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Romance

CHIUDI GLI OCCHI

Pubblicato il 15/05/2021

Il mare... la montagna... due entità che si scontrano tra le loro diversità.... due entità che sembrano non poter mai trovare un punto che li puo accogliere.... eppure in quella lontana estate del 1990, il potere dei sentimenti riusci ad accogliere entrambi

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Non ricordo da quanto tempo conoscevo Aldo, forse perche nei piccoli paesi della campagna Canavesana, ci si incontra ancora prima di nascere. Ricordo benissimo, invece, ogni nostra singola camminata tra le nostre montagne. Era incredibile la sua immensa determinazione nel raggiungere ogni vetta, il suo amore per quei luoghi lo avrebbe portato lontano, verso cime piu prestigiose ma si sà, alla fine, si torna sempre a casa, si torna sempre, dove il cuore non ha mai smesso di battere, e per questo che le partenze dei nostri viaggi iniziano da giovani ed inesperti esseri umani, mentre i ritorni si fanno da uomini maturi, pronti ad affrontare la vita che ancora ci sorride. 

 Proprio mentre Aldo costruiva il suo nuovo futuro, in un luogo lontano, una donna, che non era mai partita, camminava tra le onde del mare di Puglia. Sara aveva tutto cio che una donna desidera dalla vita, un'amore, da cui sono sgorgati due splendidi frutti: Michela e Ornella, un lavoro, una casa, dei genitori che badavano alle sue creature ed alla sua vita, eppure. La sua anima era in pena, una leonessa imbrigliata in un corpo che non le permetteva di corrrere, fluttuare nell'aria di una liberta mai cercata. Non parlava con nessuno di questo suo vuoto, e questo silenzio costretto, la stava portando alla pazzia, doveva aiutarsi, doveva farsi aiutare a capire cosa la costringeva a mentire e mentirsi. Fu proprio la dottoressa Aurora a consigliargli di partire, di rifugiarsi, per una settimana in un nuovo silenzio, piu prossimo al suo ma molto piu naturale, compassionevole di ogni creatura, un silenzio fatto di laghi, di acque cristalline, di cieli talmente limpidi da poter vedere, nelle nuvole che li solcavano, il volto della liberta che Sara stava cercando.

Arrivo in questo posto in una tiepida mattina di Aprile, ricordo ancora il suo arrivo, nel mio albergo la stagione stava per iniziare. "Buon Giorno sono Sara De Cantris, ho prenotato da voi tramite l'agenzie Stella di Bari." Il suono soave della sua voce riempi ogni angolo del mio rifugio e lo avrebbe colmato per lungo tempo. "Buon Giorno Sara, se mi lascia i documenti mentre la registro può farsi una doccia e prepararsi per la cena". 

Da noi le mattinate  fresche sono accolte da un vento leggero che sfiora il viso di chi lo assapora senza timore, e quella brezza porto Aldo. Il loro incontro rimane indelebile nei miei pensieri, due occhi di montagna che ne incontrano altrettanti con le onde del mare ancora impressi, una guida alpina che accompagna l'acqua del mare alla scoperta della natura, alla scoperta di come si può liberare la leonessa che si porta dentro, facendola fluttuare libera tra le cime dei monti. I giorni passarono lenti, perche ogni attimo doveva rimanere impresso nelle loro anime. Aldo, guida taciturna e fredda come gli inverni che imperterriti nascono e muoiono qui da noi, trovo, dentro di se, una luce che per troppo tempo aveva riscaldato solo parte del suo cuore ma ora con l'ossigeno di Sara aveva preso una nuova forma, si era ampliato, iniziava a riscaldare ogni loro incontro, li trascinava in un sentimento che pensava di aver sepolto per sempre. Parlavano per ore, i loro occhi si incontravano in un'universo parallelo dove, solitariamente, i loro corpi si univano per creare un'unica entità, dove le stelle erano danzatrici attorno a loro, dove ogni pianeta, anche il piu invivibile creava fiori di immensa bellezza che, con il loro profumi, ricoprivano i corpi di Sara e Aldo, un profumo che li seguiva anche quando uscivano da quell'universo e tornavano tra noi che eravamo semplici e umili creature di un mondo di umani.

Il giorno era arrivato, Sara sarebbe tornata tra le onde del suo mare e Aldo tra i sentieri delle sue montagne, due anime tornavano a dividersi, a separarsi. Sara si avvicino al sorriso di Aldo... "Che ne sarà di te?" "tornerò tra le mie cime, portero i turisti dove il cielo incontra la terra", la mano di lei sfioro il suo volto, "li porterai nei nostri luoghi?" "Si cosi ogni nostro ricordo tornerà a respirare, a vivere a farmi sentire meno solo. Ovunque andrò Sara, tu sarai con me, l'aria che respirero sarà l'ossigeno del tuo ricordo, ogni passo che farò tu sarai lì a seguirmi, rivedro ogni tuo sorriso, ogni tuo bacio tornerà a risplendere tra i miei ricordi" "Ma cosi ti farai solo del male" "No Sara, il dolore più grande sarebbe dimenticare ogni nostra emozione, cancellare ogni istante di cio che abbiamo vissuto, dimenticarti sarebbe un dolore che non posso permettermi." Il calore di quell'ultimo loro bacio riscalda ancora le Cime del Gran Paradiso, lo rivivo ogni volta che percorro i loro sentieri, nei freddi inverni, dove la neve cerca di cancellare ogni ricordo dell'estate appena passata, quel bacio ritorna prepotente a ricordarci di non dimenticare mai il potere dei sentimenti che li unirono. Di loro non seppi più nulla ma sono sicuro, che nel loro cuore si ritrovano sempre, sono certo che in questo posto fantastico, Aldo e Sara saranno per sempre uniti. 

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Esmeralda ha votato il racconto

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Ciao Abramo. Il soggetto è buono, l'idea dell'albergatore che racconta l'incontro tra due persone così distanti è affascinante. Però il testo ha molti refusi, e la lettura ne risulta distratta. Magari sono errori di tastiera, potresti fare rivedere i prossimi testi a qualcuno, che ne pensi?Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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Cinzia M. ha votato il racconto

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

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Elkele ha votato il racconto

Esordiente

Poche volte sento la figura del narratore cosí spessa e al contempo delicata ed elegante. Ho sentito un' italianità d' altri tempi. Quell' Italia che produceva l' elite della ristorazione mondiale, dei film, del disegno. Potrei continuare ma concludo dicendoti che sono fiero di parlare la tua lingua che tu tratti in maniera gentile servizievole ed artistica. Salutoni spero sarai contento perché a me il pezzo è piaciuto da invidia! Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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di abramo

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