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Non-fiction

Franci e il pesce palla

Pubblicato il 13/09/2020

Dramma ittico in un atto. Tre protagonisti e uno spettatore (io). Replica unica. Se qualcuno mai se lo fosse chiesto Faustino esiste ed è proprio così.

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La signora indossa pantaloni neri aderentissimi che sembrano di gomma e scarponcini da ginnastica con fregi d’oro, neri, una maglia aderente e un giubbino in pelle, tutto nero. Il viso è curato, gli occhi sono belli ma il viso è sciupato. Entra nella pescheria nervosamente, accompagnata da un ragazzino sugli otto anni, chiaramente sovrappeso. Inizia a guardare l’esposizione dei pesci mentre il ragazzino si incolla al vetro del banco.

- Per favore mi dà del pesce? – dice frugando nervosamente nella borsetta senza guardare il pescivendolo

- Certo signora, che pesce vuole?

- Non lo so… fermo Franci! Non so, lei cosa mi consiglia? – chiede continuando a spostare lo sguardo dai pesci dietro al vetro al bambino che sta gironzolando per il negozio, appoggiando le mani su qualsiasi superficie vetrata come per imprimervi le proprie impronte.

- Signora, dipende da cosa le piace, lei di solito che pesce cucina?

- Ah, io il pesce non lo so fare… uno semplice…

- Signore, è buono il pesce palla? – chiede il bambino guardano il pescivendolo negli occhi con un’espressione priva di calore

- Non si può mangiare il pesce palla, è velenoso

- Franci è un pesce palla! – canticchia la madre

- Si, si Franci è un pesce palla! Vero Franci che sei mio pesciolino pallino? – insiste la la madre cercando di toccare la testa del bambino che si ritrae guardandola come se anche lei fosse un pesce.

La madre si agita ancora di più, si rende con che sta perdendo il controllo della situazione, ha visto lo sguardo del bambino e inizia a sentirsi inquieta..

- Signora mi scusi, ancora non mi ha detto che pesce le do…

- Uh, è vero, non so, oggi mi va di fare il pesce ma il pesce non lo so fare – ripete, stavolta mimando una complicità inesistente col pescivendolo.

L’uomo, dal canto suo, vuole solo capire che pesce dare alla signora e liberarsi al più presto di lei, del suo nervosismo e del piccolo piraña obeso, che nel frattempo, a distanza di sicurezza, dice con tono glaciale - La mamma non sa cucinare, rovina sempre tutto!

- Ma Franci cosa dici? – dice la madre con la voce che inizia ad incrinarsi.

- La mamma non sa fare niente in casa, per questo papà sta a casa dell’altra

Franci… ti prego… amore… che pesciolino vuoi? – le prime parole quasi piangendo le ultime un disperato tentativo di recuperare.

- Il pesciolino pallino, come hai detto tu…

Nel negozio cala un attimo di silenzio, il pescivendolo comincia a sentirsi a disagio nel dramma familiare che prende forma tra la leziosa trota sfilettata e le stolide capelonghe.

Ma amore, la mamma scherzava, lo sai che tu sei bello – dice lei sapendo che non servirà a nulla.

Infatti il piccolo, guardando il pescivendolo ormai incapace di sottrarsi al suo sguardo, dice – La fidanzata di papà cucina bene, papà dice sempre “finalmente si mangia decentemente” e poi ridono. Allora lei dice “l’altra non valeva niente nemmeno in cucina, eh?” e ridono.

A questo punto la madre scoppia in lacrime ed esce dal negozio balbettando - Franci… no… perché… non è vero… io…

Nel negozio ora c’è un silenzio marino, il pescivendolo guarda la madre che singhiozza sul marciapiede. Il bambino, nel frattempo, si è avvicinato con calma al frigo dei surgelati e dopo aver esaminato accuratamente il contenuto attraverso le porte vetrate fissa il pescivendolo annichilito e chiede puntando il dito - E’ questo qui congelato il pesce palla?

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Laure h ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Gran bel racconto. Complimenti!Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

É scritto piuttosto bene, con "taglio" particolare. L'insoddisfazione del figlioletto si alimenta proprio attraverso il dialogo con la mamma, incapace di capirne le ragioni profonde. Ma anche lei, del resto, si trova in una situazione molto difficile, con il figlio che le rimprovera le qualità della nuova compagna del papà, facendo soffrire la mamma, che non riesce a gestire la situazione. Molto bella l'idea del "silenzio marino" , che sottolinea l'atmosfera surrealmente dolorosa del dialogo fra i tre. Bello anche il finale, che affonda ancora più il coltello nella "piaga" del racconto, senza cercare facili scappatoie. Le "stolide capelonghe" sono un valore aggiunto, a metà strada fra Beckett e Ionesco. Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Piaciuto. Bravo Alberto, un gran soggetto questo, in cui del dramma familiare parlano i pesci. E molto bello il silenzio marino: è così, ci fai trovare all'improvviso in una specie di boulle piena d'acqua, dove i suoni dello sgomento arrivano attutiti. Molto efficace.Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Mi piace come rappresenti il dramma dell'inettitudine umana (moglie pigra, uomo egoista, amante arrogante, bambino ineducato, pescivendolo indifferente) e come costruisci i personaggi: lasci che le azioni, più delle parole, traccino un quadro preciso. A tratti però ho l'impressione che la fretta abbia avuto la meglio. (Ti segnalo "il" mio pesciolino pallino", e si rende "conto").Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

É un racconto molto particolare che ci dice molto dei drammi familiari con dialoghi ben congegnati. Feroce e efficace. PiaciutoSegnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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di albertomineo

Esordiente
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