Chi mi porta fuori, di voi due?"

Gagà prende il guinzaglio, e si mette davanti alla porta.

"Andiamo tutti, tanto Berenice torna domani, vero, Franck?"

"E troverà la sorpresa..."

Anna ride e mi prende la mano. Io la bacerei, ma c'è Gagà che ci guarda. Ora mi fa strano. 

"Datevi una mossa, che voglio uscire".

"Baciami, stupido... io voglio solo te. E lui ha smesso anche di chiamarmi, se proprio lo vuoi sapere."

"Ah! E da quando?"

"Da quando mi ha scritto l'ultima volta. Un messaggio di poche parole. Sarà almeno un mese fa. Per dirmi che è meglio così, anche per lui."

"E tu, hai smesso di pensarci?"

"I ricordi hanno una loro vita, che continua anche senza di noi. Ma io sto bene così. Lui è il passato, e tu sei il mio presente. Voi due, siete il mio presente" aggiunge, mentre fa l'occhiolino a Gagà.

"Andiamo, allora!?"

Anna si abbassa e lo prende in braccio. E mi da un bacio veloce. Troppo veloce.

Scendiamo tutti, ma dopo tre gradini mi fermo, in tempo per vedere il maialino che dondola sulla porta, tutto rosso. Pare contento, pure lui.

Gli altri si sono girati con me.

Sentiamo il portone che si apre, e qualcuno che entra. Il portone che si chiude, dei passi frettolosi...

"Ragazzi, è Berenice!"

Facciamo tre passi e torniamo sul nostro pianerottolo. Non c'è tempo, per rientrare in sicurezza. 

Eccola, che si ferma sul pianerottolo sotto al nostro. Appoggia le borse della spesa, e poi alza lo sguardo.

"Ehi! Ma tu devi essere Anna...! molla tutto e sale verso di noi, di corsa. 

"Posso abbracciarti? Tu non mi sembri così legnosa, come lui. Sono tornata un giorno prima, perché oggi scadeva  l'offerta per i surgelati."

Però si trattiene, e le stringe soltanto la mano. Gagà si è allungato sulla spalla di Anna, che è rimasta immobile. Scodinzola e ci guarda. Ha le orecchie ritte, ma non ride. 

È la prima volta, che vedo Berenice in ghingheri. Indossa un cappotto di cachemire color tabacco e una pashmina con tanti porcini su fondo nero. E continua a muovere due stivali da cavallerizza verde bosco scuro, corredati da un morsetto di ottone con briglie, sul retro. Secondo me, è innamorata. Si è fatta anche la piega.

"Ma dove state andando? E quel maialino rosso che penzola? Gliel'hai regalato te, lo so! E tu l'hai dimenticato lì un'altra volta? 

Anna ride, a me scappa, però mi trattengo. 

"Me ne sono accorto subito, stavolta... "

"Andiamo a farci un giro, tutti insieme."

"Ma allora.... !"

"Sì, verrò ad abitare qui anch'io, tanto vale dirglielo subito, signora!"

"Io lo sapevo, era solo una questione di tempo."

Gagà abbaia, guardando Berenice.

"Ah, se tu potessi capirmi, ci faremmo una bella chiacchierata, io e te!"

"Berenice, i surgelati! È meglio che li tolga da lì!"

"Le diamo una mano, signora." 

Due minuti dopo siamo tutti in casa sua. Gagà è già partito per fare il suo giro.

"Lasciatelo andare, mi piacciono, i cani curiosi. Curiosa come sono io...  E sedetevi, no! Metto la spesa nel congelatore, mi tolgo il cappotto, e vi preparo un caffè..."

Sembra di essere in una commedia all'italiana, anni sessanta. Il salotto ancora arredato in puro stile Chippendale, soprammobili e ninnoli dappertutto. Sul centrotavola in pizzo, un Capodimonte con tre angioletti che vorrebbero suonare la tromba. 

"È rimasto così come l'avevano arredato i miei genitori, prima che mio padre se ne andasse. Ho aggiunto solo le tende di lino, ché rendono più caldo l'ambiente. Volete anche la panna, col caffè? Oppure un pezzetto ci cioccolato, da scioglierci dentro?"

"Io lo prendo così com'è, lui mi sa che gli ci piace il cioccolato."

"Tre minuti e arrivo. Fate come se foste a casa vostra."

Ho appoggiato il maialino rosso sul tavolo. In piedi, con tutte le chiavi sparse intorno. La mia mano accanto. Anna la sfiora con un dito. 

Gli angioletti suonano la tromba: Estate, Chet Baker sulle note di Bruno Martino.

"Secondo me, Berenice è innamorata, anche lei."