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ConcorsiIL TITOLO E ALTRI RACCONTI

Ci facciamo così tanti viaggi che in certi viaggi ci siamo persi...

Pubblicato il 29/05/2018

C'è chi si sente vivo solo quando è in viaggio, chi intrappolato e statico vive solo dei propri viaggi mentali e chi invece rimane assorbito dai propri sogni, anche notturni, così da non distinguere più il pensiero e ciò che accade realmente.

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Ore 7.00.Sveglia risonante al mattino.

Avere 30 anni non è facile.

Guardi nel letto mentre ti alzi e ti chiedi cos'è che trovavi in lei che ti rendeva così elettrizzato. Che ti faceva sentire vivo.

Doccia. Caffè. Poi torni in bagno ,ti guardi allo specchio e pensi che oggi compierai trentanni.

 Pensi che non vedi l'ora che arrivi sera per aprire il pacco che consegneranno in giornata (ordine di vino da Tannico).

 " Perchè in mancanza di un ordine divino dovrò pur godermi questa serata in solitudine a brindare con me stesso il mio regalo che mi ha asciugato tutti i risparmi. Ci vorrebbe Ciccio."

Ti guardi allo specchio e ti vedi come un vino da bere subito,che altrimenti va a perdersi...Che altrimenti... Arrivi in ritardo.

Salti giù dalle scale come se fossi Superman o un automa, sali in moto e corri a lavoro. Traffico. Università.

Stai per entrare in aula ed incontri lei: sudaticcia ma di quel profumo che sa di gattina e di giovinezza.

Una ragazza di vent'anni che trasuda eleganza ma allo stesso tempo sa di quel modo trasandato di vivere.

La incroci alla porta dell'aula 6. La guardi negli occhi. Ha quegli occhi così grandi che senza dire nulla la baci, profondamente.

Ore 9.10. E' tardi, la lasci lì da sola come uno stupido senza dire  niente e corri in aula ad ascoltare uno di quelli che non ha talento.

Tu suoni il piano , ma in realtà mentre lo accompagni, piano piano lo abbandoni...

 "Un eterno perdente che non avrà mai futuro. Devo dare un occhio al cellulare per vedere se mi ha chiamato il corriere, per la consegna dei vini. Speriamo che non sappiano di tappo . Certo che tutto ciò che amo diventa fissazione. Mi trita."

Ore 11.00. Finita! Torni fuori , la cerchi in quei suoi occhi grandi che sembra sempre ti domandino qualcosa.

La trovi in area fumatori che ti aspettava, forse più semplicemente controlla i tuoi orari oppure ti perseguita come quei pensieri fissi.

Quegli occhi ti chiedono qualcosa ed allora la baci di nuovo e le dici:-Alle 12.30 pranziamo insieme?-

Lei fa sì con la testa ed abbozza un occhiolino tra l'azzurro del vestito succinto anni sessanta.

 La madre al mattino le aveva detto:-Ti sembra il caso di andare a scuola così?!- Lei faceva sì con la testa.

Ore 11.10. Di nuovo in aula 6. Accompagni col piano un mezzosoprano.

Le voci femminili le preferisci perchè ti conducono in posti più rassicuranti, materni, suoni con lei ad occhi chiusi.

Immagini le barche che ondeggiano dolcemente sul mare... " A quest'ora ci sono già 35 gradi a Palermo."

Apri gli occhi. La ragazza col vestito azzurro anni sessanta si allontana e parla indistintamente col prof. di canto.

La guardi muoversi così come fa sempre...Dondolandosi, segui le sue anche generose ondeggiare...Come le barche.

Come le bandiere europee fuori dalla finestra che danzano al vento. Fuori dalla finestra perdi lo sguardo. "Sta iniziando a piovere".

Ti ricordi che devi fare una commissione in posta , prima che chiuda. Salti sulla moto. 

Ore 12.30. Torni dalla posta, ha iniziato a piovere forte.

"Milano pioggia e traffico. La Milano che conta: solo i semafori rossi come enormi bottoni.

Gli occhi di lei...Azzurri come i cieli che non vedo mai. Azzurri enormi e malinconici. Voglia di bagnarmi le labbra con un bel bollicine.

Dannazione sono sempre in ritardo. Ma sì..."

Una musica ti girava nella testa sin dal risveglio. L'avevi portata con te dai tuoi sogni.

Una musica ritmata che faceva in testa : "Ci facciamo così tanti viaggi ,che in certi viaggi ci siamo persi. 

Avere bisogno di partire...Ma allo stesso tempo avere bisogno di sentirsi a casa."

Ore 12.50. Finalmente seduti a un tavolo.

Il cameriere li guarda chiedendogli come potesse essergli utile.

-E' la seconda volta che pranziamo insieme. Lei mi fa sentire giovane. Anche se oggi compio trent'anni... E vorrei dimenticare tutto.

Me stesso. La mia vita. Che non è quella che volevo.

Non so se tu possa aiutarmi...! -

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