Quando eravamo bambine, mia sorella e io eravamo sempre felici di fare un giro in macchina con papà. I momenti che preferivamo erano: fare benzina (la puzza di benzina, mi fa girar la testaaaa), l'autolavaggio e le discese inaspettate. 

Ecco, le discese... arrivavano a tradimento e ti davano quella sensazione di "solletico" alla pancia: il nostro "sballo" anni ottanta!

Papà lo sapeva, e allora accelerava leggermente di proposito, per aumentarne l'effetto, con nel viso stampato quel sorrisetto compiaciuto in attesa dei nostri urletti: "ah ah! Papà! Il solletichino alla pancia".

A ripensarci potrebbe sembrare cosa da poco, quasi stupida ma, ad essere sincera, quelli erano attimi di perfezione, solo che ancora non lo sapevamo.

È rimasto tutto in un cassetto della memoria, fatto salvo tornare fuori prorompente ed inaspettatamente qualche settimana fa, mentre guidando ho inavvertitamente preso una piccola discesa con più decisione e ho provato nuovamente quella sensazione ormai sopita.

Ecco, ho sentito riecheggiare le nostre risatine sceme... ma più di tutto ho rivisto il sorriso compiaciuto di papà nell'attesa di quel gracidar di bambine, che arrivava puntuale.

È lo stesso sorriso che si stampa sul mio viso ogni mattina, da qualche settimana, da quando di proposito accelero su quella piccola discesa e rivivo quell'attimo di perfezione assoluta.