Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

DELL'ODONTOIATRIA Ovvero di denti, corna e altre storie

Pubblicato il 20/04/2018

"Le corna sono come i denti: fanno male quando spuntano, ma poi servono per mangiare". Vi capita mai di assistere a una discussione surreale, in un frangente del tutto inaspettato, e non poter intervenire? E allora cosa succede? I pensieri, e i ricordi, prendono il sopravvento.

65 Visualizzazioni
22 Voti

"Le corna sono come i denti: fanno male quando spuntano, ma poi servono per mangiare".

Questa chicca me la serve il dentista mentre maneggia un trapano all'altezza del mio dente del giudizio superiore destro.

E, se non avessi la bocca invasa da trapano e aspirasaliva, me ne verrebbero di domande.

Alla prima, anche se inespressa, risponde. Sta parlando con una delle sue assistenti, che io preferirei non facesse innervosire adesso.

"L'hai colto proprio in flagranza?".

L'assistente, il cui viso mi è inaccessibile, risponde mesta: "Sì, ma lasciamo stare".

Certo, non credo abbia voglia di parlarne. Soprattutto davanti a me.

"Porta le tue corna con disinvoltura. Servono".

E anche qui avrei delle domande: servono a cosa? Perché io qualche cornetto so di averlo, ma della sua utilità non sono convinta. Vorrei anche sapere se prima o poi si smussano: un corno fatto da un ragazzo, quando questo diventa ex, resta? Oppure si attenua, come l'affetto che provavi per chi te ne ha fatto gentilmente omaggio?

E poi: le corna, sono una questione di pensieri, parole, opere o omissioni?

Se fossero una questione di pensieri io, che soffrivo di innamoramento facile, credo di aver fatto andare in giro il mio primo ragazzo come un cervo. Un cervo adulto.

Se trattasi invece di opere... valgono i baci, o si deve approfondire? Se fosse la seconda che ho detto, tutto sommato sarei innocente.

"Sei stata british, o ti hanno sentito dalle ville accanto?".

Mugugni alle mie spalle. Mi sa che non è stata british.

"Tuo marito cammina ancora?".

"Non per merito mio".

Qui lei cambia tono, sembra orgogliosa. Me la immagino in una camera bianca, mobili da catalogo, non un cuscino fuori posto. Lei che gli urla contro, che afferra il portafrutta dal centro esatto del tavolo e glielo tira addosso, poi cerca qualche altro oggetto ma a portata di mano c'è soltanto il ceppo coi coltelli e pensa che no, quello è troppo.

Le discussioni sul tradimento le immagino in case così. Perché in una casa vissuta, colorata, disordinata, c'è troppa vita: ci si accolgono naturalmente altre persone, non di nascosto, non a tradimento.

Eppure basterebbe un nome per smontare questa teoria: Riccardo.

Perché io la casa colorata ce l'ho, l'avevo anche a quel tempo.

Stava rintanato in biblioteca, tra i libri antichi e i suoi pensieri. Io dovevo fare una ricerca per la mia docente, mi aveva proposto di scrivere un articolo. Trovare Riccardo è stato provvidenziale: in poco tempo mi aiutò a ricostruire una bibliografia in cui, altrimenti, mi sarei senz'altro smarrita. Una fortuna, per la ricerca. Una condanna, per le notti dell'anno che seguì.

"Che piccolino, questo dente! Proprio una stronzata" sento il dentista mentre chiudo gli occhi, abbandonandomi alle sue mani rozze che mi tengono la bocca troppo aperta, e al pensiero di colui che mi ha portata più vicina al tradimento.

Posso ancora sentirne l'odore. Sapeva di tabacco, ma anche di fresco. Indossava dei maglioncini girocollo usurati, con i pallini vicino alle ascelle, su camicie a quadretti rigorosamente fuori dai pantaloni. Fuori dal tempo esattamente come il posto in cui lavorava. Lo avevo notato subito, e subito mi ero redarguita: "Ti piace l'idea di questo ragazzo, non lui. Non avete scambiato più di due chiacchiere, e soltanto sul diritto di resistenza".

Al terzo giorno di studio ero spossata: gli occhi mi si erano fatti piccoli su un testo del Seicento, e la poca luce che filtrava dalle finestre non aiutava.

Riccardo mi si era accostato e, visto com'ero assorta, mi aveva appoggiato una mano sul braccio per farmi notare la sua presenza. Abbastanza per causarmi una discreta tachicardia.

"Stai seduta qui da quattro ore. Che ne dici di staccare un attimo? Io sto andando alle macchinette a prendere un caffè, poi vado a fumare. Tu fumi?" mi chiese indicando con lo sguardo due sigarette rollate nella sua mano.

"No, grazie. Però hai ragione, un caffè ci vuole".

Lanciai un'occhiata al mio telefono silenziato, e ne ignorai la spia luminosa.

"Zucchero?".

"No, grazie".

"Lo prendi amaro?".

Se mi avesse rifilato la battuta su quanto sia già amara la vita avrei girato i tacchi. Invece si limitò a dire che non gli sembravo una da caffè amaro.

"E infatti non lo sono" dissi rovistando nella borsa fino a cavarne una bustina di zucchero di canna.

"Che organizzazione" rise. Prese il suo caffè e ci andammo a sedere fuori. La giornata si era incupita, si era alzato un po' di vento. Mi intirizzii subito, strinsi le mani intorno al bicchierino caldo. Lui se ne accorse e si fece più vicino, come a coprirmi.

"Hai tempi stretti per l'articolo?".

"Sì. La prof. sa che sono abituata a full immersion diurne e notturne e ne approfitta".

"Quindi uscita da qui continui a studiare?".

"Per forza! La notte organizzo gli appunti e, se mi rimane un po' di lucidità, scrivo qualcosa".

"Di full immersion notturne ce ne sarebbero di migliori... Ma al momento anche io scrivo".

Nessuno fermò il mondo a questa battuta. E io non scesi. Strinsi ancora di più le mani intorno al bicchierino, e lì fissai lo sguardo. Era da almeno un anno che le altre full immersion erano cessate. Jacopo era sempre Jacopo, abitava sempre in un'altra città e sempre diceva di essere innamorato di me. Ma quando ci vedevamo eravamo stanchi e alternavamo dormite a gite fuori porta, mostre, cinema. Soprattutto mostre e cinema, così il nostro silenzio si confondeva con la buona educazione.

"Cosa scrivi?".

"Dipende. Da qualche giorno scrivo di una dottoranda assorta nelle sue ricerche in biblioteca. Di come l'odore dei libri abbia assunto una sfumatura nuova, dolce, di muschio e... more credo".

"Sono lusingata, se sono io. Anche un po' allarmata".

Lui rise e prese a giocare con la sigaretta.

"Inquietante, vero? Volevo ringraziarti, per questo ti ho offerto il caffè. Era da tanto che non mi venivano in mente delle storie. Sei una protagonista perfetta. Mi sono fatto delle idee, che magari non corrisponderanno alla realtà. Però sul caffè ho azzeccato".

Il resto della chiacchierata si svolse senza filtri, raccontandoci di amori passati e di storie in corso.

Quella notte, tra un appunto e l'altro, mi squillò il cellulare. Sapevo che non era Jacopo: a quell'ora dormiva beato.

"Come proseguono gli studi? Mi stavo chiedendo: la dottoranda berrà vino o birra? O semplicemente acqua?".

"Perché non Coca-Cola?".

"Perché non sei tipa da bere sul sangue di sindacalisti".

"No, infatti. Acqua. Birra e vino rossi, nelle occasioni speciali".

"Allora stanotte ti farò assaggiare un Sassicaia. Grazie".

"Cosa mi si prospetta?".

"Finirai l'articolo, uscirai a festeggiare e incontrerai l'uomo per le full immersion".

"Abbiamo finito. Sopravvissuta? Sciacqui e beva questo".

Con un bruciante senso di ingiustizia, stordita, riapro gli occhi. In successione riappaiono la finestra, le assistenti indaffarate, un bicchiere di antiemorragico, uno di antinfiammatorio e una siringa di cortisone. Sommati all'antibiotico di questa mattina, superiamo le medicine assunte negli ultimi dieci anni. Dieci anni lontana da quelle notti.

Logo
6990 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (22 voti)
Esordiente
20
Scrittore
2
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large default

francesca colombo ha votato il racconto

Esordiente
Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large forrestgump.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore

Del dentista mi ero dimenticato anch'io. Segnala il commento

Large type.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Karl Krasnyy ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Sassicaia, gran vino, che annata? Ma anche il Tignanello se la cava, e l'Ornellaia, e il Case Basse (Brunello); mi sa che scrivi come bevi..Segnala il commento

Large t  2  31 .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Mi aveva preso la storia di corteggiamento e... ops, mi ero scordato che eravamo dal dentista! :-)Segnala il commento

Large 20190214 152239.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

isa ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Grazia Ferro ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Casey Thompson ha votato il racconto

Esordiente
Large 22e4d265 4142 4f83 a95f c0c94ac40522.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

CarolinaG. ha votato il racconto

Esordiente
Large graffitiwall.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Superfrancy ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210705 011756.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

un bibliotecario che può permettersi un Sassicaia è specie rara, da non lasciar scappare ;)Segnala il commento

Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Claudia Girardi ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Large fb img 1455357798620.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Hollyy ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Walter White ha votato il racconto

Scrittore
Large default

Ketty ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20170704 125926.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sghi ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Massimo Di Palo ha votato il racconto

Esordiente
Large emi.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

EmiP ha votato il racconto

Esordiente
Large 8star.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Zeta Reader ha votato il racconto

Scrittore
Large default

di Chiara Filippi

Esordiente
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work