Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Concorsimezzograd°

Il Brivido

Pubblicato il 21/04/2019

Uno scenario possibile? Forse no. Ma chi può dirlo con certezza?

20 Visualizzazioni
7 Voti

Il Brivido

Il cielo era nero, punteggiato da miliardi di luci lontane.

Le stelle delineavano disegni fantastici. Alcune, più luminose di altre, lampeggiavano ammiccanti.

L’aria era fredda. Il fuoco bruciava, sfrigolando leggermente. Il bagliore rossastro della brace illuminava l’accampamento silenzioso.

Presto sarebbe arrivata l’alba e con lei il caldo del sole. Asfissiante a quelle latitudini.

Il clima temperato del suo paese era, ormai, un ricordo lontano.

Luisa Argenti, era stata definita “fortunata”.

Mosse alcuni tizzoni e aggiunse qualche piccolo pezzo di legna. Le fiamme brillarono più intense, riflettendosi nei suoi occhi verdi. Mentre un leggero vento muoveva i suoi capelli rosso ramato. I jeans blu avevano visto tempi migliori. Ma ancora fasciavano le sue gambe snelle. La felpa era di un rosso cupo e intrisa dell’odore del sudore. L’acqua era un bene prezioso ed era razionata, come il cibo e tutto il resto.

Era una bella donna, ed era giovane anche se la fatica di quegli ultimi due anni, e il dolore che gravava sulla sua anima, le avevano impresso delle piccole rughe intorno agli occhi e sulla fronte.

«Fortunata? Era viva. Vuol dire essere fortunati?» Se lo era chiesta spesso, dopo.

Pochi erano sopravvissuti al grande “Brivido”.

Erano state scritte tante parole, tanti si erano arricchiti sfruttando le risorse della terra. E, tanti combattendo gli sfruttatori. Molti erano diventati famosi, propagandando cure per il mondo malato.

Poi, la natura aveva deciso da sola.

In pochi giorni, ore, minuti. Era cambiato tutto. Difficile da credere. Alcuni scienziati l’avevano detto e predetto. Ma erano altre parole. Nel mare delle accuse e delle contro-risposte.

Luisa. La “fortunata” era lì. In quell’accampamento. Insieme agli altri sopravvissuti. Priva delle sue cose. Delle sue abitudini. Dei suoi affetti.

Il suo lavoro era cambiato, rimanendo uguale.

Prima curava ragazzi ubriachi che finivano al pronto soccorso per noia o stupidità. Adesso giovani, feriti, mentre cercavano il cibo per la comunità.

La tenda era sempre piena. I letti affollati di malati. Le infermiere avevano sempre il suo nome sulla bocca. Erano pochi i medici con la sua preparazione.

Il suo uomo era rimasto dall’altra parte. Insieme a suo figlio.

Il lavoro era l’unico motivo per cui andava avanti.

Il “Brivido” si era preso tutto quello che aveva costruito nella sua vita. Tranne, quello. La sola cosa che le era rimasta.

Il suo aereo era partito pochi istanti prima. Aveva beccheggiato, sbandato, sussultato. Ma era rimasto in volo.

Le nuvole di ghiaccio e polvere avevano risucchiato la vita di quelli che erano rimasti indietro. Circa tre miliardi di morti. O, forse. Molti di più. Mancavano stime ufficiali.

Tutto, era scomparso, dalle case alle fabbriche. Un sussulto della natura. Una ruga si era formata nei ghiacci polari ed era scesa giù verso il mare. Aveva percorso in pochi istanti migliaia di chilometri. Tonnellate di acqua si erano vaporizzate e trasformate in ghiaccio frammisto a polvere e detriti. Venti impetuosi le avevano trasportate verso la civiltà. Distruggendo tutto quello che incontravano.

Il pianeta intero aveva tremato. Per quella ruga. Vulcani e faglie inattive erano tornate ad agitarsi.

Pochi istanti. Nessuno era veramente preparato a quell’evento. Solo alcuni erano riusciti a salire su degli aerei diretti a sud.

Dietro, un deserto di gelo e rovine. Il freddo, il ghiaccio avevano coagulato la polvere, il fumo degli incendi.

Erano bastati pochi giorni per trasformare tutto in una distesa di colore bianco sporco. Grigio.

Il cielo era tornato limpido. A due anni di distanza la situazione pareva stabilizzarsi. I terremoti erano cessati. Le “nuvole mortali” avevano smesso di flagellare le latitudini temperate.

Il clima desertico, di quel paese povero e ospitale, era cambiato leggermente. La ruga del Nord aveva raffreddato l’aria, la circolazione dei venti si era modificata, grandi nuvole tuonanti erano comparse e dissolte nel liberarsi del loro peso. La pioggia aveva portato beneficio alle pianure riarse dal sole e alla gente assetata, che adesso le abitava.

E, con l’acqua, era tornata molta vita, animale e vegetale, rimasta sepolta nel terreno asciutto. Cibo e nutrimento per migliaia di disperati.

Il “Brivido” aveva assolto il suo scopo. Lotte. Guerre di religione e di potere. Tutto era scomparso. Insieme a quello che danneggiava quel mondo, ora silenzioso. La paura aveva colmato gli animi. Le formiche avevano smesso di giocare ad essere Dio.

Il suo cuore era rimasto nella sua casa. Vicino al marito. Al figlio. Uno splendido ragazzo di dodici anni. I capelli scuri. Gli occhi marroni. Il volto affilato con le orecchie a sventola. Il carattere ribelle, ora solo un ricordo.

Realtà. Il pianto di una bambina. Sarah. Una sua paziente. La prima nata in quel luogo. La prima che riusciva a sopravvivere, grazie alla vita che era tornata nel deserto.

La natura imperturbabile, aveva dimostrato di sapersi difendere dalle formiche e, di prendersene cura.

Logo
4988 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (7 voti)
Esordiente
6
Scrittore
1
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large img 20190103 150448.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lisa M. ha votato il racconto

Scrittore
Large 20191005 225740.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Cellegato Guendalina ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor
Large large australia.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Paolo Fiorito ha votato il racconto

Scrittore
Large 1556961005612516394346.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

ANNA STASIA ha votato il racconto

Esordiente
Large default

di roberto squillante

Esordiente
Bellevilletypee logo typee typee
Bellevillemilano logo typee
Bellevilleonline logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee