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Non-fiction

Il buio all'improvviso

Pubblicato il 22/10/2021

Un curioso episodio, che ho vissuto in prima persona.

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Conobbi Maurizio a Milano,  l'estate del 78,  di passaggio in quella via, si fermò con una scusa ad osservare le  nostre moto e rimase attratto dalle discussioni in merito ai pistoni, bielle  ed elaborazioni.


 Il nostro comune ritrovo serale era ai margini di  una solitaria via nella profonda periferia Nord, si  discuteva costantemente  di  testate e di pignoni, e di tutto ciò che puzzasse di benzina, il collante della nostra compagnia era la passione per i motori ed anche il Maury sembrava  interessato all'argomento.


Dopo qualche minuto dalle rispettive presentazioni, nella frenesia di raccontarci alcune nostre vicende personali, ci ritrovammo col ridere così tanto che dovemmo sdraiarci dal dolore, ricordo ancora la sua espressione mentre ormai in ginocchio, tentava di aggiungere qualcosa al discorso, ma fu per dieci minuti del tutto inutile, ad un certo punto, con le lacrime agli occhi gli feci cenno di allontanarsi, perchè stavo veramente male, stavo morendo dal ridere.


Io e Maurizio diventammo amici per la pelle ed entrammo in simbiosi fin dal primo momento, questa reminescenza è talmente vivida che la ricordo come fosse ieri.


Parre estate 79


All'epoca avevo 17 anni e con la complicità della mia giovane e spensierata età, stavo trascorrendo la vacanza più bella, della mia vita.

In quel periodo, i miei genitori presero in affitto un bel quadrilocale a Clusone, al confine con Rovetta.

I miei amici della compagnia di Milano avevano altrettante case di villeggiatura, poco distanti, tra cui Rovetta, Zambla alta e Parre.


Malgrado la giovane età, eravamo liberi di scorrazzare tutto il giorno con i rispettivi motorini tra le strade di montagna, ed era un proprio piacere.


La zona di ritrovo quotidiana era Parre, dove il nostro amico Maurizio aveva una bella villetta a due piani con un bel giardino appena fuori dal paese.

A Parre c'era un ottimo ritrovo per noi giovani, ci vediamo domani al Camping si diceva, per consuetudine.


Il Camping non era un campeggio, bensì una struttura con campi da tennis, piscina, bar e piccola discoteca sempre aperta di sera.

La discomusic  era la colonna sonora della nostra adolescenza tant'è che tuttora quando mi capita di ascoltare  qualche brano alla radio, chiudendo gli occhi posso ancora apprezzare  il sapore dei ricordi  e di quei momenti indimenticabili e irrepetibili.


La sera, dopo cena, raggiunsi il Camping, per l'occasione mi sarei fermato a dormire da Maurizio, in quanto avremmo sicuramente fatto le ore piccole.


All'imbrunire, in attesa che il Maury approdasse al Camping, mi ritrovai al tavolo con due amiche comuni e con un ragazzo del posto, che avendo qualche anno in più era il proprietario di  una magnifica Citroen charleston, all'epoca l'unico amico automunito.


Con l'occasione, decidemmo di girovagare nei paesini vicini, per poi raggiungere un parchetto in prossimità del cimitero di Parre.


Tra una sigaretta e l'altra, seduti su due panchine attigue, qualcuno incominciò a raccontare di strane storie, rapimenti ufo, fantasmi e  di sedute spiritiche finite male.


Dopo circa un'ora di curiosi racconti si era unita a noi anche la paura ed ora, la sua presenza era tangibile.

Esaurite le fantasiose storie, i brividi della brezza montana si sposavano con i  tremori della latente suggestione ed il buio e sinistro clima circostante faceva da contorno, la sensazione era come, se da lì a poco sarebbe successo qualcosa.


Il tempo passa veloce quando si è in armonia, ma faceva freschino e le ragazze erano intirizzite, quindi per cavalleria, ci incamminammo verso la macchina e raggiunto il cimitero, mi fermai e ponendo le mani sul grande cancello secondario pronunciai le seguenti parole:

Ragazzi, vi immaginate se ora si spegnessero tutte le luci ?


Appena terminaia frase, le luci dei lampioni si spensero per davvero e ricordo ancora cosa provai


Ci ritrovammo in un attimo al buio in quella strada deserta e solo la luna poneva una fievole illuminazione di cortesia


Nessuno ebbe il tempo di pronunciare verbo, all'unisono scappammo via con una corsa che durò qualche minuto in direzione del paese


Raggiunta la piazza della chiesa, nessuno di noi aveva il fiato per proferire verbo, tutto era già stato detto nella fuga e nel totale silenzio si udivano solo i grilli e i nostri sbuffi


Dopo alcuni minuti, nell'incredulità più totale, qualcuno accennò qualcosa ma all'improvviso la campana ruppe il silenzio con un DON !  Era la una e mezza ed il campanile ce lo ricordò come una beffa


Le ragazze, sorprese dalla rottura improvvisa di quel silenzio ed ancora provate dall'accaduto, lanciarono un profondo urlo di  terrore! Qualcuno, poco dopo  accese la luce di casa e si affacciò alla finestra dicendo qualcosa in bergamasco stretto che nessuno capì.

Io per sdrammatizzare pronunciai all'indirizzo del curioso osservatore la parola " POTA " che in Bergamasco è un simpatico intercalare.


Io e Maurizio, ci guardammo in faccia e scoppiammo a ridere come non mai e come al solito, ci fu difficile smettere.





Ciao Maury, ovunque tu sia R.i.p.


















 






























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Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

dolcezza mista a malinconia, anche nella parte finale c'è molto mieleSegnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Bella gioventùSegnala il commento

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Enrico R. ha votato il racconto

Esordiente
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palu ha votato il racconto

Esordiente

Davvero piacevole, oltre che per la ventata nostalgica di certe esperienze condivise. La tua storia, pure senza creare un paragone diretto, evidenzia una diversità delle dinamiche relazionali dei giovani di oggi, e questo a mio avviso la rende anche più interessante. Grazie per la lettura e la fresca brezza della Val Seriana, PaoloSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Bello, curioso, divertente. Sono sicuro che il tuo amico adesso conosce le dinamiche segrete da cui nascono certi "scherzi". Complimenti!Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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di Anacleto

Esordiente
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