Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Fantastico

DisConnessione

Pubblicato il 30/04/2020

Facile starsene in casa, oggi, nel mondo digitale. Provate a immaginare nel 1629, quando infuriava la peste manzoniana.

53 Visualizzazioni
24 Voti

Cazzo non prende più il cellulare. Oh, cazzo, non ho più connessione.

Erano tempi di pandemia e distanziamento sociale, e quel giorno saltarono i satelliti, si interruppero tutte le comunicazioni, dissero per colpa di una tempesta magnetica. La gente dopo tre giorni, come Gesù dal sepolcro, iniziò ad uscire in massa dalle case, per scoprire cosa fosse successo. E videro che il mondo c’era.

La cura non arrivava, perché cura non c’era. La gente però usciva, e senza sapere nulla perché nessuno sapeva, non si ammalava, non stava male, e si accorse di stare bene.

Si ritrovarono nei posti di lavoro. Con calma: la fretta, che li aveva fatti affondare in precedenza, non era più di moda.

Si ritrovarono nei cinema: film lenti, introspettivi, ma allegri.

Nei teatri: ma quali monologhi, solo spettacoli corali, rinascimentali, musical.

Si moriva, si moriva eccome, ma si moriva con gioia, si moriva nelle proprie case, con calore, si moriva col vigore nel cuore e la soddisfazione nell’animo di aver vissuto appieno.

I poeti declamavano inni alla vita, alla primavera: rinascita e pulsazione le parole più ricorrenti.

Una notte l’esercito scese per le strade, per provare a ricacciare tutti nelle proprie case.

Il tentativo fallì: dopo due giorni, i militari declamavano poesie e facevano l’amore con le mondine nelle risaie.

Muggivano le vacche per le mammelle gonfie di latte d’alpeggio, i bambini non tornarono comunque a scuola e surgevano il sapere dai capezzoli della natura, e dalle parole dei saggi-gli scemi-dei villaggi.

La camera dei deputati venne smantellata, l’aria era viziata e il tanfo insopportabile, si decise che non era più il caso di decidere, perché tanto qualunque decisione presa era quella sbagliata.

I politici abbandonarono Roma e Roma rifiorì. Circenses et Cacium et Pepem.

Persino, d’inverno ricominciò a nevicare sulle pianure del nord e delle valli del centro. Nessuno faceva drammi però, dopo mesi di allenamento chiusi in casa, si resisteva facilmente due o tre giorni bloccati, al chiuso, senza lavorare, senza affannarsi a uscire, con il rischio di sbandare sulle auto e di fare incidenti. Che spettacolo vedere la neve rimanere intonsa per giorni e giorni sulle strade.

Il Primo Ministro non faceva più le dirette facebook, il sabato sera in prima serata, girava invece le piazze del Paese, ma grazie a dio aveva smesso di utilizzare toni tra il drammatico e il patriottico, ora era decisamente più divertente, più spontaneo. Tutto un “ma che cazzo ne so di quello che dobbiamo fare, vivete, fate quel che vi sentite, fate bei sogni sereni che a darci da mangiare ci pensa la Germania”.

I maiali chiusi negli allevamenti intensivi, una notte, notte di vento e di insurrezione, ruppero le barriere e si riversarono nelle campagne al grido “mangiatevi i vostri morti, bastardi”, e nugoli di pipistrelli fecero coreografie aeree, eccitati dal fragore dei grugniti.

I preti, smesso di officiare le messe, i matrimoni e i funerali, divennero chi grassissimo per il troppo ozio, chi in forma smagliante perché nel tempo libero si allenava con costanza, correndo fortissimo per raggiungere la santità e, in qualche caso, per trovare la solitudine psicologica propria delle maratone.

Le epidemie si susseguirono, negli anni successivi, ma la gente le ignorava, viveva nella nuova normalità, ogni giorno inventata e diversa dal giorno precedente.

Si viveva di espedienti, di sincerità, di gesti semplici, la finanza era morta e sepolta e i ricchi del mondo furono trucidati per occuparne i terreni e le ville e far godere milioni di poveri di qualche momento di vita dignitosa.

I topi divennero fedeli animali da compagnia. I falchi pellegrini, annidati sui grattacieli delle metropoli, i loro peggior nemici.

Chi perdeva il lavoro, apriva un panificio, o un pastificio, ma dopo qualche mese chiudeva, perché tutti ormai si facevano pane, pasta e pizza in casa.

Le discoteche e le balere non aprirono mai più, alla fine nessuno ne sentì davvero la mancanza, anzi. Così, si risolse per sempre il problema annoso delle stragi del sabato sera e delle risse efferate al di fuori dei locali alla moda.

Ballare fu considerata da tutti una cosa frivola, troppo scambio di saliva potenziale, troppo pericoloso, oltre che oggettivamente disgustoso (ma si ballava e ci si baciava di nascosto, in luoghi segreti e clandestini, si facevano feste pazze e stupende come nelle campagne mantovane del dopo guerra).

Poi, una notte, gli americani ripristinarono le connessioni satellitari. Subito la propaganda si rimise in moto, tramite i vari social: nell’ordine furono rispolverate la Corea del Nord, la crisi economica, e ancora l’ennesima pandemia, perché in fin dei conti è la salute quella che conta. E la gente ricominciò ad ammalarsi, a milioni, anzi miliardi, triliardi, si ammalava più gente di quanta ne esistesse al mondo, e ci convinsero nuovamente a restare chiusi nelle nostre case.

Non facendo uscire la gente, non si tennero mai più regolari elezioni, e fu allora che la camera dei deputati fu riaperta e occupata da gente losca, che si mise a governare nuovamente nell’interesse di ricchi e potenti massoni, e delle case petrolifere.

Nacque una Resistenza, però debole, malaticcia, perché in fin dei conti stava bene la gente a casa, sempre connessa, senza necessità di sviluppare pensieri particolari, o di impegnarsi in progetti individuali.

A Capodanno, il Primo Ministro, tornato nuovamente pedante e serioso, fece un discorso alla nazione, tutto un “state in casa che il mondo sta per finire, facciamo un ultimo brindisi a tutti noi, alla nostra grande nazione, faro della civiltà e del lockdown multifase".

Iniziò il conto alla rovescia, la gente contò, tre, due, uno, auguri, e tutto, davvero e per fortuna, finalmente finì.

Logo
5735 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (24 voti)
Esordiente
17
Scrittore
7
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large whatsapp image 2022 04 02 at 13.44.08.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Ammiro chi usa la scrittura come strumento per pungolare il pensiero e risvegliare le coscienze. Mi dispiace scoprirti solo adesso. Vado a leggere gli altri tuoi braniSegnala il commento

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Afdzucrfic hvttxbbi5bd2dxmsn8nqbsbyutj9nruu2lw=s96 c?sz=200

Graograman ha votato il racconto

Scrittore
Large altro mondo.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Lucia Maggiorana ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large t  2  31 .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Tra fantasia e ironia il saggio-scemo-del-villaggio ci dice sempre una verità. Menzione speciale per "Cacium et Pepem"! ;)Segnala il commento

Large default

Anonimo Piacentino ha votato il racconto

Esordiente

Meravigliosa poesia del complotto. Tra i migliori che abbia letto. 👍🥂Segnala il commento

Large default

gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
Large ca04ca8a 66b4 434e 8acd 0fdd3095f1aa.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Un’ottica intelligente, a tratti ironica ma sempre “sul pezzo”. Ho letto con piacere fino in fondo.Segnala il commento

Large forrestgump.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
Large 195c7c5a e533 438e 9500 78317f6489ab.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Castagna ha votato il racconto

Esordiente
Large default

esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large 910dc58f c51d 4d5c 932c a9b686be34e1.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente
Large win 20210713 10 57 29 pro.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
Large 7b46ed85 4004 4f09 b544 86323d274390.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

"Fu un sogno fu un sogno, ma non durò poco". Grazie, per qualche minuto ho sognato anch'io.Segnala il commento

Large s l500.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente
Large mariomonfrecola social 2020.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

mariomonfrecola ha votato il racconto

Esordiente

complimenti LoSteNo, leggevo e la curiosità sul finale cresceva. E incentivare il Lettore a terminare la storia, non è forse una delle massime aspirazione di uno scrittore? Mi è piaciuto, tra serio e faceto nasconde il suo bel messaggio sociale. Ottimo Segnala il commento

Large 20220917 234924.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large 20210422 011503.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20191110 005622 627.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Interessante immaginare come sarebbe la nostra vita senza internet, anche solo in un racconto. C'è una vena di denuncia politica e sociale che ho apprezzato molto (e condivido). Segnala il commento

Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large 20220806 144353.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Helenas ha votato il racconto

Esordiente
Large 20121231 114226.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di LoSteNo

Scrittore
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work