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Narrativa

I Millasson

Pubblicato il 14/01/2020

Un tipico dolce dei Pirenei, un paesino di pescatori in Costa Brava e una delle domande più dolorose a cui spesso non sappiamo dare risposta. Il dolce e l'amaro.

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“Vieni a letto amore, è tardi!”. “Arrivo” disse lei, richiudendo il frigo. 

Prese la scatolina di carta dal secondo ripiano. Il nastro dorato ancora la avvolgeva, anche se i lati si erano un po’ schiacciati durante il viaggio di ritorno. Sciolse il nodo dorato lentamente, quasi a voler ripercorrere la strada che le dita di lui avevano fatto per crearlo. Lei appoggiò sulle labbra uno di quei piccoli cilindri e lo addentò, sentendo di nuovo l’aroma di fiori d’arancio civettare con il sapore dell’uovo. Un accostamento reazionario, in realtà. 

“Millasson, specialità dei Pirenei. Segreto dolciario di famiglia da sei generazioni” recitava il cartello. Era difficile associare una tradizione così lunga al viso di lui, sembrava appena uscito dalla pubertà. Aveva nelle mani la frenesia e negli occhi l’umiltà di chi sta intraprendendo qualcosa di nuovo. Lei lo aveva visto per la prima volta mentre passeggiava mano nella mano con il fidanzato qualche mese prima a Cadaqués, piccolo paesino di pescatori in Costa Brava, al confine con la Francia. Stavano gironzolando tra i vicoletti lastricati di sassi a forma di spiga di grano e fotografando il bianco accecante delle case spruzzato qua e là dal viola delle bouganville, quando lei vide il cartello. Gli accenti inutili sulle parole erano un chiaro calco dal francese, come se chi avesse scritto quelle poche frasi in uno spagnolo maccheronico pensasse che le parole non contavano nulla di fronte alla qualità del dolce, che dominava il cartello. Lei storse il naso domandandosi come un collage sgrammaticato e circondato da una cornice Ikea potesse essere un richiamo irresistibile per qualche cliente. Ma poi alzò lo sguardo. Lui stava sistemando i dolci in una scatoletta, su un tavolino del ristorante “El Gato Azul” che si affacciava sulla strada. Li afferrava con una pinza e li disponeva con delicatezza, come un bambino che sistema i mattoncini Lego. 

Lei si fermò. “Che cosa sono?” gli chiese. 

“Sono una specialità di Montréjeau a base di farina, zucchero, uova e latte, profumati con aroma di fiori d’arancio. La mia famiglia li fa da sei generazioni in Francia, io ho montato questo tavolino nel ristorante di mia zia per vedere se hanno successo anche qui. È un esperimento” rispose lui, abbassando lo sguardo per camuffare la sua R forestiera. 

“Prendiamo una scatola, amore” intervenne il fidanzato, cingendola alla vita. 

Quel giorno di inizio estate il sole riempiva l’acqua di paillettes dorate e il mare sembrava il vestito pacchiano di una signora ad una serata danzante. Lei e il fidanzato si sedettero su un muretto di pietra con la scatolina di Millasson e i piedi che penzolavano su una spiaggia popolata da ciottoli. Stavano in silenzio. Lei addentò il bordo del dolce e l’aroma di fiori d’arancio risalì indiscreto dalle papille gustative ai pensieri, per chiederle se davvero volesse trovare davanti all’altare l’uomo che aveva a fianco. Le onde arrancavano sui ciottoli e, ritirandosi, il rumore vibrante dell’acqua le ricordò la R rutilante di lui. Abbozzò un sorriso, poi si incupì. 

“Non preoccuparti amore, presto ci torniamo qui” l’abbracciò il fidanzato, credendo di sapere interpretare i pensieri di lei. Ritornarono a Cadaqués in autunno. Pioveva forte e lo trovarono ancora a “El Gato Azul”, mentre metteva al riparo dal temporale il tavolino con i Millasson. 

“Il tuo esperimento ha funzionato” gli disse lei, segnalando le varie scatole impilate sul tavolino. 

“Sì, sono molto contento. Il latte quassù è più buono e i Millasson vengono meglio qui che quando li prepariamo in Francia” rispose lui, mentre avvolgeva con cura il nastro dorato intorno alla scatola che le porse con un sorriso. 

“Potete rimanere qui finché non smette di piovere, tanto mia zia ha già chiuso per oggi” aggiunse, fissandola. Ma lei aprì l’ombrello, prese il fidanzato per mano ed uscì. Il mare agitato sbatteva sui ciottoli la sua schiuma, vaporosa e leggera come albumi d’uovo. Le nuvole cupe e basse mettevano a bagnomaria i monti, dissipandone i contorni. Tutto le parlava di lui. Prese la scatola di Millasson dal sacchetto e si guardò la fede al dito. “Il mio esperimento invece non ha funzionato” disse a sé stessa. 

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Nina2009 ha votato il racconto

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Mi hai portato a Cadaqués, sul muretto.Segnala il commento

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Francesca Lodoli ha votato il racconto

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M. Mark o'Knee ha votato il racconto

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Editor

“Il mio esperimento invece non ha funzionato”, ma se non altro le restano i millasson da gustare. E un rimpianto da vivere...Segnala il commento

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Philostrato ha votato il racconto

Scrittore

mi piace molto, m'è venuta fame, ma ne avrei ancora di più se mi avessi descritto di più (come hai fatto col resto) i sapori del Millasson;DSegnala il commento

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Il potere evocativo di sapori e profumi... Molto bello, in una bella scrittura Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Scritto magistralmente... ma non ho capito xché sposa il fidanzato se le piace l'altro? Beso :-*Segnala il commento

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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

rispetto al tuo solito, t'è scivolato troppo sale descrittivo. ma resta una gran bella scrittura, tra le migliori e secche qui.Segnala il commento

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Pennina bianca ha votato il racconto

Esordiente

Veramente magistrale ed armoniosa. 110 e lodeSegnala il commento

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Juri Castellani ha votato il racconto

Esordiente
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Rigel ha votato il racconto

Esordiente
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Il Verte ha votato il racconto

Esordiente

Chapeau. Segnala il commento

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Ondina ha votato il racconto

Esordiente

Bel racconto.Segnala il commento

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Re Cluso ha votato il racconto

Esordiente

Bello...mi hai riportato alla mente la Costa Brava...lì vicino ci deve essere il museo di S. Dalì, poco distante da Cadaquès. Brava!!!Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore

Oh! Così!Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Esordiente

Brava Rocio, scrivi divinamente. Ho sentito il sapore dei Millasson e la malinconia di lei. Bellissimo.Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Esordiente

Scrivi davvero davvero bene. 10.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Uno struggente racconto pieno dell'umanità che Tu riesci a raccontare in maniera esemplare. Complimenti!Segnala il commento

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Otorongo ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Un racconto molto bello scritto con una grande classe. Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto dolce-amaro che si gusta con piacere!Segnala il commento

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di RoCarver

Esordiente