Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

ConcorsiIL TITOLO E ALTRI RACCONTI

Dopobarba

Pubblicato il 03/06/2018

"Ti ricordi quando...?" Certo che me lo ricordo: era mio padre.

25 Visualizzazioni
4 Voti

«Ti ricordi quando ti portava a scuola in bici?»

Certo che me lo ricordo, zio, c’ero io sulla canna sottile, un po’ sbilanciata a sinistra, la cartella a tracolla e le gambe rannicchiate. Mi diceva: «Attenta alle gambe».

C’ero io, lì, tra le sue braccia larghe e il suo mento rasato. Respiravo il suo profumo di dopobarba che da solo occupava tutti i miei pensieri.

Ogni tanto fischiava, mio padre. Non un motivetto o una canzone, no; lui proprio fischiava: lunghi fischi. Li modulava, li interrompeva, imitava gli uccelli. A un tratto, non fischiava più e io sapevo che si stava preparando a farlo, lo faceva ogni giorno: si abbassava su di me e fischiava piano, nel mio orecchio. Era più un soffio. E io sentivo un brivido nella schiena, che mi faceva stringere il collo nelle spalle, la lingua tra i denti; poi la sua guancia morbida che premeva contro la mia: erano lunghi secondi, solo lui e io. Perdevamo l’equilibrio e la bici sbandava, ma non mi ha fatta cadere. Mai una volta.

Il mio papà mi pettinava i capelli, mi ricordo anche questo. Mio zio non può saperlo, non può domandarmi: «Ti ricordi quando ti pettinava i capelli?»

Era il nostro rituale, tutte le mattine. Lui mi svegliava, io mi stiracchiavo, mi lavavo la faccia, mi lavavo i denti, mi vestivo, infilavo i piedi nelle Superga blu e le chiudevo con gli strappi incrociati, il sinistro sopra il destro, premendo bene con i pollici.

Ci incontravamo in corridoio, io e lui: aveva già la spazzola in mano. Di fronte allo specchio, gli prestavo i miei capelli, non ancora lunghi ma non più corti. Lui li raccoglieva con tutte e due le mani, li accarezzava stando attento a non incastrare le dita nei nodi e mi chiedeva scusa quando lo faceva. Io non me ne accorgevo, ma rispondevo: «Niente, papà.»

I suoi occhi guardavano in basso, ogni tanto si alzavano sul mio riflesso. Io cercavo di mantenermi seria, era un momento importante.

Ricordo la sua fronte aggrottata e la punta della lingua che toccava i baffi. Mi spazzolava, io irrigidivo il collo e mi aggrappavo alla mensola sotto lo specchio, quella su cui la mamma lasciava gli orecchini la sera. Almeno una volta, a sorpresa buttavo indietro la testa. Lui piegava un po’ le ginocchia e la teneva con una mano, quasi come a raccoglierla, e io immaginavo la mia testa cadere sulle piastrelle del bagno e rotolare sul tappeto in corridoio e rimbalzare giù per le scale. I ricci avrebbero attutito i colpi. Ma restavo tutta intera nel palmo della sua mano e lui sorrideva a testa in giù e mi baciava in fronte.

Questo tu lo ricordi, zio? No, che non te lo ricordi, non puoi. Eravamo solo lui e io. Io e lui anche dopo, quando mi infilavo il grembiule nero con le ciliegie cucite sul colletto bianco; lui e io, quando poi cercavo di indovinare in quale braccio infilare la tracolla verde. Mi ha sempre lasciato sbagliare. 

Solo quando ci chiudevamo la porta alle spalle diventavamo di tutti, io e lui: della vicina in vestaglia, del postino, di Tobi che scodinzolava e girava su se stesso, degli altri bambini e dei loro genitori, dello zio che passava sempre e ci strombazzava. Il papà slegava la bici, e partivamo: io, lui e il suo dopobarba, fino a scuola.

Ricordo. Ma non mi basta ricordare: avremmo potuto avere più tempo insieme, avremmo potuto avere più segreti da custodire. Avremmo potuto...

Avremmo dovuto.

Logo
3320 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (4 voti)
Esordiente
4
Scrittore
0
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Valentina Spinelli ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large isadora duncan 650x436.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ellida Wangel ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large maggio 2018.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Claudi

Esordiente