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Frammenti di Vita

Pubblicato il 24/05/2018

In un pomeriggio come tanti, seduto ad un tavolo, con la radio accesa, ci si può ritrovare in un attimo catapultati nel passato. E le emozioni riaffiorano.

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“FRAMMENTI DI VITA”

Un raggio di sole filtra attraverso le persiane socchiuse.

La radio in sottofondo a fare compagnia, quando senti partire quella canzone e un brivido ti corre lungo tutta la schiena.

Bastano le prime note e magicamente nella mente si apre il sipario.

Sul palcoscenico si materializzano attori del passato. Protagonisti e comparse insieme sulla stessa scena, e ti ritrovi a sorridere nel rivederti com’eri un tempo, nel rivedere persone che non ci sono più, ma che ancora sono vive e presenti nel tuo cuore. E allora inizi a cantarla quella canzone, la ricanti insieme a loro, a squarciagola, fino alla fine, fino a che il sipario si richiude e torni al tuo presente.

E poi li vedi lì, i tuoi frammenti di vita, sparpagliati sul tavolo, in attesa di essere messi in ordine, nella giusta sequenza, come un puzzle da comporre partendo dalla cornice vuota.

La canzone alla radio è finita, ma tu sei ancora immerso nel passato, guardando quelle foto che ti ritraggono da bambino, da adolescente e poi da adulto.

Sei al mare con mamma e papà, stai sorridendo felice giocando nell’acqua. Poi in un’altra mostri fiero il tuo tremolante castello di sabbia, come fosse l’opera più bella del mondo.

In gita con i compagni di scuola. La foto di gruppo con il solito scemo che fa le corna a quello davanti. Giorni spensierati dove ti sembrava di poter conquistare il mondo.

La prima vacanza con gli amici. Foto di tavolate goliardiche, con enormi boccali di birra e facce non troppo sobrie, con sguardi vacui e tanta voglia di divertirsi.

Ridi di gusto ripensando alle stronzate fatte senza vergogna e senza ritegno. Tanto c’era la scusa della giovane età ad assolverti da ogni accusa.

E poi ci sono le fotografie da innamorato. Ancora conservi quella della prima ragazza che ti ha spezzato il cuore e ti ha fatto odiare le donne per parecchio tempo.

Subito dopo trovi quella di Francesca… ahhh che ricordi meravigliosi hai delle ore passate con lei. Chissà adesso dove sarà. Forse è sposata e madre di due bambini. Lei già da allora sognava di fare una famiglia.

Ora però non hai più voglia di mettere ordine. Vuoi lasciarti cullare dalle emozioni.

Lasci che quegli scatti nel sovrapporsi, si mischino come carte da gioco nelle mani di un prestigiatore. Così alla rinfusa le appoggi nell’album chiudendo la copertina. Accarezzando la pelle intagliata, ti soffermi un istante pensando ancora a quello che è stato.

Poi, ti dici che ci sarà tempo per dargli un senso cronologico, forse aspettando un altro passaggio alla radio di una vecchia canzone che riapra il sipario e ti riporti a un ricordo lontano.

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Marco Fabbrini ha votato il racconto

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Michelangelo67 ha votato il racconto

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di Chiara Mastropierro

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