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Non-fiction

GIOCHIAMO? ["Cinquanta sfumature di grigio"]

Pubblicato il 27/12/2021

«L’impossibile verosimile è da preferire al possibile non credibile.» (Aristotele)

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12 Voti

“Cinquanta sfumature di grigio” non serve presentarlo.


Può essere utile, incidentalmente, per chiarire un equivoco che spesso accompagna i best-seller.

C’è chi, davanti a un enorme successo commerciale, presume una qualità elevata di scrittura e sceneggiatura: se ha venduto così tanto, accidenti, deve proprio essere ben scritto e progettato.

E c’è chi, al contrario, giudica il successo commerciale come qualcosa che quasi degrada l’opera: la vera letteratura non può certo sottomettersi al gioco della domanda e dell’offerta.

Manco a dirlo, sbagliano i primi come i secondi.

Il successo commerciale dipende fondamentalmente da due cose: 1) la “violenza” dell’azione di marketing; 2) la fortuna (vale a dire tutto ciò che non è pianificabile a tavolino, che non si può replicare a proprio piacimento); e poi – per gli autori già conosciuti – 3) l’affetto verso lo scrittore. Che il libro sia scritto bene o male, che parli di questo o di quell’argomento, è un fatto tutto sommato marginale.

E per altro verso, se guardiano alla storia della letteratura, scopriamo che più d’un autore ha scritto le sue cose migliori sotto la pressione del bisogno urgente di denaro (vado a memoria, ma uno di questi dovrebbe essere Pirandello).


A ogni modo, quel che voglio portare alla vostra attenzione è un passaggio del capitolo dove la protagonista perde la verginità.


«… mi passa la lingua sull’ombelico, poi si sposta dolcemente verso un’anca, e quindi, facendosi strada attraverso il mio ventre, verso l’altra… mi solleva il tallone e passa il pollice sul collo del piede… mentre mi avvolge i seni con le mani… infila l’indice nella coppa del reggiseno… mi avvolge il clitoride… posiziona la punta del pene all’ingresso della vagina…»


Ma davvero una ragazza che sta per perdere la verginità percepisce un “pene” e una “vagina”, anzi no, scusate, un “pene all’ingresso della vagina”? Davvero avete pensato in questi termini – c’è un pene all’ingresso della mia vagina – in quei pochi secondi che vi separavano dalla perdita della verginità? E davvero eravate così lucide, fredde e presenti a voi stesse, da tracciare con così grande precisione ogni singolo gesto e movimento del vostro compagno? E davvero pensavate al vostro corpo e al suo in termini di “ombelico”, “anca”, “ventre”, “tallone”, “pollice”, “collo del piede”, “seni”, “indice”, “clitoride”? Ma – fatemi capire – stavate per perdere la verginità o vi trovavate alla lezione di “Anatomia I” del primo semestre di Medicina?


E se pure fosse, se pure ci può esser stata qualcuna che in quel momento percepiva “peni”, “vagine” e “clitoridi”, siccome siamo nel mondo della pagina, e non nel mondo reale, vale la prescrizione di Aristotele: l’impossibile verosimile è da preferire al possibile non credibile. E quindi, sì, sarà pur possibile che sia esistita una ragazza che abbia percepito “peni”, “vagine” e “clitoridi”, ma non è per nulla credibile, e quindi non funziona.


Cos’è – sul piano narrativo – la perdita della verginità? È uno stato alterato di coscienza, come lo sono, seppur con diverso grado, l’ubriacatura, l’effetto di droghe, o le sensazioni che si vivono durante o subito dopo un incidente; tutte situazioni – se ci riferiamo al mondo reale – dove noi stessi siamo i primi a non capire bene cosa stia accadendo e quindi – se ci riferiamo al mondo della pagina – difficili da trasporre in un flusso narrativo ordinato e realistico. È l’enorme problema di scrivere in modo chiaro e verosimile una scena di per sé confusa.


Evitate le scene confuse: sono un’esclusiva dei grandi scrittori.

Ed evitate pure le scene di sesso, se siete timidi e sostanzialmente incapaci di diventare il personaggio.

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Jordan ha votato il racconto

Esordiente

Cinquanta sfumature di grigio, non letto, da non leggere, a meno che, non si è dei " pipparoli" incalliti, un bestSellers che costa 5 euri cosa volete trovarci dentro? Ti offro tre pallini, così puoi giocarci.....Segnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente

Non mi sogno neanche di leggere il libro o vedere il film. Detto questo trovo piu' reale un atterraggio su Wolf 1061c rispetto alla descrizione di tal rapporto sessuale. Ha ragione il Verte dicendo che trattasi di marketing. D'altronde, ieri passavo davanti ad una vetrina di una libreria e guardando le copertine esposte ho pensato: cavolo, scrivono proprio cani e porci, senza offesa per i cani e porci che sono sicuramente miglioriSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Ecco, per esempio io avrei parlato di primo rapporto sessuale. L'espressione "perdita della verginità" mi è insopportabile, mi fa proprio montare lo sdegno, e penso che chiunque - ma ancor più una persona come te, che continuamente intende stimolarci a non scrivere come nell'800, che ci ricorda a ogni piè sospinto che stiamo vivendo nel 2021 (quasi 22!) - dovrebbe cancellare dal proprio vocabolario queste espressioni e il loro substrato medievale. Ma davvero. Detto questo, non capisco perché mai il PRIMO rapporto sessuale dovrebbe essere "uno stato alterato di coscienza". Segnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente

In realtà ti sbagli perché quella parte funziona benissimo in chi legge. Chi la legge riesce a immaginare tutti quei particolari e ne viene maggiormente coinvolto e proprio e in particolare una donna.Segnala il commento

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

Come osi scrivere di coscienza senza prima interpellarmi! (che schifo di parola).Comunque la "punta del pene" a me fa visualizzare il muso di un cane da caccia. Non ho letto il libro né visto il film, ma per avvolgere qualcosa come la clitoride, il seno bisogna usare l'espianto. Scherzo.Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Il prudore è sempre un buon viatico alle vendite. Detto questo, sulla percezione di una donna al primo rapporto, lento come quello descritto, non so, non sarei così sicuro. Le due dimensioni di passione e intelletto non necessariamente si disgiungono, a meno che sia una violenza. L'identificazione (anche col malvagio) è un processo necessario per scrivere. Detto questo, non vedo la necessità di autocensurarsi. Si prova. Senza provarsi non c'è crescita. Per vincere le ritrosie a volte bisogna buttarsi. Prova a scrivere qualcosa privo di sesso ma che sia avvincente. Magari ce la fai.Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

sostieni che il lettore non debba mai percepire di essere nella dimensione della narrazione? in questo caso non può apparire come una ricostruzione del soggetto (e dunque le parole di anatomia arrivano post, non durante, durante è solo sensazione), perché il personaggio e il lettore devono essere sempre lì nel pieno svolgimento della scena? mai una frase col senno del poi? però lo stato di alterata coscienza non è semplicemente confusione, è come se fosse confusione ma allo stesso tempo ti fa credere di avere i riflessi più pronti e sentire tutto molto lucidamente; dunque una potrebbe essere in balia dell'eccitazione e allo stesso tempo essere consapevole di ogni centimetro del suo corpo e percepire ogni stimolo lì dove arriva, sulla pelle all'altezza dell'ombelico dell'anca del collo del piede etc. la vagina poi è molto sensibile. no? ovviamente dipende anche dall'attenzione dell'amante :)Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Il marketing arriva ogni giorno più sottopelle, a breve raggiungerà il dna, quindi il super singolo. Tutto il resto è destinato a contare poco. Rimarrà uno zoccolo duro, almeno temporaneoSegnala il commento

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Anacleto ha votato il racconto

Esordiente

Il diavolo è nei dettagli...Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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di Signor Fabiani

Esordiente
Editor
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