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Poesia

i canti acca.dermici [1 di 2]

Pubblicato il 06/06/2020

roma. ostia. roma. un poemetto [so che non si potrebbe, ed un è peccato pubblicarlo così, sciancato. ma era un peccato anche non pubblicarlo]

48 Visualizzazioni
11 Voti

Toh- Spezzarsi la schiena, per cosa poi- Scivolai:

Davano la Sottile linea rossa- Sì. Ironica. Bel tipo-

Se solo ti fermassi se solo- Poi passai dietro altri:

Le dimore fondate dai padri- Il dipinto l’ho visto-

Per tornare a un più comune: Scema c’hai creduto-

Non lo penserai sul serio?- Ma non siamo capaci-

Ciao belli, a domani- e vaffanculo’s sparsi, gratuiti

e del perché ne scrissi al passato, l’ora, e ne scrivo

al presente, ora, rimango all’oscuro, che sia per via

delle musiche e di quest’essere, di sirena in sirena

sballottato, distratto, quale centro, delle voci quale?


Inoltre io vorrei, di questa calca e di questa gente:

far parte, interiormente, anche per un solo giorno

e ritornarmi poi a dirne tutto il vero, il creduto tale,

il quasi capire e invece vorrei non mi si notasse, lo

vedi, non sono d’accordo con me stesso, invisibilità

di un anfratto metropolitano nel culmine dell’ora di

punta, fendendo dal basso, questo esperimento vero

alla metro, linea rossa, le trascrizioni in presa diretta

saranno gratuite.




In alternativa regalar conchiglie

o un modo simile per voler bene

ai bimbi, quali siamo, se cercano

nel tramonto, sul litorale, ancora

fondamenta, o un nuovo nome da

dare all’orizzonte, siamo granelli

e i castelli gloriosi e le invenzioni

o i soliti rimproveri delle mamme

ma in sottofondo, le voci lontane.

Inascoltate.




Domani sarà la spanta rivelazione

di cosa ho nascosto in una scatola

di latta, dal monarchico disprezzo

per il silenzio, il silenzio, silenzio,

dall’usura delle tue interpretazioni

fuorvianti. Tutto concorse a che io

fossi pesce, già l’ero, di branchie,

senz’aria


l’apnea vitale dal pensiero obliquo

che del pensare, ha soltanto questo

procedere per immagini, fotografie

scattate sempre con l’urgenza, foga

e mal messe a fuoco e così, parziali

o imperfette, desolanti e risoluzioni

pessime, altrettanto contemporanee


con più zero, scivolati lungo il dire,

lo scrivere e l’amare, dell’occhio di

lei, delle spalle di lei, della di lei nuda

schiena e del sorriso, di linee del viso

e dei ciuffi impazziti delle sottili dita

piccole, amare, il di lei. Il di lei tutto.


Infine della rivelazione postuma: fu

riesumata l’opera, in scatola di latta,

recuperata nel garage in affitto sulla

decima- scrittura interrotta, la penna

s’arrestò al frammento numero 7034

e sul finire, lo possiamo immaginare,

un sereno, piccolissimo, rantolo di

gioia-




Si staglia nel mio cielo mentale

il gasometro, la cui impossibile

spiegazione è viola, femmina, è

cava.




Il tempo di una sigaretta prima

del prevedibile calo di tensione,

e vai con l’opera che onore rende

all’opera, ma solo ad essa, la luna

alla luna, domandale nulla, voce

alla voce d’ella, alle sole labbra,

parole concetti leggiadri sfuggiti,

è vicinanza


comunque, che rende credito a noi

e non solo a noi. Il resto corollario

pedante e penosa mania del dirmi i

nomi, m’imperversa mente quando

alimenta il sistema, degli ordinati

oggetti, allineati ben comprensibili

in piccole file disposte, a seconda

dei casi, umani, dei bi bi bi sogni,

in costruzioni geometriche via via

più complesse, folli, alla luce della

scoperta, non divulgata, s’intende,

di ulteriori sei dimensioni oltre alle

tre già note.



[continua...]

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

A tratti impenetrabile, come la mente umana, l'interpretazione di un silenzio, le foto sfocate, le stanze fumose...Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Hai ragione, sarebbe stato un peccatoSegnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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MMarianella ha votato il racconto

Esordiente

Una poesia che sembra quasi prosa, con la risonanza di un racconto. Aspetto il seguito. Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Bella tutta. Da 10. Ma il primo pezzo è stratosferico, collage cubofuturistico. Poi si spegne un po', lentamente.Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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blu ha votato il racconto

Esordiente

pure io non sono d’accordo con me :)Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Comincia a piacermi da qui (e solo per questi versi meritava il massimo dei voti): "Infine della rivelazione postuma: fu riesumata l’opera, in scatola di latta, recuperata nel garage in affitto sulla decima- scrittura interrotta, la penna s’arrestò al frammento numero 7034 e sul finire, lo possiamo immaginare, un sereno, piccolissimo, rantolo di gioia- Si staglia nel mio cielo mentale il gasometro, la cui impossibile spiegazione è viola, femmina, è cava. Il tempo di una sigaretta prima del prevedibile calo di tensione, e vai con l’opera che onore rende all’opera, ma solo ad essa, la luna alla luna, domandale nulla, voce..."Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Bellissimo flusso di pensieri ed emozioni.Segnala il commento

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