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Erotico

Frivolezza

Pubblicato il 11/09/2019

A me la frivolezza piaceva. E mi piaceva farmi vedere. E mi piaceva la libertà.

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“Allora, chi è questa ragazza che mi possiede, che tanto amo? Rifiuto sia di pormi domande sia di dare risposte riguardo al chi è. Cosa è? È una ragazza dalle spalle esili, dalle braccia esili, dal seno gagliardo, una ragazza dalle lunghe gambe e dai piedi più lunghi della media, piedi che quando cammina puntano un po’ all’infuori… cinti dalle immancabili e immancabilmente Converse nere modello alto. Macché: quelle sono scarpe che amo. Vi confesso che una volta, in un momento di indubbiamente irresponsabile degenerazione e mentre Lenore era in bagno a farsi la doccia, io tentai di fare l’amore con una delle suddette scarpe, una All-Star 1989 modello alto, ma, per ragioni private, non riuscii a portare a termine l’operazione” David Foster Wallace – La scopa del sistema - Quando lessi queste parole rimasi folgorato. Non ho mai letto il libro, e non so se lo farò mai. Ma la lettura di queste righe mi mostrò il mio feticismo in modo nuovo. Certo si trattava pur sempre di una “degenerazione” ma non ero più solo. Non ero l’unico sporco feticista attratto dalle All Star. Perché le All Star me lo hanno sempre fatto diventare duro. Mi hanno sempre eccitato. Erano il simbolo della rottura di tutte le cazzate piccine del mio ambiente popolare vecchio – un po’ bigotto un po’ degradato- sempre povero ed utilitarista. C’erano i vestiti da “travai”, quelli “’d’la festa”, “al toni”, “la mùda”, “al faudal”, “la tualeta”. Tutta roba povera ma rispettabile. Poi c’erano “ai blu gins” e “i a scarpi ‘d guma” ad identificare la coglionaggine, la vacuità, il tarlo patologico di chi si permette di non obbedire alle regole del sistema. Quelli che vogliono “fesi vughi”, farsi vedere. Giovani teste di cazzo, capelloni, studenti, ragazzi e ragazze che si trovavano in gruppo nelle piazze a fumare, a parlare, ad ascoltare musica: considerati tutti coglioni, drogati, froci e puttane. Ben che andasse frivoli e idioti. A me la frivolezza piaceva. E mi piaceva farmi vedere. E mi piaceva la libertà. E mi piaceva la sensazione di eccitazione che tutto questo provoca: il sesso che non conoscevo ancora, ma che mi rapiva i pensieri di notte, con le seghe ripetute fino sbattermi da solo, fino a sfinirmi. Ecco, le All Star erano questo: demolizione della codifica sociale, affermazione di libertà, emozione e sesso; scopare sempre, scopare ad ogni passo, scopare con la vita, venire nella scarpa, sentire il piede umido, pensare all’odore acre, annusare calze e scarpe e ritrovare in quell’olezzo un odore di figa, di sborra, di sesso. Ecco, ho sempre amato le All Star. Vistose, eccessive, inutili, sfacciate, sessuali, porche, scandalose, eccitanti, da farlo rizzare, da fare bagnare, da fare godere. Fanculo l’utilitarismo popolare, il decoro piccolo borghese, l’indignazione perenne, il lucido da scarpe, la naftalina. Piedi inguainati in gomma e tela, legati come in un perverso bondage, a sudare come se fosse una scopata, a venire, a godere, in un godimento che si propaga in tutto il corpo. - Una ragazza con un Maggiolino nero. Portava occhiali da vista con montatura nera, tanti orecchini, capelli neri con la frangetta alla Valentina. Vestiva di nero e portava All Star nere. L’unica cosa colorata era l’immancabile pacchetto di Marlboro rosse. Mi eccitava da morire quando la vedevo passare. La seguii: lavorava in un negozio di scarpe. Una volta mi feci coraggio ed entrai. La guardai, la salutai timidamente, vagai per gli scaffali, presi una scatola di All Star, le infilai ai piedi, guardai la ragazza, immaginai di scopare con lei. Il mio cazzo diventò duro, sentivo lo sperma salire dai coglioni che mi facevano male. Mi partì un’eiaculazione intensissima, incontrollabile, quasi devastante che mi prese anche stomaco, testa, gambe. Rimisi velocemente le All Star nella scatola, infilai le mie scarpe e fuggii via di corsa, senza salutarla . 
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Etis ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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P. Roth, sì, ma anche un pò D. Foster Wallace, e non ci credo, che non l'hai letto: caruccio, ma...caruccio, per l'appunto...Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Ingrid ha votato il racconto

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Superfrancy ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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esteban espiga ha votato il racconto

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per evitare l’effetto “pagina della posta degli annunci porci” servirebbe essere p.roth. al momento non lo sei. però bello lo stile.Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

Converse mon amourSegnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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di Enrico Enne

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