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Poesia

Deep

Di GasKen - Editato da GasKen
Pubblicato il 01/12/2019

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Quando arrivano i dèmoni non ho il tempo per dirlo, nello scompiglio non parlare, seguimi fino al nascondiglio.

Seguimi al mio interno, dove la percezione varia.

Seguimi dove il quaderno è un ostaggio, dove diventa di ghiaccio anche l'aria.

Rumore di passi pesanti e denti affilati di una bestia affamata, un abbraccio e due respiri affannati dietro la barricata.

L'infinito in pochi istanti, trattieni un attimo il respiro, stai zitta.

Ci addentriamo nella foresta fitta sotto la luce dei lampi, la fantasia ci porta avanti nei battiti, stammi vicina o finisci tra i ricordi in soffitta.

Combatti per primo o aspetta la sconfitta.

Io e te, fuori è tempesta.

Una bestia che ci cerca, vuole l'impero che abbiamo in testa.

L'immagine si appresta a diventare scura, io ho uno scudo bianco e uno scettro nero.

L'unica zona sicura che mi resta è in questa scrittura quando si oscura anche il cielo.

Il corpo è un cimelio fragile, io indosso la mia armatura di pagine, la paura diventa indagine e la temperatura raggiunge lo zero.

Quando piove sono io che vengo in mio supporto, mi vengo in contro, è un rapporto intenso.

Quando tutto va storto maschera le lacrime in volto, lo sta facendo anche adesso.

Combatto come posso, con ogni osso e le mie mani, scendo più che posso nelle profondità viscerali del mio diavolo.

Cielo rosso sotto i temporali, io ho mosse d'inchiostro per sbattere le ali e nessun ramo che mi dia riposo quando poso il foglio sul tavolo.

Passo in diversi stadi del disturbo, è un mondo di effetti strani, è un mondo assurdo.

Telegiornali mettono le mani nei crani e giocano al chirurgo.

Lunghi studi che mettono in pratica, capita di essere fottuti anche dalla grammatica.

Quando osservo non mi servo mai solo di un senso, è un diverbio acceso tra quello che vedo e quello che penso.

Per ogni cosa che vedo c'è qualcosa che mi chiedo, accedo a spazi informi.

Siamo addestrati a stare ai contorni, servono passi enormi per opporsi tra gli strati, siamo disfatti dai soccorsi e da discorsi accordati.

Mantieni la stessa posa a lungo.

Non vediamo la stessa cosa neanche se guardiamo lo stesso punto, sei sotto terra, questo testo è solo un'altra rosa che aggiungo.

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Il Verte ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Bella tuttaSegnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Scusa, non era meglio farne un racconto?Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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Althea ha votato il racconto

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Molto curata. Segnala il commento

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di GasKen

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