Il principe azzurro non vale un cazzo.

E secondo me sa pure di frocio.

Altro che cavallo bianco, altro che calzamaglia stronza, altro che quella spada che non ha mai visto sangue di bandito, figuriamoci di drago.

E tu, diciamocelo, vali ben poco come principessa.

Che quale drago non abbasserebbe lo sguardo incrociandolo col tuo? Quale Malvagio sovrano di terre tiranno dalla faccia di capra non si cagherebbe sotto a sentirti favellare?

Bello “favellare”, eh?

Io che sono più giullare che cavaliere senza macchia, io che di macchie ne ho piene le mani, a forza di dipingerti e cercare di scriverti, che il coraggio è solo un passo dopo la paura e quel passo lo so fare solo insieme a te.

Tu che sei più guerriera che principessa spaventata, tu che senza spada tagli gole, tu che senza lama spacchi i cuori, tu che a guardarti se c’hai lo sguardo duro fai paura al buio e a me.

Tu, fragile e potente come rosa di diamante. Io, spaventato dal tutto, impaurito da niente.

Tu mia armatura, io il tuo fucile laser.

Che negli occhi si guardano gli innamorati, chi s’ama guarda nella stessa direzione, chi combatte contro il mondo sta spalla contro spalla.

E noi facciamo tutto, io e te: a guardarci così forte, pupilla nella pupilla, fino a non ricordarsi più quali sono i miei occhi e quali i tuoi, che tanto la mira non ci serve per ‘ste quattro dozzine di mostri verdi mal arrangiati, che pure il boss finale ce lo facciamo mentre ci facciamo l’occhiolino.

Te e io, a guardare nella stessa direzione: mano nella mano, illuminati dall’esplosione dell’ultima astronave dell’impero, sul ponte della nostra nave ammiraglia, noncuranti dei graffi, che ridiamo da far tremare l’universo.

E schiena contro schiena, col mio scudo che ti para il fianco e il tuo fulmine scarlatto che mi salva giusto in tempo, a lanciare incantesimi e a tagliare teste di non morti. Che dopo che ci hai tagliato la testa so’ proprio morti. Morti morti.

Altro che “non”.

So che mi lancerai la katana quando mi sarà caduta, sai di poter rischiare quella mossa azzardata, io sarò lì a parare il fendente contro la tua schiena. Perché i raggi non ci colpiscono, perché il proiettile che punta al cuore troverà sempre un modo per fermarsi in qualche fumetto che ci eravamo regalati.

Non basteranno eserciti, non esistono mostri a sufficienza nell’intera galassia e in quella accanto, non ci sono abbastanza astronavi o stellari imperatori vestiti di nero o generici, crudeli stronzi dalla faccia da cazzo e dalla risata cattiva.

Che quando si combatte contro i ciclopi bisogna solo trovare il punto cieco, i vampiri diventano polvere con un paletto al petto, ogni drago può essere cavalcato e ogni astronave, per quanto gigante, ha sempre un punto debole.

Che ci roteino vorticosamente le telecamere intorno, che musiche vibranti ed ispiranti suonino solo per noi.

Spargiamo sangue, corriamo rischi, le teste calde, i pazzi fottuti che colorano di sangue le stelle.

Spalla contro spalla, cuori a ritmo di mitragliatrice.

Sarà una magnifica avventura.

Io e te.​