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Autobiografia

Il becco del cardellino

Pubblicato il 02/11/2020

Zà Ancilicchia è la strada. Nonna Cristina e Marianna - mia madre - sono le orme.

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Cristina era intenta a svolgere le faccende domestiche, mentre i quattro figli si dilettavano a trafficare con la frutta secca e la bilancia. In casa non c’erano giocattoli, e i bambini adoperavano gli oggetti d’uso quotidiano per divertirsi. I ruoli dei giochi erano sempre stabiliti in ordine d’età e, in quello del commercio, la parte del fornitore spettava a Totò (otto anni), del bottegaio a Nino (sei), e di clienti a Marianna (quattro) e Enzo (due).

L’urlo e il pianto disperato della bambina avevano fatto accorrere Cristina. La figlia giaceva sul pavimento. Poco distante, il martello che si usava per schiacciare la frutta secca. Sulle gambe sporche di sangue, la mano sinistra stringeva il palmo della destra, da cui spuntavano le piccole dita. La falange del medio era devastata, e l’unghia pendeva attaccata a un lembo di pelle. Cristina aveva preso in braccio la bambina, e si era precipitata a casa della sorella maggiore, seguita dalla chiocciata dei tre maschietti. Zà Ancilicchia aveva calmato il pianto di Marianna, consolato la sorella e rassicurato Totò e Nino, che si sentivano responsabili dell’accaduto. Le due donne avevano curato la ferita con i rimedi in uso, aloe, miele e impacchi di olio di salvia. Ma dopo pochi giorni l’infezione si era estesa alla base del dito. Il medico consultato non aveva dubbi: bisognava amputare due falangi.

Cristina era sconvolta, ma non abbastanza da non demandare la decisione alla zà Ancilicchia che, a sua volta, non aveva avuto dubbi: bisognava mandare a quel paese il medico. Da oltre mezzo secolo, la zia conosceva due anziane sorelle che con erbe e decotti avevano guarito ustioni, ferite e infezioni ben più gravi.

Ogni giorno Cristina si recava dalla zà Ancilicchia, le affidava i tre maschietti, e si avviava con la bambina verso Via Cipressi. Mano nella mano, madre e figlia attraversavano Piazza Ingastone, percorrevano la Via Colonna Rotta e arrivavano a Piazza Indipendenza, a casa delle due anziane sorelle. Quando giungevano a destinazione, Marianna era così stremata da non opporre alcuna resistenza alle due anziane che analizzavano con cura la ferita e si consultavano a vicenda. Poi sparivano per parecchi minuti, a volte per ore, tanto che capitava che la piccola si addormentasse tra le braccia della madre. Infine, le due sorelle tornavano nella saletta con un vasetto, che ogni tre o quattro giorni aveva un odore e un colore diverso. Con perizia medicavano il dito, fasciavano la mano sino al polso, e raccomandavano alla madre di ripetere l’applicazione di sera.

Dopo poche settimane l’infezione era guarita, ma al posto dell’unghia era spuntato il becco di un cardellino.

Preoccupato per non aver rivisto la piccola paziente, il medico aveva convocato Cristina. Non aveva quasi degnato di uno sguardo il dito della piccola paziente, ma in compenso aveva sottoposto la madre a un interrogatorio. Risentito dell’affronto subito, aveva denunciato le due anziane guaritrici per esercizio abusivo della professione medica.

Quando poco tempo fa, ho chiesto a mia madre l’origine di quella piccola imperfezione, ho provato un profondo disagio. Lei non sospettava che io dovessi riempire un vuoto nei miei ricordi, e ha accolto la richiesta come segno dell’inesausto interesse per un fatto narrato decine di volte. Mi sentivo mortificata dall’equivoco, ma ancor più dalla dolorosa consapevolezza di aver prestato poca attenzione a tanti suoi racconti. Per placare il senso di colpa, le ho chiesto di cantare la canzone che amavo da bambina. Lei non mi ha chiesto quale, ha subito intonato il Tango del mare. Quando la sua voce di cardellino ha gorgheggiato “Ma l’onda corre e non sa”, ho preso la sua mano tra le mie, ho accarezzato il becco del cardellino e le detto: “Mà, u Signuri ru cosi ti retti du cardiddu: a vuci e u beccu”* . Lei ha riso. A novant’anni la sua ragione è desertificata dalla demenza, eppure a tratti i ricordi vi riaffiorano nitidi. Ha ancora la voce e lo sguardo di una bambina.

Oggi so che i figli ascoltano poco i genitori, e che certi ricordi devono essere ceduti solo quando diventano a loro volta padri e madri.

Le mani di mia madre sono fogli su cui è scritta la storia della sua vita, di nonna Cristina, della zà Ancilicchia, delle orme che hanno segnato i miei passi. Non l’ho ascoltata con la dovuta attenzione da giovane, la scrivo ora che il tempo ha imbiancato anche me.


* "Mamma, il Signore due cose ti ha donato del cardellino: la voce e il becco":

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Teresa David ha votato il racconto

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Mi hai trasportato via... molto bello.Segnala il commento

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Otorongo ha votato il racconto

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Ilariaor ha votato il racconto

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franca ha votato il racconto

Esordiente

Bellissima! 😍Segnala il commento

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Archibux ha votato il racconto

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NicolaDimo ha votato il racconto

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Debora P. ha votato il racconto

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StefanoS ha votato il racconto

Esordiente

Ma, davanti all'espressione in lingua italiana della piu' nitida e vera essenza della nobilta' dell'animo umano, cosa posso dire. Mi tolgo il cappello, poetessa. Scusate la mia afasia. Non sono evoluto. Segnala il commento

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Biodegradavide ha votato il racconto

Esordiente

Questo racconto mi ha incantato, grazie!Segnala il commento

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Signor Fabiani ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Ci sono molte cose valide, e altre un po' meno. "Cristina era sconvolta" non funziona, perché trasferisce sul lettore l'onere di immaginare lo sconvolgimento di Cristina, anziché mostrarlo con azioni concrete. "Sulle gambe sporche di sangue, la mano sinistra stringeva il palmo della destra, da cui spuntavano le piccole dita. La falange del medio era devastata, e l’unghia pendeva attaccata a un lembo di pelle". Questo passaggio, con un affinamento davvero minimale, può invece diventare uno straordinario "caso di scuola" su cosa sia lo "Show, don't tell", la forma narrativa a oggi più evoluta.Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Quanta umanità e cultura ci regali con i tuoi racconti e zà Ancilicchia.Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore
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albertomineo ha votato il racconto

Esordiente

La grande bellezza...Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Questi racconti sono piccoli gioielli di una collezione rara. La realtà narrata con un tratto quasi fiabesco e la tua scrittura sempre fruibile fanno di quest’altro episodio della serie “zà Ancilicchia” un’ennesima e gradevolissima incursione fra i costumi e le antiche usanze della tua terra. Il titolo mi ha immediatamente riportato a Camilleri e al suo “Il gatto e il cardellino.Segnala il commento

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omALE ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Quando realta dei ricordi si mescola con una memoria fiabesca il risultato e' magiaSegnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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LaborLimae ha votato il racconto

Esordiente

Ritornano la grande zà Ancilicchia e i tuoi racconti bellissimi. E' vero, a te u Signuri ru cosi ti retti du cardiddu: a vuci e u beccu”. Grazie di condividerle con noi.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Molto commovente, veramente bello e scritto divinamente :))))Segnala il commento

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Andrea S. ha votato il racconto

Esordiente
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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Bellissimo, che phatos! Emerge fortissima la tua sensibilità Chiusa magistraleSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Adriana, che bellezza. Ho qui una cosa in gola che fa male. Giuro.Segnala il commento

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Antonio M. ha votato il racconto

Esordiente
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Simonetta Gallucci ha votato il racconto

Esordiente

Quando leggo i tuoi scritti davanti agli occhi cala in automatico un filtro color seppia. Sento gli odori, riesco a vedere gli ambienti, le immagini sono sempre nitide e con quel retrogusto retrò che a me piace tanto.Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

BellissimoSegnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Daniela Madoi ha votato il racconto

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Roberta ha votato il racconto

Esordiente

entri come personaggio nel racconto portando disagio e senso di colpa e da lì è come se aprissi una parentesi di riflessione sui fatti narrati, come se facessi un salto temporale e anche di forma. (ma poi le due guaritrici?)Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Mi hai commossa. GrazieSegnala il commento

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[K] ha votato il racconto

Esordiente

Sai dare intimità e l'immedesimazione in ciò che scrivi...Segnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Bravissima come sempre nel rievocare i fatti di persone care. Tocchi corde che vibrano ed emozionano. Trovo che il mondo dei ricordi sia esemplificato da queste parole: "Lei non sospettava che io dovessi riempire un vuoto nei miei ricordi, e ha accolto la richiesta come segno dell’inesausto interesse per un fatto narrato decine di volte. Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Bellissimo leggerti :)Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

sempre brava assaiSegnala il commento

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Gloria Ingrosso ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Bello anche questo, Adriana. Invidio la tua capacità di far riemergere i ricordi, condividendoli con noi, in modo così intenso. Bellissima la traduzione... Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Solo le belle anime riescono a trasmettere tante emozioni con una lucidità simile. Complimenti Adriana! Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Hai una bella e grande ampiezza di campo nel modo di raccontare, contornato poi da uno stile che cattura e che si sente che è a te tanto connaturale come il sangue al corpo, bravissima!!Segnala il commento

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Italo ha votato il racconto

Scrittore

Le antiche arti della guarigione, tra magia e fede. Un racconto che mi riporta il ricordo di mia nonna. Ben scritto e scorrevole.Segnala il commento

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Cecil ha votato il racconto

Esordiente

romantico, piacevolmente scorrevole.Segnala il commento

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di Adriana Giotti

Esordiente
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