Nel profondo del mio Io c’è, e forse ci sarà per sempre, un piccolo, costante e si piacevole prurito.

Che sia la vita?

Questo dolce lamento, questo constante e a volte pesante rimbombo di sussurri. 

Portami via.

Dove sei? 

Sei li a solleticare con pazienza, con dolcezza e delicatezza. 

Con la voglia e il desiderio, con la passione e la sfacciataggine, che solo Tu puoi portare con così tanta semplicità. 

Degna e meritevole del dono più grande che ognuno di noi può sperare: la grazia. 

La grazia di una ballerina, la più elastica e appropriata nella linea e nelle curve. 

Sogno indelebile e incredibile. 

Caos nel caos che però porta ordine. 

Disciplina in un deserto arido tormentato da tempeste di rabbia e malinconia

Oppresso e demoralizzato. 

Quasi piegato a chiedere: PERCHÈ? 

 Perché dovevo vedere il brutto per poter apprezzare il bello. 

Cos’è il sole senza la pioggia? 

Cos’è la notte senza il giorno? 

Amo il tramonto. 

Il bacio più bello. 

Il più intenso. 

Il più raro. 

Il più silenziosamente e banalmente ignorato.

Costante ed eterno.