Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Noir

Il complementare del giallo

Di Dom
Pubblicato il 23/10/2018

Un bambino inizia a conoscere la pittura e il desiderio di vendetta.

17 Visualizzazioni
7 Voti

“A cosa ti serve il nero? Vuoi farci l’ombra?”

“Sì, ma pensavo di farla grigio scuro, quindi ci metto anche un po’ di bianco”

“Devo parlare con tua madre, il tuo maestro non mi sembra molto preparato”

“Ma… ho appena cominciato con le lezioni, non siamo ancora arrivati alla pratica. Non ho fatto niente”

“Hai detto al maestro che sei mio nipote?”

“Lo sa già, nonno. Lo sanno tutti. E tutti mi chiedono come mai vado al corso di pittura di qualcun altro, visto che prima di fare il milionario eri un pittore”.

L’uomo rise di gusto.

“Punto primo: non faccio il milionario, faccio l’imprenditore, solo che sono più bravo di altri a fare i milioni – ammiccò – Punto secondo: non ero un pittore, lo sono. Pittori si è per sempre. Punto terzo: io non insegno pittura, per questo vai da un altro. Ora, ti sto solo aiutando a fare i compiti”.

“Questo compito me lo hai dato tu!”

“Ed è un compito facilissimo. Dai, su. Fai l’ombra a questo benedetto girasole”

Eugenio guardò il nonno con aria smarrita, il pennello tra le dita indeciso sulla strada da prendere.

“Usa l’azzurro, il giallo e il colore complementare del giallo”.

E su azzurro e giallo ci siamo, pensò il bambino, pronto a muovere il pennello, certo della direzione da dargli. L’ultima indicazione, però, fece fermare le setole in aria.

“Cosa?” balbettò.

“Neanche la teoria” sospirò il nonno.

Eugenio provò per l’ennesima volta a spiegare che la sua esperienza con la pittura si limitava a qualche macchia sui fogli e sui muri di casa e alla lezione introduttiva del corso a cui l’aveva iscritto la mamma.

Aveva partecipato a diversi corsi, negli ultimi mesi: chitarra, pittura, yoga, nuoto, pallavolo, canto, karate. In preda a un’isteria protettiva che aveva cambiato il suo ruolo genitoriale in quello di psicologa dell’infanzia, la madre cercava di tenere impegnato il secondogenito, sei anni appena compiuti, per fargli superare la morte del padre. Nel modo più indolore possibile: riempiendogli il tempo, con la speranza di non lasciargli spazio per i pensieri.

 Di tutti quei corsi, avrebbero superato la prima lezione solo chitarra e pittura. E forse il karate. Così si era espresso il bimbo, esausto e terrorizzato dalla possibilità di veder crescere ancora quella lista potenzialmente infinita, dal momento che, come aveva detto la mamma, "ci sono tante cose da imparare nella vita".

“Violetto” concluse finalmente l’anziano, lasciandosi cadere con un sorriso sulla sdraio che gli aveva regalato la figlia, quella su cui era stampato un grosso ananas. A lui non era mai piaciuta, ma sul terrazzo stava bene, ricordava l’estate. E aveva un valore affettivo, senza dubbio.

Il piccolo principiante si mise all’opera, concentrato totalmente sulla tela.

“Nonno, lo sto facendo bene?” disse qualche secondo dopo. Il pittore si rimise lentamente in piedi sbruffando. Si sistemò gli occhiali sul naso e guardò con attenzione il lavoro del nipote, con una smorfia di insoddisfazione in bocca.

“Qui dovresti…” cominciò, ma fu interrotto dal campanello.

“Aspettami” disse, mentre si allontanava per andare ad aprire la porta.

Eugenio guardò sconsolato le pennellate ingenue, cercando di indovinare cosa aveva provocato quella smorfia sul viso del nonno. A lui, sembrava un buon lavoro. Decise di continuare con l’ombra: a compito terminato, gli avrebbe fatto capire che non c'era di che lamentarsi.

Quando ebbe finito, Eugenio si guardò intorno: era solo. Non gli piaceva quando lo lasciavano solo per tanto tempo. Aveva bisogno di sapere che c’era un adulto con lui per sentirsi tranquillo. Non riusciva neanche più a dormire in camera sua, ormai si era trasferito nel lettone di mamma.

Non sentiva passi, né voci. Sentiva soltanto il silenzio. Così tanto silenzio che aveva paura di chiamare il nonno. 

Prese coraggio ed entrò in casa, facendo attenzione a non provocare altri rumori oltre a quello che proveniva dal suo cuore. Attraversò il soggiorno e si avvicinò piano al corridoio che dava sull’entrata. Prima di guardare nella direzione della porta, dovette trattenere le lacrime. Aveva paura e sentiva i pantaloni bagnarsi senza poterci fare niente.

Si affacciò sul lungo corridoio in penombra.

Il corpo senza vita era a terra. Si avvicinò tremante, chiamando il nonno con voce flebile. Quando gli fu accanto, però, iniziò a urlare e piangere, sperando che qualcuno dei vicini arrivasse. Urlava e piangeva e, con le piccole dita insanguinate, lasciava pennellate rosse sul viso del nonno . A terra, sporco di lacrime, muco, sangue e urina, il piccolo Eugenio sentì lo stomaco che pompava rabbia, con una forza che ancora non conosceva, ma che aveva già sentito quando gli avevano ucciso il padre. Una forza che, qualche anno dopo, avrebbe chiamato col suo nome: vendetta.

Logo
4710 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (7 voti)
Esordiente
7
Scrittore
0
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
Large img 20180707 022440 217.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

scuttarigiulia ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Leda ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Large 20190214 152239.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

isa ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large default

gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
Large default

di Dom

Esordiente
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee