una spagnola dai capelli corti e l’aria mascolina. Le risparmiai persino l’imbarazzo di dire qualcosa.

A quel punto mi rimanevano i soldi solo per pagarmi una settimana di affitto, e non potendo fare altrimenti dissi di sì quando Antonio, un ragazzo diggiù conosciuto in ostello, mi chiese di dargli una mano selling drugs dentro al Fabric.

Antonio voleva diventare un tatuatore e aveva bisogno di fare pratica, mentre a me servivano soldi e una stanza, e così quando mi propose di tatuarmi la testa di una tigre viola sulla schiena accettai, anche se i tatuaggi non mi sono mai piaciuti. In cambio mi avrebbe ospitato due settimane gratis nella sua stanza singola, sempre se mi fosse andato di dormire sulla moquette ammuffita; per fortuna avevo un buon sacco a pelo.

Misi via qualche soldo, e dieci giorni dopo riuscii a trasferirmi in una casa in condivisione a Manor House dove quell’estate scoppiavano di continuo disordini con saccheggi e negozi incendiati. Fu un bene, perché di colpo gli affitti nella zona crollarono.

Una notte avevo appena venduto MD a una ragazza, quando nel buio e con le luci che rimbalzavano al ritmo dei quattro quarti di Seth Troxler, mi ero sentito prendere per un braccio: avevo fatto fatica a riconoscerla nel caos del Fabric, ma era Charlie, che mi era saltata al collo tutta sudata urlandomi in un orecchio qualcosa di simile a how are you?

Scoprii che era tornata dal lato più favorevole per me della sua bisessualità appena in tempo per gli Europei di calcio.

Mollai Antonio e lo spaccio, tenni solo mio malgrado la tigre viola, e tornai a stare da lei. Mi guardai tutte le partite sul suo nuovo televisore, ripromettendomi che a settembre avrei deciso che fare della mia vita.

Fui di parola e in autunno iniziai a fare il bar back in un cocktail bar. Ero quello che portava il ghiaccio, puliva il banco e raccoglieva bicchierini di shot e tutto quello che i barman facevano rotolare in giro. Dopo poche settimane il barman ero io, e nel giro di qualche mese mi ritrovai a essere il Manager, il capo, finalmente di qualche cosa, io che nemmeno riuscivo a gestire me stesso.

Cambiai un paio di volte sim dopo avere smarrito altrettanti telefoni. Persi i contatti con tutti i miei amici in Italia e cercai di rifarmi una vita o almeno di salvare il salvabile. Fatica sprecata.

Logo
4194 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (6 voti)
Esordiente
6
Scrittore
0
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Ben scritto ma soggetto deprimente...molte cose poi non le ho capite. Forse abbiamo mezzo secolo di differenza d'età. Però non ascoltare Fabrini...a me ha detto l'esatto opposto. Segnala il commento

Aoh14gjaydde0xx0klmdn8xav1mkmg25dbcq0nyke6jl=s96 c?sz=200

Signor Fabiani ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Vai su Google e scrivi “infodump”; leggi pure i primi quattro link, e capirai che hai scritto solo un unico, immenso infodump; buona fortuna!Segnala il commento

Large img 20200216 wa0038.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

esercizi ha votato il racconto

Esordiente
Editor

desolante, ma questo volevi. bravoSegnala il commento

Large pexels martin damboldt 814499.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Dalia ha votato il racconto

Esordiente
Large io.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

Scorrevole, non affatica. La dinamica della trama è ben sostenuta fino alla fine. Distaccato e coerente. Un abbraccioSegnala il commento

Large ll mare dei surrealisti.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente
Large 2444cab1 cd58 4eb3 9ae6 6c00695d02c4.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di matteo giordano

Esordiente
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work