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Non-fiction

E se internet fosse l'oppio dei popoli?

Pubblicato il 25/04/2019

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Il primo ministro presenta una proposta di legge per introdurre una tassa sull’utilizzo di internet, circa 50 centesimi per ogni giga byte scaricato. I cittadini non sono per niente d’accordo e si riversano sulle strade sera dopo sera, a decine di migliaia, gli schermi illuminati dei loro smartphone come un’unica grande bandiera. 

Nel giro di una settimana, la proposta di legge viene ritirata.

E’ successo in Ungheria nel 2014. Bello no? Tanto più che l’attuale governo ungherese notoriamente non brilla per spirito democratico. 

Una storia del genere ci ricorda improvvisamente che la sovranità appartiene davvero al popolo…che però, da quando esiste l' adsl, la esercita  nelle forme e nei limiti della sua connessione.

Negli ultimi anni in Ungheria non sono mancati i buoni motivi per protestare (per esempio, l’aumento dell’Iva al 27%, ad oggi la percentuale più alta d’Europa). Mi fa riflettere il fatto che si sia scesi in piazza in maniera tanto massiccia solo davanti al rischio di subire restrizioni nell’utilizzo di internet, che guarda caso è ormai il luogo prediletto per le esternazioni indignate di ogni tipo, la nostra principale valvola di sfogo.

Internet è l’oppio dei popoli, mi verrebbe da dire. Se glielo togli, chissà, magari si danno una svegliata. E questa storia ne è la perfetta dimostrazione.

I cittadini ungheresi hanno manifestato per salvaguardare la loro libertà d’espressione. Giusto, giustissimo. Ma vi dò una notizia: la libertà di espressione è nata molto prima di internet. Ed è gratis, costa solo la fatica di alzarsi dalla sedia e uscire di casa, farsi sentire in una piazza vera, non virtuale.

Non è a colpi di hashtag che si fa la rivoluzione, altrimenti sul logo di Twitter ci trovavi Napoleone Bonaparte, non un innocuo uccellino.

Play (Daniele Silvestri, L’uomo col megafono)

https://www.youtube.com/watch?v=zeh6jb4tAis

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Ondine ha votato il racconto

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Sara Albertin ha votato il racconto

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Brava, la letteratura DEVE scuotere le coscienze. Lineare ma da sviluppare. Ma che c'entra Napoleone con la rivoluzione?Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Caucasica ha votato il racconto

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L'idea che la letteratura debba esprimere una morale così forte mi spaventa. Interessante osservazione, eviterei la "chiamata alle armi".Segnala il commento

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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Lisa Ma ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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gionadiporto ha votato il racconto

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di giuliasara

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