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Narrativa

I danni del cioccolato

Pubblicato il 20/01/2021

Enrico non sapeva più come dirglielo che non l’aveva sposata perché gli preparasse piatti da chef. L’amava per la sua dolcezza, la sua caparbietà, il suo modo di preoccuparsi e di essere sempre un passo avanti a lui.

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Enrico si era alzato da letto ancora scalzo, andò in bagno a svuotare la vescica con gli occhi ancora mezzi chiusi, non accorgendosi delle macchie di sangue a terra.

I suoi occhi si aprirono del tutto e pestò una goccia rossa.

«Ma che cosa è quest’acqua a terra?» sbraitò. Sbarrò gli occhi notando che il liquido che aveva pestato aveva lo stesso colore del sangue.

«Elide? Elide? Perché c’è del sangue a terra?» ma non ricevette nessuna risposta.

Le goccioline lasciavano una scia che si apprestò a seguire.

La cucina era sottosopra: scodelle mezze piene, farina sul tavolo, gusci d’uovo a terra e su un tagliere un grosso coltello e un pezzo di cioccolato fondente.

La donna era seduta su una sedia con il viso rigato di lacrime e un asciugamano, che una volta era bianco, avvolto intorno a un braccio.

Singhiozzava e non si preoccupava di sporcare anche il suo pigiama.

Enrico che aveva seguito la scia di sangue le corse incontro con la faccia tirata.

Vide il braccio fasciato in malo modo e la moglie in lacrime.

«Elide tesoro, cosa hai fatto?» le prese la mano per visionare la ferita che si era procurata.

«Niente» tirò su col naso, «sono la solita imbranata. Mi sono tagliata»

Enrico indicò il grosso coltello sul tagliere «Non dirmi che ti sei tagliata con quel coltello lì?».

La donna annuì sconfitta. Lui si guardò intorno e vide che la cucina era diventata uno dei soliti campi di battaglia quando Elide cercava di fare un dolce.

«Non potevi usare il mixer per tritare il cioccolato?»

«No… la ricetta diceva di farlo con il coltello così non si sarebbe scaldato».

Enrico alzò gli occhi al cielo. Da dove prendeva tutta quella pazienza non lo sapeva neanche lui.

La donna vedendo l’espressione del marito scoppiò di nuovo in un pianto isterico.

«Ecco. Lo sapevo. Ora tu sei arrabbiato perché mi sono tagliata. Volevo farti una sorpresa e invece ho fatto un casino, come al solito».

L’uomo non ne poteva più degli esperimenti culinari della moglie. Desiderava alzarsi la mattina e non trovare brutte sorprese.

Le diede un bacio sulla fronte e le asciugò le lacrime. «Su, vai a vestirti, andiamo in ospedale a farti medicare»

Elide scosse la testa «No, non mi faccio medicare finché non ho finito»

«Smettila di essere così testarda e andiamo».

La donna continuava a rimanere seduta con il viso rivolto alla finestra.

Enrico non sapeva più come dirglielo che non l’aveva sposata perché gli preparasse piatti da chef. L’amava per la sua dolcezza, la sua caparbietà, il suo modo di preoccuparsi e di essere sempre un passo avanti a lui. Non riusciva più a capire perché si ostinasse a fare qualcosa che proprio non le riusciva.

Prese Elide per un braccio esortandola ad alzarsi «Ti aiuterò io, dopo che ti sarai fatta medicare».

Le si illuminarono gli occhi e fece come le era stato detto.

Si vestirono riempiendo il silenzio dei loro sguardi.

In macchina Enrico guidava e ogni tanto guardava sua moglie che aveva sul volto un’ombra di tristezza.

Prese la mano fredda e la strinse forte. «Elide non ho sposata perché devi cucinare come uno chef, né perché tu debba pulire la casa come uno specchio. Io ti ho sposata perché ti amo, perché la sera mi aspetti sveglia anche quando hai avuto una giornata pesante per scambiare due parole con me, mi saluti sempre con un bacio altrimenti dici che la giornata non inizia e non finisce bene. Quando penso al futuro vedo solo te e la nostra famiglia che verrà. Non devi dimostrarmi di essere una cuoca provetta né rischiare di farti sempre male» le rivolse lo sguardo più dolce che potesse farle, «ti prego non fissarti più di fare cose elaborate in cucina. Mi basta un semplice caffè e un bacio come buongiorno».

Enrico sperò di non averla offesa. Elide rimase silenziosa con lo sguardo sulle mani, si era sentita punta nel vivo.

«È stata molto fortunata signora, poteva recidersi il tendine» disse il dottore alla donna, «stia attenta con i coltelli» gli raccomandò congedandoli.

Tornarono a casa e la donna prolungò il suo silenzio. Il marito temeva che arrivati nel loro nido potesse scoppiare la bomba.

Elide andò dritta in cucina e col braccio sano raccolse tutto ciò che era sul tavolo trascinandolo a un angolo, aprì il bidone della spazzatura e buttò tutto. Enrico la guardava rassegnato, di lì a qualche secondo sarebbe iniziata la lite.

La donna con molta calma diede una sistemata e si rivolse al marito «Hai ragione amore, scusami se sono stata così testarda. Volevo soltanto dimostrarti che se mi impegno posso fare qualsiasi cosa. Ma sono troppo maldestra e ogni volta finisce sempre male. Non posso essere brava in tutto. Ma sono certa di una cosa: sono la donna più fortunata del mondo ad averti al mio fianco» gli buttò le braccia al collo e gli diede un bacio dolce come la torta che voleva preparare.

«E ora andiamo a fare colazione fuori» Elide finalmente sorrideva, suo marito le mise un braccio sulla spalla e uscirono di nuovo.

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Lisa Mara ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Italo ha votato il racconto

Scrittore

Una bella storia di normale amore di coppia. Piaciuta.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Andreasololettore ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

Posso segnalarti solo una piccola cosa, nell'incipit? "Enrico si era alzato da letto ancora scalzo, andò in bagno..." be' ci alziamo tutti dal letto che siamo ancora scalzi, a meno che non si vada a dormire con le scarpe e può succedere :) quindi, secondo me, o sposti la prima virgola di due parole fino a dopo "letto" oppure la togli e dopo letto metti una E... a tuo gusto. Già che ci sono ti segnalo anche che ti sei dimenticata una TI nel discorso del marito quando sono in auto ("Elide non ho sposata perché devi cucinare come uno chef"). Piccolezze, ma sono i dettagli, i particolari, che portano alla virtù :) Aspetto il prossimo. Bau! TiSegnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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di JessicaM

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