“ Vivi il presente, vivi l’attimo” si dice comunemente quando si vogliono superare problemi e situazioni complicate. Vivere l’attimo appare come la migliore via d’uscita a ogni tipo di angoscia e di ansia. Molti credono che l’”attimo” che ci colpisce e ci giunge addosso inaspettato ci farà star bene. Non la pensa così Rita che non solo ha qualche perplessità ma addirittura pensa che l’ ”attimo” sia una parola vuota e a suffragio della sua tesi riporta alcuni episodi di vita. Ricorda quando un giorno dopo una pioggia insistente ha visto dalla finestra spuntare un raggio di sole e subito si è precipitata fuori per raccogliere la luce di quel raggio. Sarebbe bastato un attimo per essere felice, ma l’attimo era scomparso portandosi via il raggio di sole. Mai ha dimenticato la volta in cui da bambina aspettava la madre per scartare il suo regalo di compleanno quando udì un grido terribile provenire dalla camera del nonno. Era la mamma che scendeva le scale e piangeva perché il nonno stava molto male. In un attimo la sua vita fu sconvolta e tutto andò sotto sopra. Gli attimi che seguirono furono i più tragici : il regalo a terra, la disperazione nei volti dei genitori, la casa intrisa di dolore. E’ da allora che ha imparato a amare la vita fatta di lunghe ore e minuti e secondi, lungi da lei gli “attimi felici”. Secondo lei la vita va vissuta senza scorciatoie, senza attribuire all’ “attimo” troppa importanza. Non cadrà mai nel tranello del “vivi l’attimo” perché è convinta che l’attimo non esiste e se anche esistesse è difficile per non dire impossibile coglierlo.