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Narrativa

Cronaca d'una Milano notturna

Pubblicato il 02/12/2019

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La vita è un passaggio solo se si trovano le chiavi della macchina.

Lui deve correre a dormire, si sveglierà alle sette e sono le quattro, ma non trova le dannate chiavi, tasta le tasche posteriori e anteriori un centinaio di volte, ci rovista dentro e fa l'appello: smartphone, chiavi di casa, accendino, cartacce. 

Niente.

Le chiavi sono scappate.

Le cerca nello zaino ma è un vicolo cieco, allora gira su sé stesso, si guarda a destra e a sinistra nella speranza che siano stese sull'asfalto perdute lungo la strada, ma non ci sono, chissà dove le ha perse, inutile fare il rewind della serata, è ubriaco e prima di tutto un uomo pigro, allora ricomincia, tasta le tasche posteriori e anteriori, ci rovista dentro, fa l'appello: smartphone, chiavi di casa, accendino, cartacce, ma ecco che forse, forse al tatto sente qualcosa di nuovo, si esalta, estrae l’oggetto dei desideri che è ancora l'accendino.

Rimettendo a posto l'accendino trova le chiavi.

Col telecomandino apre l'auto, che si chiude.

Vuoi vedere che l'ha lasciata aperta per tutto questo tempo?

La riapre, guarda l'ora sul cruscotto, è tardi e deve tornare a casa per dormire.

Entra fulmineo in macchina portandosi dietro la portiera, sbaglia i calcoli e si chiude dentro il piede, impreca un po', poi mette in moto.

Mette la prima ed esce con stupefacente abilità dal parcheggio.

È in ritardo per andare a dormire, lo sa, ma il mondo ha i suoi semafori rossi, gialli e verdi.

C'è uno stop, si ferma, svolta di qua, di là, frena, accelera, sorpassa. 

Arriva nella sua zona, il letto è vicino, ma gli tocca trovare parcheggio.

Si chiede Quand'é, quand'é che arriverà il mio posto?

Non lo trova, ed ecco di nuovo uno stop.

Si ferma, guarda a destra e a sinistra, prega di non fare incidenti, ha pure bevuto, da irresponsabile, ma poi ad alta voce si dice che senza gli irresponsabili non ci sarebbero responsabili, cosa banale, certo, ma mai quanto il parlare da solo in macchina.

I rari passanti ai semafori lo guardano, si dice Non voglio investire nessuno, non voglio fare incidenti, voglio solo trovare il mio posto, non per tutta la vita, solo per stanotte.

Non c'é posto per lui.

Non c'é posto per la sua auto, e sembra proprio che non ci sia posto più per nessuno.

Dice Dio, perché mi hai fatto comprare un'auto se alla fine non mi dai un parcheggio?

Che poi, a dirla tutta, quell'auto che guida non è nemmeno sua, ma di suo zio, e viene ancora pagata a rate, insomma una sorta di investimento che potrebbe investire qualcuno.

Egli continua a girare, a fermarsi agli stop, ai semafori rossi, e solo quando sta per mettersi a piangere, eccolo lì.

Il suo posto.

Accosta, mette la retro, indietreggia, fa manovra.

Tocca l'auto dietro.

Avrà sbagliato a prendere le misure, dunque ritenta.

Non ci riesce.

È un cane maledetto a parcheggiare.

Poi guarda meglio. 

La sua auto è molto più grossa.

Delle sue percezioni attuali non si fida molto, ritenta il parcheggio altre due volte, poi con le pive nel sacco mette la prima e si allontana.

Quel posto gli è troppo stretto.

Preso dallo sconforto, si convince che il suo posto è da un'altra parte, in un'altra zona magari. 

Decide di tentare un ultimo giro.

Ed ecco che trova parcheggio sotto casa.

Pesta il pedale e, in pochi secondi, l’auto è a cinquanta, sessanta e settanta all’ora, poi frena, scala dalla quarta alla prima, frena ancora, sterza in una curva calcolata al millimetro per infilarsi col muso nella spina di pesce blu ma ecco che coi fari illumina una strana creatura in piedi nel bel mezzo del posto.

La creatura urla, i freni pure.

È una piccola, folle e rugosa vecchietta che si copre gli occhi dal paradiso schivato all’ultimo.

Lui spegne i fanali, si affaccia dal finestrino e dice sarcastico “Signora! Tutto bene?!”

“Pensavo di morire!” risponde tremante con la mano aggrappata al cuore.

“E pensava bene!” risponde lui nervoso “Il marciapiede è poco più indietro!”

La vecchia si volta, guarda il marciapiede, poi si rigira sorridendo “Oh, lo so!”

“Bene, allora…” sorride l’automobilista sgasando “…posso parcheggiare?”

La signora tira le rughe del viso, sorride dispiaciuta “Mi spiace, ma sto tenendo il posto a mio marito…”

Silenzio.

“Ah, e quando dovrebbe arrivare?”

“Da un momento all’altro…”

“Beh, nel frattempo mi lasci parcheggiare, no?”

“E poi?”

“E poi suo marito si trova un altro parcheggio!” urla all’improvviso l’automobilista “No, ma dico! Le pare il caso?! Quello è un posto pubblico!”

“Ma sono arrivata prima io!”

“Che macchina ha suo marito?”

“Una panda.”

Silenzio.

“Lei è una Panda?”

“No…”

“Allora non si è parcheggiata! Si levi!”

“Ma mio marito dovrebbe arrivare a momenti!”


“Guardi che se vuole un parcheggio tutto suo la faccio andare in carrozzina!”

“Maleducato!”

“Si levi dalle palle!”

Ed ecco il tuono nasale di un clacson vibrare lungo i muri della via, perdendosi in una sirena d’ambulanza lontana lontana.

La vecchia sorride, ora non ha più paura.

L’automobilista butta l’occhio nello specchietto.

Una rugginosa Panda bianca attende eroica a fari spianati.

“È lei il marito di questa Panda?” urla l’automobilista affacciandosi verso la Panda, da cui sbuca il volto d’un vecchio obeso e furioso che urla “Quel posto è mio!”

“Ah sì?” urla l’automobilista “C’è scritto da qualche parte?”

“Mia moglie lo sta tenendo da dieci minuti!”

“Ooh, quindi se sua moglie ha tempo da perdere io devo rinunciare al parcheggio?”

“Qual è il tuo problema?!” urla il vecchio.

“Non so! Dimmi tu!” urla l’automobilista.

“Tu sa chi sono io?!” urla il vecchio battendo nervoso le mani sul volante.

“Cosa?” ribatte l’automobilista.

“Tu non sai davvero chi sono?!”

“E chi diavolo saresti?!”

“LaMonaca!”

“Chi?!”

“Ma qual è il tuo problema?” urla il vecchio agitando i pugni in aria.

L’automobilista scarica il nervoso con una bella risata grassa, poi affacciandosi urla ancora “Problemi io? Tu hai dei problemi!”

“LaMonaca!”

“Cosa?!”

“Michele LaMonaca!”

“E chi cazzo sarebbe?!”

“Sono io!”

“Oh! Wow!”

“Già! Wow!”

“Già, proprio woow! Ora posso parcheggiare?”

“Perché non scendi dall’auto?”

“Perché sono arrivato prima io, chiaro?!”

“C’era prima mia moglie! Cazzo! Scendi dall’auto! Scendi! Che ti faccio vedere io chi sono!”

“Me l’hai già detto!”

“Te lo faccio vedereio te lo faccio!”

“Già lo vedo da qui chi sei, tranquillo!”

Il vecchio scende dall’auto, e a passi pesanti apre il bagagliaio, cacciando fuori un piede di porco.

La signora si sposta dal parcheggio urlando “Amore fermo! Fermo!” e l’autista, spingendo piano l’acceleratore, ficca tutta l’auto tra le righe blu.

“Ma guarda!” urla il vecchio brandendo il piede di porco in aria “Guarda! Ci ha fottuto il parcheggio!”

Scendendo dall’auto, l’autista guarda i due vecchi, sorride scuotendo la testa “Magari c’è un posto poco più in là.”

“Ma io ti spacco la faccia ti spacco!” urla il vecchio con gli occhi da pazzo, scostando la moglie per alzare in cielo il piede di porco, pronto ad abbatterlo sul cranio dell’automobilista che, immobile, caccia fuori dalle tasche lo smartphone, puntandolo verso il vecchio.

“Avanti.” provoca divertito l’automobilista “Avanti. Spaccami la testa in diretta per un parcheggio. Avanti. So che puoi farcela. So che puoi diventare famoso. Oh, guarda, abbiamo già ottanta spettatori. Ciao amici!”

Il vecchio, come un vampiro davanti alla croce, si copre il volto con le mani impegnate a reggere il piede di porco, e portando con sé la moglie si rifugia in auto silenziosamente, mettendo in moto e sgommando via.

Infilando lo smartphone in tasca, l’automobilista finalmente può ritirarsi vittorioso in casa, pronto a farsi le sue tre ore di sonno.

La tecnologia l’ha salvato da una rissa con un vecchio.

Non potrà salvare la sua automobile, che il mattino seguente verrà trovata con un finestrino rotto senza più il volante.

A volte un gesto di gentilezza, seppur scomoda, può evitare vendette molto più scomode, poiché se la vita è un passaggio in macchina, assicuriamoci almeno che nessuno ci rubi il volante.

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Giuseppe Buono ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Simonluke ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Concordo su tutto: divertente, ben raccontato, finale da rivedere Segnala il commento

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hwod whale ha votato il racconto

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sbilenchi i protagonisti, sbilenca la morale. divertito come sempreSegnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Come morale è un pò sbilenca, il racconto tuttavia non è male, fa riflettere sul peggio delle persone. Segnala il commento

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Giulia_F ha votato il racconto

Esordiente

Forse c’è un po’ di squilibrio tra la lunghezza del dialogo col vecchio e la lunghezza del finaleSegnala il commento

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Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore

Concordo sulle due righe finali, le eliminerei.Segnala il commento

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RoCarver ha votato il racconto

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Frase geniale: "una sorta di investimento che potrebbe investire qualcuno". Il finale stride un po' con il tono del racconto secondo me.Segnala il commento

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Mela Golden ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Finale da rivedere. Mai litigare con gli anziani. Hanno tutto il tempo per una rapida vendetta. ;-)Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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palu ha votato il racconto

Esordiente

Bello e divertente, con un bel retrogusto amarognolo. Sulle due righe finali, io sono per il no, secondo me non c'entrano con la narrazioneSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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Biodegradavide ha votato il racconto

Esordiente

Ho trovato il racconto molto divertente, con quella nota d'amaro che fa riflettere sui piccoli o grandi conflitti quotidianiSegnala il commento

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Ondina ha votato il racconto

Esordiente
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Re Cluso ha votato il racconto

Esordiente

Bella tensione narrativa che ti porta in fondo in un amen. Non proprio umoristico, ma divertente sì. Insomma direi originale. Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Esordiente
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore

Molto divertente, come sempre ottimo ritmo; sono combattuto sulla morale finale... Mi piace, eh, però non son convintissimo...Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Esordiente

Divertente, forse un po' debole il finale.Segnala il commento

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di Philostrato

Scrittore