sono costretto dentro ad un muro simbolico ma eterno

corro il rischio di restare crocifisso come cristo

capovolto, il mio senso del rischio

entro in sintonia con l'esterno solo se mi dissocio e mi acconsento a mettere per iscritto ció che penso

é come se inventassi un'altra frazione di tempo, quello che dedico al conoscere me stesso

metto a nudo e a rischio il mio parlentarmi

inventando teorie e vocabili

a divertirmi

che tutto ció permette l'esser portato ad una fase sperimentale

dove ciò che lasci sia uno schizzo o un chiedermi se si percepisce come lamento , mentale

un esercizio 

che si spegne

nel flusso lui si rende.