Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Romance

growing old

Pubblicato il 23/05/2020

Un padre e una figlia si scambiano ruoli, fino a quando la figlia capisce qualcosa di sé, rispecchiandosi in lui.

24 Visualizzazioni
14 Voti

- Cosa state facendo?

- Stiamo andando via per il week end.

- Tu e lei?

- Sì. Perché, cosa c’è di strano?

- Come cosa c’è di strano? È la madre di una mia amica.

- E allora? Io sono tuo padre.

- Sì ma l’hai conosciuta ieri.

- Anche tu vai a letto con quelli che conosci la sera no?

- Sì ma io non sono tuo padre.

- IO sono tuo padre, nel caso l’avessi dimenticato.

- Io sono solo preoccupata per te.

- No, IO sono preoccupato per te.

- Federica, di cosa sei preoccupata?

- Ma che vada male, che succeda qualcosa.

- Tipo cosa, che la metta in cinta? Se me lo chiedi useremo le precauzioni.

- Scemo.

- No, scema tu.

- Dove andrete?

- A Napa Valley.

- Mary lo sa?

- Non lo so, e non mi interessa.

La luce di Los Angeles brillava gialla sulla finestra del loft. Federica lavorava in California ormai da tre anni e suo padre era andato a trovarla per la prima volta. Erano usciti a cena e si erano incontrati con la famiglia di Mary e sua madre, Angela. Mary proveniva dalla Louisiana, e sua madre l’aveva raggiunta da un paio di settimane. Federica e Mary si conoscevano dai primi tempi di Federico a Los Angeles. Mary era sposata con un amico di Federico, un altro italiano espatriato, e avevano due figli.

Doveva essere una tranquilla cena tra amici. Alberto, il padre di Federica, e Mary si erano messi a parlare fitto. Erano due persone adulte, sole. Mary e Federica non ci avevano fatto caso. Nemmeno avevano fatto caso quando si erano messi a ridere.

Il giorno dopo, Alberto e Angela si erano trovati in una caffetteria e poi si erano diretti a un museo, seguito da una cena al porto. Alberto era rientrato tardi. Dormiva nel divano letto, cercò di non fare rumore per non farsi scoprire da sua figlia. Federica fece finta di non aver sentito, ma fece un sospiro di sollievo.

Gli incontri erano continuati di nascosto, fino a quando, una settimana dopo, rientrando, li aveva trovati sul divano insieme, coperti da un plaid e completamente nudi. Federica aveva trattenuto la rabbia, mentre Mary si rivestiva e andava via dicendo ad Alberto che lo avrebbe aspettato la mattina dopo davanti alla caffetteria.

Le parti si erano invertite. Federica era arrabbiata col padre per quello che aveva visto, come la prima volta che il padre l’aveva beccata a letto con un fidanzatino. Imbarazzata, aveva iniziato la sequela di domande culminata con il “non lo so” di suo padre.

- Ti rendi conto che sto parlando come te? – disse Federica – non dovresti essere più attento alla tua vita?

- Io? – chiese Alberto – io attento? Io sono stato attento alla mia vita, e alla tua. Mi sono sposato, ho fatto te e tuo fratello, vi ho cresciuti, ho lavorato. Io sono stato attento alla mia vita, come Angela alla sua e a quella di Mary. Ora sarebbe il caso che TU pensassi alla tua di vita, perché io il tempo non ce l’ho più, di pensarti. E sì, io e Angela andremo a Napa Valley, che tu e Mary lo vogliate o no. Non perché siamo ragazzini innamorati o altro, ma perché sono persone che si prendono una vacanza da una vita che tu, almeno, dovresti cominciare.

Federica rimase in silenzio, un po’ offesa. Non credeva a quello che aveva sentito. Suo padre voleva solo essere lasciato in pace. E forse anche Angela. Il giorno dopo sarebbero partiti per un week-end in Napa Valley, e non volle pensare a quello che avrebbero potuto fare.

Si disse che forse era ora di lasciare entrare un po’ di vita nella sua routine del lavoro. Suo padre rimise in ordine il divano. Poi prese un borsone e lo riempì di vestiti. Piegato sulla borsa infilò ordinatamente maglie e camicie e tutto il resto. Si rialzò, sorrise a Federica.

- Come si chiama quel tuo amico? Quello che ti scrive per uscire?

- Winston

- Come le sigarette?

- Sì.

- Ti ha chiesto di uscire?

- Sì, anche stasera.

- E perché non vuoi?

- Mah, ci sei tu qui, mi spiace di lasciarti solo.

Alberto si avvicinò a Federica, le strinse le braccia forte e le disse: - non pensare a me. Io voglio dormire presto, stasera. Tu esci. Rientra anche tardi, o non rientrare, insegui la tua vita. Domani mattina io uscirò, prenderò la macchina che ho noleggiato.

- noleggiato? Cos’hai noleggiato?

- Una Mustang

Federica sorrise: - fai le cose in grande!

- Esatto. Vedi di farle anche tu, tesoro. E non perdere tempo. 
Poi si guardò intorno, vide un pacchettino su un tavolino, lo prese e lo mise nella borsa.

- cos'è? - chiese Federica.

- Sicura di volerlo sapere? - rispose suo padre.

- Viagra? - disse Federica.

- Cosa credi, che sia domineddio per farlo alzare a quest'età? - rispose deciso Alberto...

Logo
4485 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (14 voti)
Esordiente
11
Scrittore
3
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large kefia.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

Sbaglierò, ma mi sembra ci sia un po' di confusione tra Mary e Angela nella parte che segue il dialogo iniziale: "Alberto, il padre di Federica, e Mary si erano messi a parlare fitto. Erano due persone adulte, sole. Mary e Federica non ci avevano fatto caso" ... "rientrando, li aveva trovati sul divano insieme, coperti da un plaid e completamente nudi. Federica aveva trattenuto la rabbia, mentre Mary si rivestiva e andava via dicendo ad Alberto che lo avrebbe aspettato la mattina dopo davanti alla caffetteria" ... mi sono anche chiesto se all'inizio avevo capito male, e che il papà se la facesse non con Angela ma con Mary, ma questo "io e Angela andremo a Napa Valley" ha tolto ogni dubbio. Quindi è da sistemare "Alberto, il padre di Federica, e Angela si erano messi a parlare fitto" così come "mentre Angela si rivestiva e andava via dicendo ad Alberto che lo avrebbe aspettato la mattina dopo davanti alla caffetteria" ...che poi, a dirla tutta, quella parte descrittiva è così determinante per il racconto? Forse no, e magari potrebbe uscire così com'è per rientrare nella narrazione inserita nel dialogo tra i due che forse è il vero protagonista del racconto. Segnala il commento

Large 20190710 115436.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large 9a5ddb17 4017 4236 a76a a5ce154aab91.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ondina ha votato il racconto

Esordiente

Mi é piaciuto. E’ verissimo i figli sono bacchettoni sui cambiamenti. Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 05 01 at 18.57.02.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

É sorprendente la tua capacità di pensare e scrivere (in modo credibile) come un uomo. Segnala il commento

Large img 2435.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Barbara ha votato il racconto

Esordiente
Large salvador.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Graziano ha votato il racconto

Esordiente
Large foto0001.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Esordiente

E' così, si rimane genitori per sempre. E loro non accettano cambiamenti: i figli sono le creature più conservatrici del mondo.Segnala il commento

Large 7798ce85dc1bfd3dfebf2bb32e6862b7 avatar 200x200.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Pennina bianca ha votato il racconto

Esordiente
Large images.jpeg.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large dada.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large img 20200326 wa0003.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Helena ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

di Massimo Tosatto

Esordiente