Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Young Adult

Ciocio

Di Howl
Pubblicato il 02/04/2021

Lista degli episodi: https://www.typee.it/stories/quando-ho-iniziato-teo

25 Visualizzazioni
11 Voti

Era appallottolato nel viscidume, col piumaggio dorato tutto bagnato, col becco schiacciato, sulla testolina un lungo ciuffo arricciato, gli occhi azzurri troppo grandi per quel musetto buffo. Era un uccello strano, simpatico, un cucciolo già formato, grande quanto me, drizzato su due zampone da pollo. Starnazzava kuè kuè, scrollandosi di dosso il viscidume come fosse un grosso cane. Kuè kuè, mi guardava saltellando di qua e di là, battendo le piccole ali. Che ridere! L’ho accarezzato sulla testolina, e un po’ di viscidume mi è rimasto appiccicato sotto alla mano.

Questo qui è il tuo animale guida. Mi ha detto la mia voce. Si chiama Ciocio.

Ciocio? Ho detto, e lui mi ha guardato, piegando la testa, kuè? Mi ha chiesto. Poi, pieno di entusiasmo, si è messo a saltarmi intorno, starnazzando. Kuè kuè!

Va bene. Allora sei Ciocio!

Ciocio mi ha dato un colpetto sul fianco con la testolina e poi ha fatto come delle fusa.

Ho guardato dappertutto, e non c’era proprio niente, solo questa oscurità molliccia. Era strano, perché la luce veniva direttamente da me e Ciocio. Eravamo come lanterne.

Che cosa facciamo adesso? Ho pensato. In verità, lo stavo chiedendo alla mia voce.

Hai capito dov’è che ti trovi? Mi ha chiesto la mia voce.

No. Cioè, so che tutto questo non è vero, ma allo stesso tempo lo è in un modo strano. Non lo spiegare.

Sei nella coscienza condivisa. Mi ha detto la mia voce.

E che cos’è?

C’è una parte di tutti voi qui dentro. Siete dentro Teo. State vivendo una verità diversa, da qualche parte, ma solo tu puoi farli uscire.

Ma dove li trovo? Qui non c’è proprio niente!

Per questo c’è Ciocio. Lui è una parte di te. L’avevi dimenticato. Lui è la tua infanzia. La tua voglia di vivere.

E questa intorno allora, è la morte?

Non proprio, è solo la tua idea della morte. Il niente. Ma lo sai, più si crede a qualcosa, più la si rende vera. Quando moriamo, ci portiamo dentro tutto quanto. È un posto che può avere molte forme, la tua cosiddetta morte.

Non capisco.

È un bene, non capire proprio tutto. Quando sarai grande, se vorrai, potrai ritornarci. Ma guardati, ci sei ancora. Sei illuminato da una luce che viene da dentro di te. L’oscurità è cattiva, ti ha fatto un doppio gioco mentale. Si è comportata da amica e allo stesso tempo ti ha fatto dubitare della verità. Ha preso le forme delle tue paure, del tuo pà. Ma tu hai seguito lo stesso quello che sentivi, anche se lottavi contro un enorme senso di colpa. Hai chiesto aiuto a me, la tua anima.

Allora, l’anima esiste.

Se tu lo vuoi, sì.

E dov’è?

Dove tu vuoi che sia.

Che strano, io ho sempre creduto che fosse dentro al cervello.

E allora è proprio lì che mi trovo, Teo.

Ho così tante domande da farti, ma sento che non c’è tempo, perché?

Perché l’oscurità ti sta guardando.

Ho sentito un brivido. Due occhi rossi sono spuntati fuori dal buio. Ciocio ha ringhiato e quelli si sono come inghiottiti.

Cosa mi succede se non trovo l’uscita? Ho chiesto alla mia anima.

Rimarrai qua dentro per sempre, nel buio dell’incoscienza, proprio dove si trova ora Teo. Devi salvarli tutti. Trova la strada. Trovala.

Poi, dentro di me, si è chiusa come una porta. Non che lo volevo, ma non potevo farci proprio niente. Era come avere un walkie talkie rotto. Provavo a chiamarla, ma la voce gracchiava, c’era come un fruscio. Poi, in quell’interferenza, un'altra voce si è messa a sibilare, la stessa voce dello Skifidol. C’era ancora, era lì, dentro di me, e Ciocio non poteva aiutarmi. Era l’oscurità che stava cercando di mettersi a parlare con me, ma io cercavo di non pensarci, scuotevo la testa, inghiottivo. Ciocio si è accorto di questo mio duello per non sentire la paura, e mi ha dato un altro colpetto al fianco con la testolina. L’ho accarezzato, il viscidume si era ormai seccato. Ciocio mi ricordava in qualche modo Rambo. Oddio anche lui era perso qui dentro, o dentro alla sua idea di morte, da qualche parte insomma. Come tutti gli altri.

E Teo lì fuori, cosa stava combinando? Ho provato a chiudere gli occhi, a immaginarmelo, e per un attimo ho avuto un’emozione brutta, un magone, come se nessuno mi volesse più bene. Come se non me lo avessero mai voluto. Era così che si sentiva lui?

A quel punto la risata che sibila è tornata. Sembrava una risata di uno che fuma troppo.

Non uscirai mai da qui. Diceva. Girerai nell’oscurità all’infinito. E poi, alla fine, io ti mangerò. Mangerò te, e quel maledetto Uccello.

Ho riaperto gli occhi, e un braccio appiccicoso e unto stava strisciando verso di me. Sgocciolava. Puzzava. Ciocio però ha fatto un balzo e lo ha beccato e delle scintille scoppiettavano fuori. Poi, il braccio si è come chiuso nella luce, come fosse una cicatrice.

Kuè Kuè, ha brontolato Ciocio, come a dire, ben ti sta!

Ero pronto, dovevo fare qualcosa anche io, camminare nel niente, trovare il mio pà, Rambo e chiunque si fosse perso qui dentro.

Non c’era proprio una strada, i miei passi facevano uno schiocco appiccicaticcio, non so come dirlo, come se camminassi nel vinavil. Mi si attaccavano ai calzetti, facevo proprio fatica, mentre Ciocio, invece, riusciva a saltellare senza difficoltà. Ho pensato che la sua energia bianca, perché era così che la vedevo, faceva sciogliere l’oscurità. La mia era meno potente, ci mettevo un po’ a scrollarmela di dosso. A volte però, se mi concentravo abbastanza, sentivo come se i miei passi battevano nell’acqua bassa e facevano spalsh splash splash, per dire. Dovevo però impegnarmi molto, sennò non riuscivo a muovermi. Ma non era solo quello. Era proprio che camminavo a casaccio, e mi sembrava che non ci fosse nessun posto dove andare. Facevamo luce, ma luce al niente. La nostra luce bruciava, e l’oscurità era come se si annegava da sola. Si richiudeva dietro di noi, bolliva, a volte vedevo delle bocche aguzze, a volte degli occhi rossi, che si rintanavano non appena Ciocio ringhiava.

Per quanto a lungo potevamo continuare?

Mi sono fermato, ho detto a Ciocio di aspettare. Volevo mettermi a pensare, anche se sapevo che ogni volta che accendevo quel canale, la voce dello Skifidol si intrometteva sempre, e allora era un casino trovare le vere parole dentro di me.

Stai un po’ zitto!, gli ho detto alla fine.

E la voce si è messa in silenzio. Per un attimo, l’oscurità è diventata di un altro colore, quasi trasparente.

C’era una strada sotto i miei calzetti, una strada con le buche e in terra battuta. Una strada di campagna, per dire. Mi è sembrato come se la conoscessi, come se l’avessi già fatta altre mille volte. Sapevo dove andava a finire, anche se non sapevo come facevo a saperlo.

È stato proprio un attimo, poi si è fatto di nuovo più scuro, e la voce ha ripreso a sibilare.

Ma avevo capito, anche se non era mica così facile. Dipendeva tutto da me alla fine, io avevo Ciocio, lui brillava, era forte e coraggioso. Voleva vivere.

E io?

Logo
6776 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (11 voti)
Esordiente
8
Scrittore
3
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large drouk12176 rectangle.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

[K] ha votato il racconto

Esordiente
Large 13 34 51 v2.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Roberta ha votato il racconto

Scrittore

kuè kuè!Segnala il commento

Large b81b29c5 b29b 4178 97a4 60ea34c566c9.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente
Aatxajzt7nsl rzh7o6rq5jptmxfuictattxrdrhbzfn=s50 mo?sz=200

Andreasololettore ha votato il racconto

Esordiente
Large 49199479 758130297888306 1334725198208827392 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
Large ezzz 101133975 10219956522376982 9067593985345716224 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Sempre bello, leggerti....Segnala il commento

Large 20210427 022249.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

"Quando moriamo, ci portiamo dentro tutto quanto". Allora bisogna scoprire dove nascondiamo il nostro Ciocio e farci accompagnare. Perchè lui è forte e coraggioso, ci libera dalle paure e dai sensi di colpa. E alla fine è l'unico che può indurci ad ammettere: "Dipendeva tutto da me alla fine". Un racconto in cui affronti i tuoi "mostri", non dissimili da quelli che opprimono chiunque cerchi di dare senso e valore al proprio tempo.Segnala il commento

Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore
Large img 20210226 wa0003.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Howl

Scrittore
Editor
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee