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Noir

Germi

Pubblicato il 05/09/2021

In una metropoli del futuro, l'intesa tra marito e moglie scricchiola.

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Avevano speso il pomeriggio del giorno libero a farsi solleticare i polpastrelli, accarezzando cuccioli di leopardo virtuali e stelle marine riprodotte da onde ad alta pressione. Fuori dal museo sensoriale, Chantal pregò il marito di rientrare con la monorotaia. Non si addiceva alla moglie di un capitano mischiarsi con la gente dei mezzi pubblici. Ma adorava sedere nel vagone di testa e ammirare i grattacieli di Capital Avenue sfilare dietro al vetro, come i militari della Guardia di Sicurezza alla parata del sabato mattina. Solo così riusciva a estraniarsi.

“Se proprio ci tieni…”, rispose Roger.

Salirono sul treno a Matsushima Dori. Chantal si fece strada fino alla zona anteriore. Un turista canadese le cedette il posto nella prima fila. Chantal lo ringraziò con un sorriso, spruzzò la soluzione igienizzante sul sedile e si accomodò. Roger rimase in piedi, qualche metro più indietro. La spinta dei magneti mosse il convoglio dolcemente.

Scesero nel quartiere francese, accolti dal profumo delle boulangeries. Chantal propose a Roger di acquistare due croissant per il mattino seguente. Anche stavolta il marito l’accontentò.


Aprirono il cancello del blocco e si avviarono al fabbricato. La donna si avvicinò al primo gradino e cercò il braccio del marito, come d'abitudine nelle giornate in cui non litigavano. Ma Roger attendeva alle sue spalle, reggendo il sacchetto della panetteria con entrambe le mani. Salirono in silenzio.

Chantal gettò gli indumenti nel purificatore e s'isolò nella cabina di decontaminazione. La soluzione gassosa filtrò dagli ugelli nelle pareti. La donna percepì un odore pungente.

“Perché gli hai sorriso? Lo conosci?”, chiese Roger, dopo averla raggiunta nel bagno. La voce le arrivò attutita dallo spessore della vetrata.

“Di chi parli?”, rispose la moglie.

“Di quello che ti ha ceduto il posto, sulla monorotaia.”

“È stato solo gentile, Roger.”

L'uomo deglutì.

“A me non sorridi più. Non come una volta.”, disse.

“Che piacere provi a tormentarti sempre?” sospirò Chantal, prima di afflosciarsi sul pavimento come un asciugamano bagnato. L'antiparassitario nel serbatoio le aveva saturato i polmoni. Roger pensò che avrebbe dovuto travasare di nuovo il liquido disinfettante nella cisterna. Avvolse il corpo nei teli per lo smaltimento dei rifiuti ad alta temperatura. Infine, si distese sul divano col cartoccio della boulangerie e diede un morso all'unico croissant che conteneva.

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