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Narrativa

Fuoco blu

Di Marco Verteramo - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 29/01/2020

C'è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce. Leonard Cohen

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Sonia non aveva mai amato, nessuno, nulla, neppure dormire, soprattutto durante il fine settimana.

Da quando aveva appeso le "passerelle" al chiodo si svegliava ancora prima, in compagnia delle tenere fusa del suo gattino nero, sistematicamente affamato già di buon ora.

Non aveva mai creduto nei fuochi tiepidi, ma il destino era stato inesorabile. Il suo percorso era stato costellato da stelle fiacche, quelle che non bruciano, che non generano, che non forgiano. Amanti, familiari, conoscenti, solo tiepidi e scialbi contorni cucinati per lei dal mediocre chef della vita.

Sonia soffriva per questa situazione ma, lungi da lei il darsi per vinta, aveva adottato le necessarie contromisure. Da intraprendente autodidatta quale era, aveva imparato ad alimentare il suo stesso fuoco, educandolo a cerchio, un cerchio di fuoco blu, che fungeva da riparo e protezione; insomma una sorta di fiammeggiante profilattico per tenere a bada il virus umano. Aveva trovato il suo coriandolo di spazio schermato, dove vivere in armonia, isolata da ogni genere di interferenza. Sole lei e Joyce, il suo gatto nero, di peluche. La sola presenza costante, che come una lancia aveva infilzato trasversalmente lo spazio e il tempo delle sue stagioni di bimba e di donna, tenendole unite in un unico astratto respiro. Joyce era il totem che la teneva nel reale, era il suo legame tra terra e cielo.

Sonia Beltrami, ovvero Miss Curvy, genovese di padre boliviano, 43 anni, Leone.

Aveva sfilato sino a tre anni prima, infiammando i sei continenti: i cinque terreni più il regno di Atlantide.

Non era bellissima, ma la sua naturalezza aveva fatto centro. Era diventata il simbolo della femminilità: semplice, autentica, nessuna ostentazione.

Quel sabato mattina si svegliò insieme a Milano, quella da bere, la stessa che tanto le aveva dato a livello professionale, lasciandole in cambio solo dosi massicce di Xanax, da assumere tre volte al giorno, dopo i pasti che saltava con scientifica regolarità.

In compenso la sua cantina era sempre ben fornita, la sua libreria in legno ancora di più.

Sabato, ore 6.13.

Caffè nero fumante, Sky TG 24 in sottofondo, forse solo un’arma per scalfire la sfera del silenzio. Sonia era tesa, la notte insonne si faceva sentire.

Si alzò dal divano, andò in bagno e si piazzò davanti allo specchio. La decisione era presa. Era tempo che all’idea facesse seguito l’azione.

Si fissò dritta negli occhi per qualche minuto e con dolcezza pronunciò quella frase che tanto aveva sognato: "Sei l'unica a meritarmi. Sonia, vuoi sposarmi?".

L'immagine riflessa nello specchio tentennò per alcuni interminabili istanti. L’atmosfera si fece pesante, densa, irritante come una nube tossica in procinto di esplodere in una pioggia acida.

“No, non desidero dividere la mia vita con te, perdonami se puoi”. Poi calò il sipario, e fu silenzio, di nuovo, lacerante.

Lacrime irrorarono entrambi i volti.

Sonia barcollò sino a che un moto di orgoglio la rianimò.

Indossò la sua inseparabile maglietta rosa e uscì di casa come una furia, ancora in lacrime, che nel frattempo si erano trasformate in rabbia.

Corse, a piedi, direzione Atelier Mori, in pieno centro di Milano.

Quella mattina aveva in programma di ritirare l’abito degli abiti. Lo aveva scelto color bianco perla, semplice come lei. Sarebbe stata una sposa magnifica, indimenticabile.

Nonostante fosse prima mattina l’atelier era già discretamente gremito da future suocere e future spose, per il momento ancora tutte sorridenti. Le commesse, già provate, si davano un gran da fare per assecondare le numerose richieste, molte delle quali chiaramente bizzarre.

“Li voglio tutti!” urlò Sonia appena dentro al negozio. “Sono tutti miei” proseguì mentre afferrò una decina di abiti in esposizione per poi abbracciarli con forza, come se volesse proteggerli dal resto del mondo.

“Se non posso avermi, non si avrà nessuno”.

L’istante rimase sospeso, a mezz’aria. Statue di sale si sostituirono agli astanti.

Sonia si guardò in torno, cercava disperatamente il suo Joyce ma trovò solo decine di labbra inarcate in risate ironiche, altre in sorrisi amari. Di Joyce nessuna traccia, non pervenuto.

Allora comprese. Aveva appena varcato il suo cerchio di fuoco blu. Sorrise, fuori e dentro.

Si voltò lentamente, con un gesto gentile socchiuse le labbra e soffiò delicatamente sulle fiamme blu, spegnendole per sempre.

Era libera.

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albertomineo ha votato il racconto

Esordiente
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Elina ha votato il racconto

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Philostrato ha votato il racconto

Scrittore

La struttura che gli hai dato è interessante ma sì, sacrifica un bel po’ Sonia...Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Ieri l'ho letto male. E' proprio ben scritto. Un dubbio però: "Se non posso avermi, non mi avrà nessuno"?Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Di ottimo livello, bravo.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Bel racconto, piaciuto molto, con metafore originali che lo rendono pure poetico. Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Marì Tresor ha votato il racconto

Esordiente

Racconto estremamente toccante, finale un po' confuso, rendendolo fluido l'dea alla base avrebbe l'impatto che merita. ComplimentiSegnala il commento

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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

"Statue di sale si sostituirono agli astanti", la frase più bella secondo me. La fine è un po' confusa ma il tema è veramente interessante.Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Il personaggio e il soggetto sono molto interessanti. Forse qualche passaggio può essere rivisto per rendere lo sviluppo più fluido.Segnala il commento

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. ha votato il racconto

Esordiente
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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

L'idea è buona ma a un certo punto diventa un pò confusa e il finale non mi convince. Sorry.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Complimenti Verte!!!Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Tema interessante, ma complesso, difficile da affrontare: anticipi e descrivi troppo. Sonia non emerge, secondo me. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Liberi da un cerchio di sicurezze che alla fine ti soffocano... piaciuto!Segnala il commento

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Silvia Fuochi ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Toccante Segnala il commento

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Vaguzzina ha votato il racconto

Esordiente

Molto profondo, scritto bene. Nel tuo stile. Segnala il commento

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di Marco Verteramo

Scrittore
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