Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Romance

Come un calcio di rigore

Di SteCo15 - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 08/09/2018

Siamo noi a dar forma ai nostri piani?

59 Visualizzazioni
16 Voti

Avevo premeditato ogni cosa: stasera ci si trova a giocare a nascondino; prima che parta la conta le dico di lasciar allontanare tutti quanti; poi andiamo a nasconderci insieme; da tutt’altra parte rispetto agli altri.

Avevo immaginato ogni cosa e si stava avverando. Come uno schema di gioco studiato dall’allenatore nei minimi dettagli e messo in pratica dalla squadra senza sbavature.

Solo che la “squadra” intorno a me vi ha preso parte inconsciamente.

Comunque, quando poi saremo soli, finalmente mi potrò dichiarare, dirle che mi piace un sacco, che l’amo, chiederle se ci mettiamo insieme, se vuole essere la mia ragazza.

Da giorni mi sto logorando. Questo sentimento non riesco più a gestirlo. Continuo a pensare al suo sorriso e a quelle fossette che si formano ai lati. Fossette dove alloggerei delicatamente i miei pollici nel prenderle il viso tra le mani per avvicinarla a me e baciarla sulle labbra.

Il desiderio di compiere questa semplice azione è tale che mi si accelerano i battiti del cuore, il respiro si blocca a metà strada e sento delle vampe di calore che mi salgono al viso. Devo agire, fare qualcosa. Restare immobile mi è impossibile. Dal mio letto mi alzo, prendo un libro, lo sfoglio distrattamente e lo ripongo. Vado in cucina, apro il frigorifero alla ricerca di qualcosa che non c’è. Accendo la televisione. Passo in rapida successione una serie di canali per poi spegnere e restare a fissare un punto indefinito nello schermo buio.

Negli ultimi giorni mi sono arrovellato su come fare per farglielo sapere. Perché DEVE saperlo. Ho bisogno di dirglielo! DEVO dirle quanto mi piace, che ho voglia di sapere come passa le sue giornate, cosa pensa, che musica ascolta, come si siede, in quale posizione si addormenta. Voglio diventare parte della sua quotidianità, non solo della sua vita.

Così, ieri sera, dopo aver giocato a nascondino con tutti gli altri, mi è venuta l’illuminazione. Ecco come poter creare l’occasione per averla da sola, tutta per me, a mia completa disposizione, giusto per quei pochi secondi che mi serviranno per dirle “ti amo”, ”ti voglio bene”, “vuoi metterti con me?”. Poi il tempo non avrà più importanza, sarà nostro, gli altri ci troveranno abbracciati, felici.

Sempre che mi dica di sì.

Ecco il dubbio, il solito tormento, la paura che mi ha bloccato sino ad ora quando lasciavo vagare la mia fantasia. Ma oggi, oggi il desiderio di lei, dei suoi tredici anni, è incontenibile: annulla la paura. Guardandomi allo specchio cerco di sorridere facendo leva su quel misero anno in più che ho nei confronti di Paola e mi dico: “Forza, sei un normale adolescente, di cosa hai paura? Stai facendo quello che affrontano tutti quelli della tua età!”

Alla conta è andato Roberto. Approfitto della confusione per dire a Paola: “Ti devo dire una cosa.”

Ho sentito il mio respiro trasformarsi in affanno mentre aggiungevo: “Lascia andare via gli altri, poi seguimi.”

Una rapida occhiata a dove il gruppo degli amici si dirigeva per nascondersi e via, decido di correre dietro la casa, dove ci sono le siepi di alloro. Lì saremo soli e tranquilli. E così è: eccomi in piedi di fronte a Paola che sorride. Le sue fossette ai lati della bocca sono due vortici nei quali mi perdo. Il mio battito cardiaco ha subìto un’accelerazione. No, non è solo per la breve corsa fatta per venire a nascondersi. E’ qualcosa d’altro. L’inevitabile realizzazione che ci siamo: devo parlare; devo dirle quello che ho dentro. Ok, ora glielo dico. E cosa le dico? "Ti amo"? O “mi piaci”? O forse è meglio se le chiedo se vuole che “ci mettiamo insieme”? E se si mette a ridere? Se mi risponde: “Ma cosa ti sei messo in testa?”. Oddio...

Zero. Neanche un suono sono riuscito ad emettere. Paralizzato.

Saranno passati forse venti secondi, durante i quali Paola mi ha chiesto ripetutamente: “Quindi?”; “E allora?”; “Cosa devi dirmi?”. Ma niente. Sono stato solo capace di restare a guardarla negli occhi fino a quando gli altri ci hanno raggiunti, preceduti dalle loro grida. E quando ci hanno trovati così, uno di fronte all’altro, in attesa di qualcosa, hanno spontaneamente chiesto: “Cosa state facendo?”

E la risposta di Paola, pur salvandomi dalla figuraccia, mi ha precipitato nella vergogna nei suoi confronti: “Sta facendo il mimo!”

Durante la partita la “squadra” aveva realizzato lo schema in maniera impeccabile. L’azione, come previsto, mi aveva portato in piena area, a tu per tu con il portiere. Come battere un calcio di rigore. Avevo di fronte Paola; dovevo lanciarle la mia dichiarazione; lei poteva respingerla o lasciarla entrare nel suo cuore. Ma io, il rigore, non ho avuto il coraggio di calciarlo. E questo, ancora oggi, mi pesa più che averlo sbagliato.

Dopo anni, sono ancora dietro la casa, vicino alle siepi di alloro, di fronte a Paola, congelato in quel frame.

Logo
4795 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (16 voti)
Esordiente
15
Scrittore
1
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large images.jpeg.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large default

alex70a ha votato il racconto

Esordiente

....almeno una volta nella vita questa cosa succedeSegnala il commento

Large default

Primavera ha votato il racconto

Esordiente

Romantico e leggero come gli anni del protagonista. È proprio il primo amore!Segnala il commento

Aoh14gjrmag78hkjcqoaqnabg2burrwlxqbfnbsubad36q=s50?sz=200

Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Mi hai ricordato tutto...Segnala il commento

Large otorongo 001.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Otorongo ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Proprio vero , ogni lasciata è persa !Segnala il commento

Large aquila2.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Vinantal ha votato il racconto

Scrittore
Large immagine2.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

DONATO ROSSO ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large c87c1a33ed3df05a138c807bcca7d0e2.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ne1s0n ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large img 20200205 153040 2.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Raffocinematic ha votato il racconto

Esordiente
Large 8star.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Zeta Reader ha votato il racconto

Scrittore
Large 20190710 115436.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20190817 200316.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Linea O Linda ha votato il racconto

Scrittore
Large 20190214 152239.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

isa ha votato il racconto

Esordiente
Large 20121231 114226.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

LoSteNo ha votato il racconto

Scrittore

Primo Racconto, Primo Amore.Segnala il commento

Large 291786 273806129306614 239035103 nbis.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Dalcapa ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large 20200415 202216 1 .jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

di SteCo15

Scrittore