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Non-fiction

Dialogo tra il silenzio di Dio e un ateo credente

Pubblicato il 01/12/2020

“Io credo nel Dio che ha creato gli uomini, non nel Dio che gli uomini hanno creato.“ - Alphonse Karr.

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Chi ci ha marchiato con i talenti che le altre creature non hanno? 

Chi ci ha concesso il privilegio e la condanna di pensare? 

 Il potere e la smania di creare? L’audacia e l’imprudenza di sognare? 

 La forza di amare e il bisogno di essere amati?

Chi è che ad alcuni dispensa la grazia della fede, ad altri la stima di sé stessi, e ad altri la fiducia nella scienza, nella ragione, in un’ideologia, un sistema o qualsiasi cosa possa salvarci dalla predestinazione?

Chi ci concede di trasformare la nostra vita nella più gloriosa o infame delle imprese?

Da dove viene quel dubbio indistinto che assale senza pietà e ci costringe a chiederci cosa stiamo facendo di quest’unica occasione di vincere il niente?

Da quali profondità risale quella lontana e ardente nostalgia che induce a guardare il cielo, in cerca di noi stessi o di ciò che abbiamo perso nascendo uomini?

Di chi è la Voce pietosa che a volte ci scuote dalla vacua dormienza di questo tempo?

Sei Tu che ci chiami? O è il flebile singulto della forza primordiale che ci ha spinto sino alle soglie del terzo millennio?

Chi sei Tu che riempi l’eternità con l’attesa e l’eco dei nostri “perché”?

Come puoi scontare le nostre sconfitte ed esultare per le nostre vittorie, se sei Tu che combatti la battaglia con la vita al posto nostro?

Come puoi custodire la tua Unicità in un mondo che si è spaccato in due emisferi incompatibili, che ti odiano e rinnegano nella stessa misura?

Come ti difendi dalle menzogne e dalla follia di chi promette di universalizzare il Bene e la Verità al posto Tuo? 

E come posso difendermi io da chi vuole amministrare la mia vita come se fosse un dio?

Chi sei Tu che puoi trovarti sempre dove sono anch’io?

Come puoi comprendere i miei sogni se Tu non sogni? E perdonare le mie colpe se io non perdono a me stesso?

Sono io che ho bisogno di te per vivere o sei Tu che hai bisogno di me per esistere?

Sono io che usurpo la tua maestà o sei Tu che mi armi contro chi m’impedisce di arrivare a Te?

Sono io che ti confondo con i miei dogmi, le mie visioni, e le mie verità? O se Tu che mi confondi con i tuoi misteri, le tue rivelazioni e i tuoi decreti?

Che Tu sia il Creatore o l’invenzione della specie più ambiziosa e feconda, la Vita o il pretesto per uccidere, la Verità o l’illusione di meritare l’eternità, la Via o una compensazione delle nostre paure, l’Amore che perdona o il giustiziere delle colpe, certo è che non c’è più spazio per Te né per me.

Nessuno ti riconosce nell’immane groviglio di verità calpestate da chi muta il dono d’incontrarti in una condanna o un premio.

Amore violato e spento dal fanatismo e dal cinismo. Misericordia invocata e negata.

I tuoi silenzi sono le parole che usi per parlare alle coscienze, ma nella babele di suoni e lingue sei Colui che ascolta e comprende ogni voce.

Le religioni ti contendono come se Tu fossi un trofeo. Inducono gli uomini a proclamare la tua onnipresenza, ma negano che sei in ogni Credo e creatura. Proclamano la tua onniveggenza ma oscurano il cielo per impedire agli sguardi di arrivare a Te, come se Tu non avessi più niente da dire o noi avessimo smesso di cercarti. Proclamano la tua onnipotenza, ma ti destituiscono, manipolano le tue parole, rinnegano i tuoi insegnamenti, millantano l’infallibilità, trasformano le creature più simili a Te, in carnefici e militi di crociate e guerre sante.

Tu non sei morto, anzi, noi abbiamo più che mai bisogno di Te. Perché quando le nostre colpe diventano troppo grandi, quando smettiamo di usare i nostri talenti, sei Tu il nostro capro espiatorio. È a Te che imputiamo le nostre guerre, i campi di sterminio, gli olocausti, la siccità e le inondazioni, i disgelamenti e le desertificazioni, i cancri e i virus, i conati del mondo che sembra stanco di ospiti tanto voraci, indiscreti e insolenti. Tu sei un buon capro espiatorio: non gemi, non ti discolpi, non ti lamenti, non ti difendi.

Eppure solo chi t’incontra comprende il senso della vita, la misteriosa vittoria sul niente, il prodigioso potere di spendere i talenti per somigliarti.

Chi t’incontra impara a viaggiare senza memoria, non per fuggire al dolore o per cercare altrove la felicità, ma per non caricarsi degli inutili fardelli delle colpe passate.

Chi t’incontra, smette di provare vergogna per le proprie contraddizioni e i dubbi, di coltivare il culto delle certezze o di credere ce ne siano che la vita non possa smentire. E impara a ruggire per le ferite e la gioia, a piangere e ridere per le stesse ragioni, a non perdersi negli spazi informi della solitudine, dove ci sei Tu ad accoglierci. 

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Andrea S. ha votato il racconto

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Il Faro ha votato il racconto

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Una riflessione profonda e molto originale. Complimenti! Segnala il commento

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LaborLimae ha votato il racconto

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Sei Tu che non rispondi alle domande d'Io?Segnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Bellissima riflessione. Io sono una di quelle pecorelle smarrite che il Pastore dovrebbe andare a cercare. Da adolescente ero molto credente poi mi sono accorta di avere troppe domande in sospeso e ho sospeso anche Dio. «Considero il cervello come un computer che smetterà di funzionare quando i suoi componenti si guastano.» S.HawkingSegnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Leggo un evidente coinvolgimento personale in questo testo colmo di domande e di dubbi che da sempre assillano l’uomo. Il solo fatto di pórsele denota una grande profondità di pensiero e i concetti che esprimi nella parte finale mi fanno pensare che tu ci hai provato a risponderti, e che in questo senso sei una persona risolta. Non posso dire lo stesso di me ma ti ringrazio per queste bellissime parole.Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Bellissimo. C'è tutta la riflessione teistica Occidentale, a partire dalla tradizione ebraico cristiana, ma anche musulmana. E ci sento echi dei Salmi, di Geremia, Agostino, Pascal e chissà quanto altro.Segnala il commento

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Melquiades ha votato il racconto

Esordiente

Adriana, qui ti sei superata.Segnala il commento

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Francesca F ha votato il racconto

Esordiente
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Alessandro Massa ha votato il racconto

Esordiente

L'ateismo come anti-teismo, come rifiuto categorico di un sovrano del cielo che detta leggi senza soffrirne le conseguenze, mi sembra sia un obbligo scientifico. E gesù non morì sulla croce per le leggi a noi imposte? L'ateismo come scetticismo anti-istituzionale, come libertà di scelta, mi sembra sia un obbligo politico. E gesù non disse di dare a cesare ciò che è di cesare? Ma l'ateismo come rifiuto del mistero, l'ateismo come materialismo puro, materialismo che ignora le fatture, gli spiriti, la vita dopo la morte, l'istinto, la Voce, l'Ombra... quel materialismo commette peccato: cioè non solo afferma di conoscere la realtà più di quanto non debba, ma è anche noiosissimo, fatto per me molto molto grave...Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Immenso Capolavoro Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

non ci crederai ma leggo solo ora questo tuo saggio... facciamo bene alla GvP a seguire gli sviluppi dello studio sulla coscienza quantica... il mio COSCIENZA vs DIO l'ho scritto in Entanglement col tuo? non lo so... ma sono contento che finalmente si muova una Teoria scientifica che circoscrivi almeno un ambito di ricerca così fondamentale e ignoto... tra chi ti ha votato ci sono atei e credenti, per la GvP ognuno di noi è espressione del nostro Ente... non tutti gli scienziati del mondo sono contenti di affermare che capire cosa sia la coscienza è secondario, un problema che possiamo tralasciare e continuare a progredire... alcuni di loro anche se in forma anonima si stanno impegnando ad ottenere risposte alzandosi sul banco di scuola urlando "Capitano mio Capitano", molto probabilmente io e voi saremo morti prima di avere alcune risposte alle tue domande... ti posso assicurare però che qualcosa si sta muovendo... lentamente... con calma... ma si muove... un abbraccio anche da parte di chi come me e cominciamo a essere molti cerca risposte a domande impossibili.Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Valentinacomesai ha votato il racconto

Scrittore

Giuste domande Adriana che prima o poi ci poniamo tutti, magari non con questa tua bella lucidità.Segnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente

Interessante ma con dio ho chiuso Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

E luce fu... "Quale sarà la mano che illumina le stelle" da" Ho visto Nina volare." Faber Grande penna, grande anima la tua Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Molto ben articolate le domande che si potrebbero fare a un dio silenzioso. Io personalmente ho studiato per anni queste tematiche (ho fatto la tesi in filosofia su un filosofo medievale eretico) e ormai ritengo dio "un'ipotesi di cui non ho bisogno". Dunque quando l'ateo del testo alla fine si rivela credente non riesco a condividere. Ecco mi ritrovo di più nei dubbi. La tua scrittura è di grande impatto. Complimenti :))))Segnala il commento

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Alessandra Nitti ha votato il racconto

Esordiente

Che bello, uno stile pulitissimo e un soggetto molto originale. Più che originale direi desueto. Le domande sono quelle di tutti noi, atei e credenti. Chi lo chiama in un modo e chi in un altro, ma sicuro tutti noi ambiamo a queste risposte.Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Grande testo, Adriana. La tua scrittura sempre impeccabile garantisce e sottolinea la limpidezza del dubbio. Da atea, in gran parte mi riconosco nei tuoi pensieri.Segnala il commento

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eyepizzapie ha votato il racconto

Esordiente

"Da quali profondità risale quella lontana e ardente nostalgia che induce a guardare il cielo, in cerca di noi stessi o di ciò che abbiamo perso nascendo uomini?" Hai dato una bellissima interpretazione della parola desiderio e della sua etimologia. Testo denso ed etereo al contempo, brava.Segnala il commento

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Rosnikant ha votato il racconto

Scrittore

Ecco, approdare alla mancanza di certezze e farsene una ragione, forse questo è il più grande regalo di Dio che dobbiamo imparare a coltivare e condividere. Grazie Adriana, un sereno dicembre. Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Esordiente

potrebbe essere l'inizio di un saggio infinito. titolo eloquente, ironico e ossimorico: DIALOGO tra il SILENZIO di Dio e un ATEO credente. (però pensavo... gli spazi bianchi, i tuoi a capo, sono pesanti e densi... e se fosse colpa nostra che non sappiamo ascoltare il silenzio..?)Segnala il commento

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Valentina Raniello ha votato il racconto

Esordiente

Adoro tanto leggertiSegnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Hai letto bene le vicende della storia cristiana segnata da tante controversie e contraddizioni umane sorte per mancanze di veri e sani pastori che invece di essere santi sono dei veri predoni di anime ingenue senza istruzione e vera spiritualità che deve sempre crescere a partire da un cuore tenero e pietoso per abbracciare tutti quanti nell'amore donato da Gesù all'anima che accoglie il dono dell'amore. Chi non sa amare non ha conosciuto il vero Dio e Dio non ha potuto donare il suo amore, perché è stato rifiutato dall'anima, è rimasta (l'anima)dentro la sua gelida vita senza il calore del Padre celeste. Chi ammira il creato con attenzione può notare come esseri senza intelligenza pari a quella dell'uomo siano poi più saggi e sensati dell'uomo(es. Api, formiche ecc) e come tanti insetti, pesci, fiori, uccelli ecc che non sanno truccarsi come fanno le donne abbiano poi una bellezza più grande, e i pittori e scultori non sanno stargli dietro coi loro quadri. E pure tutto questo è solo un ombra di quello che in bellezza c'è in Dio, in Maria Ss e persino nel piu piccolo degli Angeli Segnala il commento

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[K] ha votato il racconto

Esordiente
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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

È sempre un bel leggerti Adriana. Scaldi il cuore.Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

Esordiente

Argomento complesso che coraggio a scriverne :)Segnala il commento

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StefanoS ha votato il racconto

Esordiente

Affrontando un tema così universale e umano compi un gesto coraggioso e profondamente consapevole. Ti dimostri forte al punto da far sentire forte anche chi legge.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Le tue parole mi regalano pensieri e sensazioni che mi faranno compagnia. Grazie Adriana e complimenti!!!Segnala il commento

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nadelwrites ha votato il racconto

Scrittore

Dio è certamente il più grande capro espiatorio di tutti i tempi. Nel suo nome sono state combattute guerre, sono stati commessi atti ignobili. Si potrebbe dire lo stesso della sua controparte, il Diavolo (che cos'è? Un angelo ribelle caduto dal Paradiso? Una divinità mesopotamica? O forse tutte le cose messe insieme?). Ricordo, alle superiori, che si parlava degli esploratori che sottomisero le civiltà precolombiane e di un fatto ignobile in particolare (commesso usando il prestanome di Dio): il fatto riportava la storia di un neonato strappato dalle braccia della madre indigena e gettato in pasto ai cani. Uno storico del tempo, per giustificare la violenza appena commessa, disse che era stato il Diavolo a impossessarsi di quegli spagnoli. Ma no, il Diavolo e Dio, con le azioni degli uomini, c'entrano ben poco. Quel che è certo, e che tu confermi Adriana, è che gli uomini abbiano strumentalizzato Dio: è naturale fraintendere la verità riguardo una nozione, una storia, un'entità che non conosciamo; è diventato naturale anche prendere ciò che non si comprende e cambiarne il significato.Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Profondo e intensoSegnala il commento

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Enrico Ruggiero ha votato il racconto

Esordiente

Fa molto riflettere anche a un non credente come me Segnala il commento

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di Adriana Giotti

Esordiente
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