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Non-fiction

Come il broccato di Nanchino

Pubblicato il 05/11/2021

Semplice riflessione su una frase di Victor Hugo, tratta da "L'uomo che ride": "L'amore vero non si affievolisce. Essendo tutta anima, non può intiepidirsi. Una brace si copre di cenere, una stella no".

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E se l'amore non fosse "tutto anima"?

Nulla prova l'esistenza dell'anima, se non l'aspirazione umana a contendere l'eternità agli dèi.

E poi l'anima - stiva dei meriti e delle colpe d'arcana origine - non appaga né pacifica i sensi e le emozioni dell'animale umano, 

unica creatura che contende a Dio intelletto e conoscenza. 

Se non fosse vero che: "Una brace si copre di cenere, una stella no"?

Le stelle nascono, evolvono, si spengono e muoiono.

Se l'amore fosse solo questione di opportunità o l'occasione per riempire i vuoti d'inappartenenza?

Soggiacerebbe al principio che regola tutte le relazioni umane: Do ut des.

Dal principio è il verbo, il patto dagli effetti essenziali ed esistenziali di una concessione:

 la comproprietà del nostro spazio e del tempo a un altro essere umano.

In itinere, talvolta, si trasforma in un sudario steso sul palco della vita, a celare ruoli e copioni nella mimica reversibile delle scelte.

“Do”: come una nota che accorda due voci o disgrega l’armonia d’intenti nella bagarre delle intenzioni.

O come il suono di chi implode quando si accorge che, dopo un tratto di strada,

percorso a passi appaiati e sincroni, a un bivio o una svolta, l’altro è diventato “altro”:

un invasore, il ricettatore di uno scampolo di vita lacerata dai compromessi e dai ripensamenti.

Il predato osserva, con crescente angoscia, la dissoluzione che lascia in pegno la rabbia o l'impotenza dei rimpianti.

Poco per mascherare i fallimenti e sottrarli alla vista, ma abbastanza perché muti in sollievo il proscioglimento dalle abitudini e dalla noia.

Il conducente che parlava al passeggero è sceso, all’angolo di una via ignota o dentro un budello di case senza uscita, restano i rottami di un viaggio senza ritorno.

Siede sul marciapiede il dirottato, geme come l’ennesimo martire dell’amore e piange l’infedeltà dei sogni.

Poi s’alza in piedi, ché la vita esige il tributo delle azioni e della rinascita.

Do ut des: locuzione che regola anche le relazioni sancite nella reciproca promessa di essere fedeli sempre, “nella buona e nella cattiva sorte”. Che poi la sorte è uno stato di compensazione tra il dare e il pretendere, l'alternanza di ruoli tra vincitori e vinti.

Forse l’amore è un semplice baratto e, come tale, può rendere più forti o dissipare energie, infiammare la speranza o consumare nell'attesa, riscattare i pegni o corrompere i vincoli, archiviare le colpe o processare le paure, catapultare oltre la solitudine o sprofondare in rese incondizionate e gravide di peggiori pene e incertezze.

Forse l’amore è un baratto ma, talvolta, è così potente che devi perdonarlo anche se ti manda in frantumi.

È come il broccato di Nanchino: arte e maestria nella tessitura di segmenti che resistono al tempo ma non all'usura.





A chi non crede che l'amore sia la panacea per tutti i mali, ma lo strumento più efficace per contrastarli.

A Laura Chiappuzzi ed Ezio Falcomer.



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blu ha votato il racconto

Esordiente

Lo invidio l’amore. lui sa sempre dove andare. grazie Adriana, amo chi fa pensareSegnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Poderoso brano di letteratura Morale (come si sarebbe chiamata tra Cinque e Seicento). Confermo, l'amore è eccezionale arma di difesa e di ritardo dal male. L'amore, certo, va oltre l'utilitarismo, fa cose abbastanza impossibili. E noi glielo permettiamo più che volentieri.-------------------- Grazie, Adriana. Un abbraccio!!!.Segnala il commento

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caio bongiorno ha votato il racconto

Esordiente

Amore è una parola che sembra un grimaldello: giustifica, decolpevolizza, gratifica….Attraverso cui tutto si accetta e tutto si perdona. Credo, alla fine, sia una parola che mente continuamente. Per questo trovo molto bella e interessante la tua definizione finale: è lo strumento più efficace per contrastare il male. La trovo bella perché delimita e individua. Fa chiarezza, in un certo senso: l’amore (o ciò che così chiamiamo) può essere solo di chi il male lo subisce, per chi chiede aiuto. Per tutti gli altri è un termine vuoto, una perdita di tempo.Segnala il commento

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Nandro77 ha votato il racconto

Esordiente

Non la seduzione che serve per innalzare la propria superbia, ma l'amore è l'unico vero valore delle cose, anche se negli estremi rivolgimenti della vita comporta la rinuncia, la fede e la paura, la certezza del perduto ma che ci fa capire che non è scomparso.Segnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
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Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente

Col tempo mi sono convinta di una cosa. L'amore è passione, come per gli adolescenti. Non può essere tiepido. Un sistema tiepido è nel mezzo tra il caldo e il gelo. E se è vero che la seconda legge della termodinamica ci insegna che tutto è destinato a raffreddarsi è anche vero che Nolan ha invertito l'entropia ;-) A parte gli scherzi, io intendo l'amore come passione. Passione come un incontenibile interesse per qualcosa o qualcuno. Per una persona ma anche per una nebulosa, una conchiglia, un animale, un sasso e per tutto ciò che alimenta la conoscenza dell'Universo e di noi stessi. A prescindere da chiunque ci stia vicino o meno, questo è l'amore che non finisce mai.Segnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente
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Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

L'amore dura in eterno? Chissà, ma il punto è che quando stai sul pezzo, quando ci sei dentro, devi goderne a pieno senza troppi giri di pensieri. La semplicità dell'amore.Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Idem Loretta :)))Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

L'amore, quello vero intendo, sgorga da ogni cosa, riempie gli universi, ma è così raro, quello vero sempre intendo, tra esseri umani, più che altro l'uomo è bravo a parlarne, a scriverne Segnala il commento

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Loretta 68 ha votato il racconto

Esordiente

Eh sì cara Adriana, non sono brava con i commenti, ma quando arrivo a te trovo nei tuoi testi una bellissima profondità e mille spunti che mi portano a riflettere.. Complimenti davvero, e grazie.Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Anch’io non credo che l’amore sia la panacea per tutti i mali ma lo strumento più efficace per contrastarli. Credo anche che nel corso della vita e nelle nostre evoluzioni ci costruiamo un’idea personale dell’amore. Eppure andando avanti nella vita attraversando i dolori e le delusioni togliendo le nostre maschere e quelle dell’altro e anche perdendolo arriva un momento in cui lo riconosciamo.. ‘Era l’istante più felice della mia vita e non me ne rendevo conto. Se l’avessi capito, se allora l’avessi capito , avrei forse potuto preservare quell’attimo e le cose sarebbero andate diversamente?’ ( il museo dell’innocenza - Orhan Pamuk) E grazie Adriana di averci dato spunti di riflessione Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Ho letto più volte questo testo e fatte mie le tue riflessioni. Non conosco il broccato di Nanchino ma mi è nota l’arte (e il sacrificio) di preservare qualcosa di prezioso. Grazie per le parole dense di significati, e per la dedica.Segnala il commento

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Cinzia m. ha votato il racconto

Esordiente
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Antonella Avolio ha votato il racconto

Esordiente

Profonde riflessioni! Condivido il commento di Palu, perché coglie l'essenza del testoSegnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Porco boia, quella proponi è una flessione mica da poco! Si potrebbe parlarne per ore e ore (con gran piacere)… Giusto per inquadrare, credo che possano averci attinenza: quello che scrive nell’Emilio Jean-Jacuqes Rosseau: “Ciascuno si renderà conto che la propria felicità non è affatto in lui, ma dipende da ciò che lo circonda”; e in seconda istanza quanto, più recentemente propone Massimo Recalcati sul desiderio, ossia che: “il desiderio non è nostro”, ma è ciò che sta dentro l’altro, per meglio dire: quello che desideriamo intimamente è di essere il desiderio dell’altro, che non definirei, però, come “Do ut des”, ma qualcosa di ben più complesso perché origina nella sua ricerca (e costruzione) conflitti e contraddizioni. Mi sa che ho fatto un po’ di casino… Ma, in definitiva: grazie Adriana! Per queste belle riflessioni che proponi. PaoloSegnala il commento

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sinapsineuronica ha votato il racconto

Esordiente

Beh, anch'io non credo che l'amore sia la panacea per tutti i mali, ma lo strumento più efficace per contrastarli... Perciò voglio la tua dedica come per Laura ed Ezio!!!Segnala il commento

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carlomariavadim ha votato il racconto

Esordiente

Brava, bravissima.Segnala il commento

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Frato ha votato il racconto

Esordiente

Forse l'amore esiste solo nel mondo di Platone? E ha un senso diverso per ognuno di noi? Chissà! Ciao Adriana, bella riflessione, Roberto.Segnala il commento

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Anle ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Bella scrittura, Adriana: intensa, leggera, colta... e provocatoria. Però credo che l'amore, anche quello vero, affievolisca, col tempo, il più delle volte. E allora dobbiamo avere la forza, l'intelligenza e l'onestà- intellettuale e affettiva - di riconoscerlo, reciprocamente... Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Che bella riflessione Adriana. Anche se non fossi d'accordo, e lo sono in questa tua lunga scrittura, la gioia di seguire il tuo ragionamento metterebbe tutto in ordine. Alla tua domanda se l'amore è opportunità o occasione rispondo entrambe. Senza dubbio.Segnala il commento

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Alma R. ha votato il racconto

Esordiente
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Antonietta Cocco ha votato il racconto

Esordiente

Che cos'è l'amor è quello che rimane da spartirsi e litigarsi nel setaccio della penultima ora...( Vinicio Capossela) Grande tematica affrontata con la consueta lucidità di pensiero e maestria letteraria.Segnala il commento

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Graziano ha votato il racconto

Esordiente
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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

La Filosofia è la più alta manifestazione di coscienza creativa, le tue condivisioni aiutano a trovare equilibrio tra sogno e realtà.Segnala il commento

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FilippoDiLella ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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doktor ha votato il racconto

Scrittore

me lo ricordo, l'amore, di rado. Era un fuoco che bruciava tutto. Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

non smettiamo mai di chiederci cos'è l'amore. molto bella la dedica.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Cangiante. Così è la tua scrittura, al pari dell'intreccio che soltanto la sapienza e la buona volontà evolvono in trama. Ci si illumina difronte a tanta nobiltà. Complimenti Adriana! Segnala il commento

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Marialba ha votato il racconto

Esordiente
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Cara colta amica, che bellissime riflessioni! Aggiungerei che, qualunque cosa sia, non se ne può fare a meno. Bella dedica, se la meritano. Ne saranno felici.Segnala il commento

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Imago ha votato il racconto

Esordiente

Molto bella emozionante complimenti Segnala il commento

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Bruno Magnolfi ha votato il racconto

Esordiente
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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Come diceva ironicamente Baudelaire, il piacere più grande dell'amore consiste nel creare buoni cittadini per la Patria o, per dirla utopisticamente alla Simone De Beauvoir, l'amore è la comunione di due libertà. Insomma, ci sono un po' di vie di mezzo, per certo un pizzico della proustiana corrente di continua sofferenza e la poesia di gesti semplici di altruismo (il donare dell'imitazione di Cristo). Poi la bellezza di questa tua riflessione e la dedica che la conclude. Una vera stella danzante.Segnala il commento

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di Adriana Giotti

Scrittore
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