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Narrativa

FILO SPINATO

Pubblicato il 14/09/2021

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Il freddo a novembre stringeva gli abitanti in una morsa infernale.

Le temperature in Polonia nei mesi invernali raggiungevano diversi gradi sotto lo zero e quella mattina Varsavia si era svegliata sotto un candido manto di neve.

I bambini il freddo quasi non lo percepivano: erano così felici ed entusiasti, circondati da tutto quel bianco soffice.

Alcuni passavano le ore costruendo pupazzi, usando del cibo ormai consunto e dei pezzetti di stoffa. Altri, si rincorrevano nei vicoli della città, cercando di riempire di neve ormai sciolta il taschino del cappotto dell'amichetto.

Il piccolo Israel però, non riusciva ad essere felice.

Si avvicinò più che potè alla recinzione pungente che lo divideva dai suoi coetanei per poter osservarli meglio.

Proprio non capiva tutta quella gioia sui loro volti.

La casacca in cotone che gli avevano dato alcuni giorni prima non era adatta a quel clima così rigido.

"È anche troppo larga. La mia mamma non me l'avrebbe mai fatta indossare!" Pensò tra se e se tristemente, alzando il braccio davanti a lui.

La manica pendeva dalla mano di alcuni centimetri e le strisce orizzontali accentuavano la misura non adatta, rendendo tutti i suoi movimenti goffi.

"Mi scusi.." Chiese dolcemente, avvicinandosi ad un uomo magro e glabro, tirando piano i pantaloni uguali ai suoi.

Aveva un aspetto trasandato ma il suo volto riusciva ad emanare comunque un qualche cosa di simile alla sicurezza. Quasi di pace.

"Dimmi, piccolo Isreal." Rispose, accarezzandogli la nuca con affetto.

"Come mai quei bambini laggiù ridono? Cosa c'è di così divertente? Fa così freddo."

Disse, indicando un gruppo di giovani poco lontani da loro.

"Sai, è solo questione di tempo, mio giovane Israel.

Un giorno non troppo lontano anche tu sarai felice, molto felice.

Troverai il bello nelle piccole cose e sarai grato di tutto quello che ti circonda, anche della neve che ora ti sembra così fredda."

"E ci sarà anche la mia mamma? Mi manca così tanto." Domandò, con una voce così flebile che fece sussultare l'uomo.

"Sì, ci sarà anche lei."

"Me lo prometti?"

"Promesso."

E senza farsi notare, l'uomo si asciugò velocemente una lacrima dal volto, allontanandosi.

Varsavia, 1941.

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

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Albertina ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Per prima cosa, benvenuto/a in Typee: comunità vivace e variegata di utenti, che impegnano tempo e talento nella comune passione per la scrittura. Non farti intimorire da chi usa modi "naif", magari dimenticando che allontanandosi e voltandosi sono gerundi. Buon lavoro. Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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Signor Fabiani ha votato il racconto

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Editor

I riferimenti extra-testuali (Varsavia 1941) si mettono all’inizio, e non alla fine, per consentire al lettore di localizzare subito luogo e tempo, perché la narrativa non è un gioco di enigmistica (capisco che forse volevi creare “il colpo di scena”, ma non è così che si fa; e a ogni modo, ogni volta che uno scrittore si appoggia ad elementi para-testuali, è un po’ come se venisse meno al suo ufficio). Ci sono parti di “mostrato” molto, molto buone, con dettagli molto ben selezionati; peccato per tutte quelle parti di “raccontato” che appesantiscono la lettura e lasciano il cervello spento. Nota a margine sull’uso dei gerundi: “l'uomo si asciugò velocemente una lacrima dal volto, allontanandosi” vuol dire, in italiano, che il tempo necessario ad asciugarsi la lacrima è lo stesso che serve ad allontanarsi. Ma chiaramente non è così. Perché per asciugarsi la lacrima (per di più “velocemente”) basta una frazione di secondo, mentre per allontanarsi servono parecchi secondi, forse anche qualche minuto. “L’uomo si asciugò una lacrima, voltandosi” va già meglio, perché i tempi delle due azioni, asciugarsi la lacrima e voltarsi, sono allineati (in generale, però, ricorda: i gerundi non sono amici degli scrittori).Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
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Geco Dorato ha votato il racconto

Esordiente

Stile asciutto e tagliente. Brava/o!Segnala il commento

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nevesullaluna ha votato il racconto

Esordiente
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di effeross

Esordiente
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