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Narrativa

Gioco a sopresa

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 30/11/2017

Oggi come nel passato i bambini occupano la cronaca nera, le loro vite attaccate e messe a rischio da uomini che agiscono nel buio come codardi. Una triste storia che racconta la fragile vita dei bambini esposta ai terribili colpi di inganni e bugie.

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Occhi curiosi di bambini si spandono e si ammassano, per fissare e cercare uno spiraglio di luce attraverso le fessure del treno che corre veloce sulle rotaie.

Il buio del vagone penetrante nei loro corpi di fanciulli  li spaventa.

Non hanno mai viaggiato, hanno però desiderato di salire su un treno, sedersi, udire il fischio del capostazione e, incollati ai finestrini, osservare i prati e gli alberi correre verso di loro.

Che strano viaggio è quello!

Non ricordano quando i genitori l’hanno organizzato, né perché.

Una sorpresa? Una vacanza, chissà?

Il vagone è pieno di tanti, tantissimi bambini di tutte le età.

Pianti, risa e voci argentine si mescolano alle scosse del treno, che li fanno traballare e cadere e rialzare, per poi tornare per terra.

Aspettano che la luce si accenda...

È vero, anche a casa si spegneva la luce, per giocare a...nascondino...ma, subito dopo, la stanza si illuminava e il vincitore riceveva l’applauso.

Perché invece adesso la luce tarda a venire?

Sul viso di qualche piccino spunta una lacrima, subito asciutta e fatta sparire, per non sentirsi deriso.

Anche il freddo fa rabbrividire!

Il treno corre senza fermarsi, senza un perché, avvolto dalle ombre del buio e dal sibilo sinistro del vento, che risuona nel vagone attraverso le assi di legno del pavimento, malamente inchiodate.

Gli occhi sono sempre puntati...lontano, immobili, nella speranza di un cono di luce che metta fine a quel gioco improvviso e riporti i loro sorrisi, ora spenti dalla paura del grande drago, insinuatosi, essi pensano, tra loro.

Quanto ancora deve durare questo gioco del buio e del freddo?

Quando è l’ora di cena?

Quando tornano i genitori dal lavoro a divertirsi con loro, che li aspettano dalla mattina?

Nessuno lo sa!

Nessuno più parla... Nessuno più scherza... o ride.

All’improvviso una assordante e brusca frenata del treno sulle rotaie crea un grande scompiglio.

I bambini, gettati per terra dallo scossone, pensano che il gioco stia per finire. Scorgono con gioia una luce.

Una livida luce biancastra, puntata sui loro volti, li accoglie e li invita a saltare sui binari innevati.

Il freddo arriva sui corpi, pungendo coi suoi aghi di vento.

I bambini, tutti in fila, in silenzio, allineati come a scuola, sono sospesi... aspettano un cenno del maestro che metta fine a quella strana competizione.

Non ci sono sorrisi, né voci rassicuranti.

Soldati, dai lunghi stivali, indossanti elmetti di ferro, allungano i loro fucili e spingono i piccoli contro il muro.

Qualcuno capisce, non è un vero gioco.

Nessuno di loro potrà più giocare domani! 

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