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Narrativa

GENESI

Pubblicato il 16/04/2018

[...] ²⁶Poi Iddio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza [...]

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Ad Adele negli ultimi giorni era apparsa una strana idea in testa: quella di leggere la Bibbia.

Chissà cosa dice davvero, chissà cosa viene narrato e chi sono gli autori. Non l’aveva mai saputo. Sapeva solamente le preghiere del Catechismo, quelle che Suor Rosanna le aveva insegnato, quelle che poi recitava insieme a tutti gli altri in Chiesa. Ma erano scritte nella Bibbia o se l’era inventate qualche prete, vescovo, Papa, nel corso della storia?

Sì, avrebbe dovuto fare chiarezza sulla questione.

Si era già scaricata da Internet tutti i tipi di Bibbia che le erano venuti in mente. Ebraica, cattolica, ortodossa, protestante, persino quella dei Testimoni di Geova, e il Corano. Quale scopo voleva vedere in tutto questo? Voleva trovare quell’unico filo conduttore che le unisce tutte, le religioni. Un’unica verità divisa per anni in fazioni che sussistono sul nulla, migliaia di persone plasmate da dottrine che alla fine onorano e lodano un solo Dio. Aveva pensato anche di studiare l’Induismo, il Buddhismo e tutto ciò che sapeva d’orientale, sicura che anche lì avrebbe trovato quel filo comune, ma si era data tempo. Non correre, Adele, non correre. Ti ritroverai con tanta confusione in testa e nessun filo da percorrere, si era detta. E così si era ripromessa di continuare, ma con calma. La foga del sapere ti porta sempre al non-sapere o al sapere male.

Non aveva parlato a nessuno di questo suo studio folle, non avrebbero capito il senso di questa ricerca. È solo una perdita di tempo, non esiste alcun Dio, le avrebbero detto molti. Forse avevano anche ragione a pensarla così, ma non era questo il motivo per cui Adele era tanto affascinata dalle religioni. Era come queste riuscivano a plasmare la vita di intere popolazioni, oggi come migliaia di anni fa. Non si può negare la loro presenza invisibile ma costante nella vita di ognuno di noi, nella distinzione tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Un credente vede la propria vita in funzione della propria religione, tutto ciò che lo circonda è religione, è insegnamento o peccato, è Dio o il diavolo. Un non credente, invece, vede la propria vita in funzione della sua non-religione, della non-speranza che ci sia qualcosa dopo la morte, del fatto che tutto ciò che viviamo non ha un senso preciso, ma semplicemente accade, senza significato.

Voleva capire come tutto questo fosse possibile e trovare cosa l’uomo veramente cercava all’interno della religione. Tutti cercavano qualcosa e tutti lo trovavano, così sembrava, in una dottrina particolare. Ma quindi, pensava Adele, sono tutte accomunate da quel qualcosa. Il famoso filo conduttore che cercava. Di questo era ormai convinta e affascinata. Ma da dove cominciare? Iniziando da ciò che più le era vicino, forse, sarebbe stato più semplice.

Erano le 14:30 quel venerdì. Adele aveva appena finito di lavare i piatti e si era messa sul divano. Quel giorno si era ripromessa che avrebbe iniziato la sua ricerca. Un’ora al giorno non l’avrebbe distratta troppo dai suoi studi universitari. La Bibbia cattolica era proprio di fianco a lei, pronta. La prese e sfogliando velocemente le pagine dell’introduzione – voleva farsi un parere proprio e poi, forse, leggere il parere altrui – cominciò.

¹In principio Dio creò il cielo e la terra. ²La

terra era deserta e vuota; le tenebre riscoprivano

l’abisso e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio.

La creazione dell’Universo. Si ricordò di tutte le teorie scientifiche a riguardo, ma non diede troppo peso a questo pensiero. Era a lei chiaro, ormai, che l’uomo vuole credere di essere nato per volontà e non per casualità. Non le veniva in mente nessuna religione che non desse spiegazioni o significati alla nascita dell'umanità.

Continuò e dopo la creazione del sole, della luna, degli animali, della terra, degli oceani e di tutto ciò che ci circonda, arrivò alla anche sua creazione.

²⁶Poi Iddio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine,

secondo la nostra somiglianza: domini sopra i pesci

del mare e sugli uccelli del cielo,

sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra

e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la terra”.

²⁷Iddio creò l’uomo a sua immagine,

a immagine di Dio lo creò; lo creò maschio

e femmina. ²⁸E Dio li benedisse e disse loro:

“Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo,

assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare

e su tutti gli uccelli del cielo

e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra.”

Adele ripeté quelle parole tra sé e sé: a nostra immagine e somiglianza. L’uomo, noi, e quindi anche lei, erano stati creati da Dio in base alle sue sembianze, alle sue qualità e capacità. La nota in calce diceva “con la parola immagine in rapporto a Dio, distingue l’uomo dagli animali, perché dotato di intelligenza, volontà, potenza”.

In effetti, in quel momento, senza che se ne accorgesse, un certo senso di potenza la pervase. Le montava da dentro, di soppiatto. Secondo la Genesi lei era figlia di Dio, lui l’aveva creata in base alla Sua immagine e questo lo diceva uno dei libri che accomunava tutte le Sacre Scritture, di tutte le dottrine. Forse aveva trovato il primo pezzetto di quel famoso filo conduttore.

Ma non riusciva più a continuare, non c’era con la testa, troppo presa da questo senso di grandezza che l’aveva avvolta, senza averle chiesto il permesso.

Esitò qualche secondo e lo sentì. Non fece resistenza. Si slacciò i pantaloni, infilò la mano sotto le mutande, allargò leggermente e gambe e si toccò, finendo per masturbarsi. Era già bagnata e non ci volle molto prima che la clitoride cominciasse a battere. Era venuta.

Con la testa rivolta all’indietro e gli occhi socchiusi, mentre la Bibbia era caduta di lato, vicino alla coscia sinistra, tolse piano la mano, come ad accarezzarsi teneramente. Si riallacciò i pantaloni, guardo Lulù, il suo gatto, con un piccolo senso di vergogna. Ma lui non si era accorto di nulla e continuava a dormire sulla poltrona a fianco. Gli sorrise.

Si ricompose, pensò di doversi pulire la mano, ma non aveva voglia di alzarsi. Per un attimo si chiese cosa l'avesse spinta a fare questo atto, ma non si diede risposta. Guardò la Bibbia caduta di fianco a lei, la raccolse e riprese da dove aveva lasciato, ancora un po' inebriata, mentre quel certo senso di potenza, lentamente, la lasciava.

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Redazione ha votato il racconto

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Una riflessione sull’eccitazione del potere da una prospettiva originale. Questo è il nuovo racconto “Scelto da Belleville”.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Esordiente

Travolgente. Complimenti.Segnala il commento

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Nichy75 ha votato il racconto

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esteban espiga ha votato il racconto

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

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Robydrum ha votato il racconto

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Spiazzante. Brava!Segnala il commento

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Rosnikant ha votato il racconto

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Interessante la potenza e spiazzante la narrazione... solo la scrittura permette questa iperbole. BravaSegnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Zeta Reader ha votato il racconto

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