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Narrativa

Come un ragno violino

Di Barbara - Editato da Barbara
Pubblicato il 15/05/2019

Strana storia quella,nulla a che vedere con il romanticismo

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È schivo e notturno,ricorda il mediterraneo ragno violino,come quell'insetto rimane chiuso in casa tutto il giorno,esce alla sera,complice il mestiere che fa.

Pizzaiolo doc,napoletano verace,trapiantato nell'uggiosa Londra.

Sul subito non gli daresti due lire,di bassa statura,tozzo,dalla pelle ambrata,capelli scuri,

impomatati,lucidissimi,pettinati all'indietro,neanche fosse un gangster anni trenta...

Ma le donne dicono abbia un fascino nascosto,nel punto in cui morde lascia il segno.

Sarà perché il maschio italiano piace,non si contano le inglesine dal cuore infranto.

E come prepara la Margherita, con la burrata di bufala nascosta nel bordo del contorno,

i cigliegini al centro,attorniati dalla rucola verdissima,a inneggiare il Paese del sole...

La curiosità è femmina,l'uomo è cacciatore,tutto torna,per raccontarvi,un'alchimia.

Va dritto al sodo con quella biondina,l'ha messa a fuoco subito,in un tavolino d'angolo.

Sola soletta è lì per lui,l'ha scritto sul suo viso vergine,pallido,nordico,infreddolito dal

vento invernale,gusta sognante la sua specialità muovendo adagio le labbra carnose.

Una bella signorina in carne,tutta da scoprire,mentre la guarda,la spoglia.

La parola pudore non la conosce,nel suo vocabolario la voce è saltata.

Si avvicina,si siede senza permesso,in mano tiene un bicchiere vuoto,a coppa.

Si versa il bianco frizzante,freddo al punto giusto,alza il calice,sorride spavaldo.

Lo trova invitante,un grappolo d'uva nera,dolce,matura,che aspetta di assaggiare.

La mente attraversata dalle sensazioni ancora da vivere,invasa dall'impazienza.

Il ragno violino,non tesse ragnatele vistose,le sue prede cadono in trappola ammaliate,

le intriga,poi le attira,scompare la ragione,regna sovrana una forte passione.

Gli ha fatto il più bel regalo,allarga le braccia,accarezza il lenzuolo di seta,sospira.

In quella stanza d'albergo,ora è sola,consuma la ricca colazione,condita coi piccanti ricordi della notte appena trascorsa, si attarda,per imprimere ogni frammento nella

memoria e tenerlo custodito gelosamente,nel punto più  nascosto di sé. 

Immersa in quella grande vasca idromassaggio si gode gli ultimi istanti,con calma ne

esce,si lascia abbracciare dal morbido accappatoio di spugna,sino ad avere ogni centimetro di pelle asciutto,lo lascia cadere sul pavimento,rimirando il suo corpo nudo.

Il grande specchio riflette una donna a lei sconosciuta.

Si volta,ad uno ad uno indossa gli abiti riposti nel grande armadio,controlla che nemmeno una ciocca dei suoi capelli dorati esca ribelle dal velo.

Le sue sorelle la attendono,si deve affrettare,il taxi l'aspetta,il suo monastero le manca.



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