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Non-fiction

Di sera non si illumina

Pubblicato il 01/08/2019

Secondo me, non dovreste leggerlo giusto per usare la psicologia inversa.

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Il rumore della musica cercava di silenziare i miei pensieri, tutto inutile. Seduto su di un divano in un locale all’aperto scambiavo occhiate con un individuo dall’altra parte del posto. Un locale angusto, affollato dalle persone e dall’afa che sembrava insinuarsi tra di loro come un ospite indesiderato. Una donna, o meglio una presunta mia amica, sorridendo alcolicamente, si accomoda al mio fianco e attacca: << Come stai?>> , <<In una forma smagliante>>, le risposi.

La conversazione proseguì per un altro paio di battute, ma non le rivolsi neanche uno sguardo perché continuavo a guardare l’individuo dall’altra parte del posto che da solo fumava sigarette come se non avesse mai acceso la precedente.

Le persone si alternavano chiacchierando e cambiando postazione come se inserite su dei binari, come pianeti che seguivano la loro orbita, satelliti, rocce, stelle comete tutte lì davanti ai miei occhi. Me la presi con me stesso: << perché non ti alzi e vai anche tu a divertirti, fin quando può durare questa sceneggiata di te seduto da solo? >>. Nessuna risposta, io e il mio corpo eravamo separati. Un altro attacco: << smettila di parlare da solo e vai! >>. Bravo, mi dissi, ti sei chiuso in un paradosso. “Smettila di parlare da solo”. E credo che al mio corpo  spuntò un sorriso.

Il tipo da solo si alzò, dalla poltrona, si prese qualcosa da bere, e ritornò al suo posto.

Qualcuno vicino al bracciolo del divano sul quale me ne stavo parlava di cocaina e del bagno del locale mentre la presunta amica saltava da un lato all’altro del locale, come se collegata da un filo che la sospendeva facendola fluttuare tra le braccia prima di un tipo e poi di un altro.

Vorrei dirvi qualche pensiero profondo, vorrei dirvi che quella sera abbia avuto una rivelazione sulla mia vita, o che quel tipo seduto magari era un vecchio saggio pronto a snocciolare consigli come caramelle oppure che poi sarebbe successo qualcosa di incredibile, di magico, di onirico, ma niente, fu una serata come un'altra, una serata di merda o una serata carina, i punti di vista sono molti. Non so neanche il motivo per il quale abbia scritto questa roba, magari pensavo di inventarmela la saggezza, la profondità o magari avevo cinque minuti da perdere.

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Barbara ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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C'è un errore nei tempi. Inizi al presente poi continui al passato remoto. Segnala il commento

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