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Horror

. Grembiule da cucina macchiato di sangue ( Horror in stile domestico)

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 21/11/2018

Un testo che mette il luce antiche abitudini di vita familiare che possono impressionare un bambino per la crudezza vivida di certe azioni.

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Se mi affaccio dall’ oblò della memoria e torno alla mia infanzia a sorpresa balza sotto i miei occhi la zia Loretta che nell’avvicinarsi del Natale gira per casa con il grembiule pieno di schizzi di sangue. Il nonno dalla poltrona fa un tiro di sigaro soddisfatto nel vedere la nuora con le maniche di camicia tirate su fino al gomito, il grembiule macchiato di sangue rosso-vivo, i capelli scomposti, la fronte sudata. Loretta è scesa nell’orto, è entrata nel pollaio e ha scelto la vittima più “in carne” da presentare sul vassoio a Natale. Al nonno piacciono quelle gocce grandi e piccine disseminate a raggera su tutto il grembiule, già pregusta la deliziosa pietanza grazie al più bel cappone del pollaio. Nessuno in casa si meraviglia di vedere la zia in quello stato scomposto come un carnefice che deve eseguire la sentenza. Tocca a lei pensare al pranzo di Natale con il bel cappone che dovrà far bella figura sul vassoio dorato. La vigilia del grande evento natalizio è un giorno frenetico: la mamma pensa alla tovaglia e alle porcellane, il nonno sorveglia che tutto proceda per il meglio, io sto buona in un cantuccio della cucina e per evitare qualche incarico mostro il quaderno con la penna, vado a scuola io, ho altro da fare che pensare al pranzo, il mio futuro è nella cartella marrone appoggiata per terra. La zia Loretta, lasciato il pollaio, sale le scale con la sua “vittima” dalle zampe legate che penzola dalle sue mani arrossate. Entra in cucina e con baldanza depone lo strano essere senza neanche una penna sul tavolo freddo di marmo, poi si asciuga la fronte e si siede un momento. Mi spavento e quasi non la riconosco. Se non sapessi che mia zia non è una donna cattiva, conosco le carezze e le caramelle che mi dà la sera quando vado a dormire, direi che è un mostro, una persona terribile che con crudeltà ammazza e spenna animali innocenti, ignari del loro destino. Quando la vedo che si asciuga il viso con il grembiule tutto macchiato di sangue provo una tale repulsione che giuro e spergiuro che a Natale non mangerò neanche un boccone del povero innocente cappone. perché non voglio aver nulla a che fare con quel “delitto”. 

Ho assistito senza volerlo al mio primo film Horror e non mi è piaciuto. 

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Midori ha votato il racconto

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Dalcapa ha votato il racconto

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Finale un po' repentino, troppo "chiuso", ma racconto bello e divertente. Segnala il commento

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Luxandro ha votato il racconto

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ironicoSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

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.... molto bello, e anche divertente, e anche ricco di pietas....forse un po' breve....Segnala il commento

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Grazia Ferro ha votato il racconto

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