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Narrativa

Il camper

Di Annalisa Maitilasso - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 30/03/2021

Viaggio sotto il tavolo. Fuori i mostri.

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Il camper ha quattro posti letto di plastica gialla, due biciclette e un cucinino blu. C’è persino la doccia e una minuscola tazza del water. Ci abita dentro una famiglia di Playmobil che litiga in continuazione. La più bellicosa è la mamma che quando s’arrabbia brandisce una padellina con le uova disegnate. I bambini si accapigliano perché non riescono mai a decidere se andare al mare o in montagna. Tutti hanno avuto vite tumultuose che li hanno graffiati, mutilati o nel migliore dei casi separati dalle loro ciabattine di gomma.

Il camper comunque resiste, ha mille vite: è finito sott’acqua (ma poi è riemerso), è volato giù dalle scale ed è stato persino investito da un treno. Silvia ha solo 9 anni ma ha già speso più di 10.000 dollari del Monopoli per rimetterlo in sesto. E poi ha spinto la sorella Giada contro il muro a gran velocità: questo per darle un personale assaggio di come funzionano gli incidenti automobilistici. La risposta è stata un morso sull’avambraccio. A Giada mancano gli incisivi e i suoi morsi lasciano due piccole parentesi, come a dire: questo rimane tra me e te, non lo diciamo in giro. Silvia su questo punto è sempre d’accordo.

Un pomeriggio, dopo essere passata a prendere una Lol cotonata, Silvia parcheggia il camper sotto il tavolo. Una grotta è un ottimo posto per un week end in famiglia.

La mamma, quella grande, quella senza l’acconciatura rigida, sta cominciando ad agitarsi là fuori. Si sentono i talloni sul parquet, sembrano tuoni in lontananza. Fa così quando è nervosa. Silvia pensa che se avesse in mano una padellina, manovrerebbe quella invece di agitarsi a vuoto. Pensa anche che, in fondo, è meglio così. Poi cerca di concentrarsi sull’organizzazione di un barbecue sotterraneo. C’è sempre un barattolo di salsicce nei mobiletti del camper per i momenti di crisi.

- Questa casa è un bordello - si sente ululare da fuori – nessuno alza mai un dito, cazzo!

Cazzo cazzo cazzo…ripete il papà Playmobil che ha rovesciato il barattolo delle salsicce.

Nel frattempo, uno dei bambini si è chiuso nel bagno del camper. La mamma Playmobil comincia a dare spallate alla porticina per farlo venir fuori. Esci. Esci!!

Fuori la tormenta travolge tutto, sbatacchiando qua e là in un turbinio di gambe impazzite. Arriva un urlo: - Silvia, Giada, adesso venite qui e mettete a posto! Adesso!

È un uragano. Nel camper sono tutti terrorizzati, nessuno vuole uscire allo scoperto, men che meno la Lol che è il doppio dei Playmobil ma lo stesso non se la sente. Si limita a sorridere nervosa. Tutti sorridono nervosi.

- Esci da li sotto Silvia! Esci o ti faccio uscire a calci.

Silvia piange. Un rumore cavernoso le riempie la bocca. Viene fuori che sono parole: scusa scusa scusa mettiamo tutto a posto ti posso dare un abbraccio.

L’uragano indietreggia, si sgonfia.

- Accidenti a voi, non fate mai le cose senza prima farmi arrabbiare.

Dalla veranda del camper, la famiglia Playmobil si gode l’abbraccio. Eppure nessuno smette di tremare. 

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Cara Annalisa, il tuo racconto è stato commentato da Giacomo Raccis per la rubrica "Il critico che legge". Guarda il video su BellevilleNews.Segnala il commento

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Antonella Avolio ha votato il racconto

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Mariarosaria ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Il "punto di vista" è davvero quello di Silvia e Giada, e persino della famiglia Playmobil. Ottimo racconto con dettagli che detonato la cura nella stesura del testo: dalle ciabattine di gomma, al padellino con le uova; dai dollari del monopoli all'arco dentario sul braccio; il turbinio di parole e gambe.Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Il morso che lascia parentesi (tra te e me), sorprendente.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Sottoscrivo in toto il commento di Silvia. Però mi ha fatto anche sorridere. Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Grande soggetto e ottimo stile. Non ho sorriso per niente, mi hai comunicato un'angoscia profonda, ma proprio giù in fondo in fondo, che non se ne vuole andare. L'idea che una mamma possa far paura alle figlie mi riempie di orrore. Il ribaltamento delle proprie paure sugli oggetti di gioco, da parte delle bambine, è descritto con vera maestria. Ti faccio i miei complimenti, Annalisa, che non valgono niente ma sono sinceri.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

bello! toys storySegnala il commento

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Aniello ha votato il racconto

Esordiente

Molto bella l’immagine della famiglia giocattolo, e ancor più bello il tuo stile, I segni del morso a forma di parentesi tonda: mi ha fatto sorridere un sacco.Segnala il commento

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Annacod ha votato il racconto

Esordiente

Bella ambientazione e ben scritto.Segnala il commento

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Il puma del Sîambù ha votato il racconto

Esordiente
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Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

Ambientazione spettacolare e un contrasto fortissimo quello che si genera tra la staticità dei giocattoli e ciò che succede nel camper. La famiglia perfetta non esiste, perfino alla playmobilSegnala il commento

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di Annalisa Maitilasso

Scrittore
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