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Umoristico

Dialogo con un personaggio insoddisfatto

Pubblicato il 23/10/2019

Alberto non sembra contento di vedermi; e quella che ha in tasca è sicuramente una pistola.

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Bussano alla porta. E chi sarà mai? Andiamo a vedere.

Un grosso faccione ovale, un pesante felpone, un impercettibile mento asburgico, barba alla Bud Spencer, solo un po' più corta, sguardo scazzato, parlata cantilenante e una sequela di lamentele che l'individuo non esita a sciorinare, tenendo il conto con le dita. Salvini?

Ma no, ti conosco, mascherina! Tu sei Alberto, il protagonista dell'ultimo racconto che ho pubblicato su Typee ... Poffarbacco, Alberto?!

«We, zio, che ci fai qui?» lo accolgo calorosamente. Alberto non sembra contento di vedermi, però; e quella che ha in tasca è sicuramente una pistola.

«Secondo te che ci faccio, imbrattacarte che non sei altro?»

«Oh, piano con le parole!»

«Ma lo hai almeno riletto il mio racconto?» sbraita il mio personaggio, entrando in casa con la grazia di un piccione che svolazza per il salotto, scagazzando in giro senza ritegno.

«Ma certo che l'ho riletto!»

Alberto mi fissa con le braccia conserte e lo sguardo dubbioso.

«Cioè, più o meno ... L'ho riletto una volta, per eliminare qualche paragrafo e rispettare il limite di caratteri di Typee.»

«E a scriverlo quanto ci hai messo, sentiamo?»

«Boh, zio, ma che ne so ... Un quarto d'ora? Venti minuti? Mezz'ora al massimo, toh. Ma che so' tutte 'ste domande?» chiedo perplessa, cercando di calmarlo e di farlo accomodare.

«E me lo chiedi pure?» ribatte lui indignato. «Ma che mi rappresenta quel racconto? Se racconto si può chiamare, poi. Non è né carne né pesce e l'ultima parte sembra scritta di fretta, tanto per!»

«Eh, ma guarda che far entrare tutto in cinquemila battute non è mica facile per me, sai? La logorrea è un tratto di famiglia.»

«Potevi tagliare qualcosa nella prima metà!»

«Sì, ma non avevo voglia di riscrivere tutto, Albé. E poi ho dovuto tagliare parecchie cose anche in quella sequenza lì, sai, tra cui tutta la backstory di un altro coinquilino sgradevole.»

«Ah, perché, ce ne stava pure un altro?» domanda Alberto con un sobbalzo, sgranando gli occhi terrorizzato.

Io annuisco fiera. «Ed era pure figo, sai? Praticamente, questo qua ce lo avevi come compagno di stanza fra il terzo e il quarto anno e ...»

«No!» mi interrompe lui lanciandosi verso di me. «Non continuare, ti prego, la mia vita universitaria è già abbastanza dura così com'è!» esclama tappandomi la bocca con le mani.

«Ma dai, è per ridere!»

«Per chi legge le tue storie, forse, ma per me non c'è proprio un cazzo da ridere! Che poi» aggiunge, «si può sapere perché diamine i tuoi protagonisti sono così sfigati? Io, l'angelo custode, Will Waters, l'ottanta per cento del cast del romanzo che stai scrivendo ...»

«Senti, coso» ribatto a questo punto, «ho avuto una vita difficile, non sono capace di scrivere personaggi a cui va tutto rose e fiore.»

«Almeno, potevi farmi più alto e avvenente?» continua lui imperterrito. «Potevi scrivere che conquistavo il cuore di Martina e che dominavamo il mondo insieme? Will Waters e l'angelo custode, almeno, hanno avuto un finale più soddisfacente!»

«In effetti, sareste stati una bella coppia, ma non c'avevo voglia, zio. E poi avevo finito i caratteri» provo a giustificarmi.

«Potevi non mettere la nota storica e il self-care tip, magari» propone Alberto. «Che se proprio devo commentare» aggiunge, «sono una vera caduta di stile. Davvero di pessimo gusto.»

Stringendomi nelle spalle: «La nota mi sembrava un modo simpatico per chiudere in fretta» gli spiego con calma serafica, «e pensavo che il self-care tip fosse un trivia interessante da sapere sulla storia. Per i fan, sai.»

«Ma quali fan e fan, se i tuoi racconti non li rileggi manco te!»

«Colpo basso, Alberto, colpo basso» lo rimprovero.

«Sei tu che mi scrivi così!»

«Ah, giusto.»

«Quindi, impara a rileggere i tuoi racconti e tratta meglio i tuoi personaggi, invece di dare libero sfogo al sadismo e alla pigrizia.»

«C'è altro che vorresti aggiungere?» lo incoraggio con disponibilità.

«Un'ultima cosa» dice, «ti pare modo di concludere una storia? Senza pathos, senza climax? La prossima volta, organizzati meglio e vedi di scrivere un finale decente, che mica puoi chiudere i racconti in fretta e furia con una "nota storica", lasciando mille cose in sosp

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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
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Ho riso un sacco, bravoooo!! C'è un refuso, "rose e fiore", per il resto mi è piaciuto molto, anche il finale volutamente sosp...Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Molto bello il ritmo, i dialoghi...pieno di ironia e divertimento, leggero e scorrevole, scritto bene, insomma.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Barbara ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Il sosp finale...mi piaceSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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