Martedì, 15 ottobre 2019

Sono stato a mangiare la pizza con tre vecchi amici con i quali ci vediamo ogni tanto. Aldo è avvocato in erba, Sergio giornalista in erba, Mario scrittore in erba. Non so come ma il discorso è caduto sugli oggetti che ciascuno di noi ritiene più cari. Aldo ha indicato la sua cartella in pelle nera: è la cosa che più ama. Sergio ha esaltato l'affetto che lo lega al suo tablet, non lo lascerebbe mai, e anche quando sarà uno strumento obsoleto, ha detto che lo terrà come un soprammobile nello studio di casa. Mario ha tirato fuori dalla tasca la sua vecchia Parker, una stilografica che lo segue ovunque e alla quale è affezionato più di ogni altra cosa. Quando è arrivato il mio turno non sapevo che dire, ed ero in imbarazzo più che altro perchè mentre loro sono in erba io sono sopra l'erba. Tutti e tre mi guardavano e aspettavano. E ho sparato:

" Io adoro il mio asse da stiro." 

E loro: " Mah, ci prendi in giro?" 

E siccome non volevo tornare indietro, ho imbastito un discorso prolisso e senza senso per lodarne la bellezza: le lunghe gambe sottili e incrociate, lo snodo che lo fa abbassare o sollevare, il panno morbido dove le camicie si distendono… e fesserie del genere. Per tutta la sera mi hanno guardato in modo strano come fossi un pensatore in erba mentre io viaggio sopra l'erba. Nel momento di salutarci, forse per fare gli spiritosi, mi hanno detto: " Presto veniamo a casa tua a vedere l'asse da stiro." Ho dovuto confessare che non ho un asse da stiro, e che quello che avevo tempo fa l'ho buttato via, seppure con dispiacere, perché non aveva le gambe incrociate, cosa che lo rende più sexy. Si sono allontanati lungo il viale e li sentivo ridacchiare perché Mario ripeteva…un'asse da stiro sexy…che dispiacere!…un'asse da stiro sexy che dispiacere! Ancora prima di prender sonno continuavo a ripetermi quanto sono fesso anche se sto sopra l'erba: avrei potuto dir loro di passare a casa e nel frattempo di correre a comprarmene uno che ha addirittura le gambe incrociate e snodate, cosa che lo rende ancora più sexy. Per rimediare lo farò subito ordinandolo da Amazon, che se paghi la spedizione non fai a tempo a uscire di casa che già il corriere è sotto casa per la consegna.


Mercoledì, 16 ottobre 2019

Ero tranquillo stamattina, a comprar frutta nel mercatino di quartiere. E chi ti incontro? Leonardo, il compagno di classe del liceo, sempre primo della classe, con tutti otto e nove. 

Mi prende a braccetto e subito mi dice: " Franco, abbiamo quasi trent'anni, dobbiamo guardarci dentro… Tu ti guardi dentro?" E io: " Boh!" 

"Medita su te stesso, Franco. Fallo. Prendi l'abitudine di fare un giorno di digiuno alla settimana e in quel giorno di meditare su te stesso." Gli ho risposto: " Ma, sei diventato un mistico? Un guru? Devi partire per l'India?" E lui: " No, no, ho fatto un corso di meditazione con un prete tibetano e ho imparato a guardarmi dentro." E io: " Vabbè, posso guardarmi dentro anche senza fare il corso." 

E lui: " E se scopri che la tua vita non ha un senso?" Sono rimasto basito e gli ho risposto: " E tu cosa hai scoperto dopo che ti sei guardato dentro." " Non lo so ancora, Franco. È un processo lungo che non finisce mai." Sono rientrato a casa carico di frutta e ho cominciato a guardarmi dentro, e nel mentre mangiavo la frutta. Tanto che l'ho finita tutta. E ho pensato: " È un po' troppo costoso guardarsi dentro un giorno alla settimana. E poi, io dentro di me non ci vedo niente. Sono estroverso… Ho tutto già fuori." Me ne sono andato a letto e sentivo su e giù il chilo di mele, il mezzo chilo di pere, le quattro banane, e i cinque kiwi mangiati quando ero intento a guardarmi dentro. Penso che lascerò perdere.


Giovedì, 17 ottobre 2019

I giorni scorsi la tenda del bagno si è leggermente strappata. Ci voleva un piccolo rammendo ma io non so farlo. Non volevo smontare la tenda per portarla in sartoria e allora ho chiesto alla signora cinese che fa piccoli lavori di cucito in un locale poco distante, di fare il rammendo a casa. Quando è venuta e ha visto la tenda ha detto: " Sì, è un lavoleto delicato che posso fale in mezz'ola." Prima di iniziare mi ha chiesto di bere e s'è bevuta quasi un litro d'acqua. Al termine lo strappo non c'era più. Un lavoro perfetto. Le ho dato venti euro. Prima di uscire mi ha chiesto di usare il bagno per fare pipì. Ho pensato a tutta l'acqua che s'era bevuta e le ho detto di accomodarsi. Si è chiusa in bagno e c'è rimasta venti minuti. Quando ne è uscita, vedendo la mia faccia perplessa, ha detto: " Mi deve scusale ma sono un po' stitica." Le ho risposto: " Ma non doveva fare pipì?" E lei: " Calo signole, in bagno si sa come inizia e non si sa come finisce." 

Se ricapita penso che mi converrà smontare la tenda e portargliela nel suo negozio, oppure attaccare sulla tazza del bagno l'adesivo "GUASTO".


Copia originale del Diario è conservata presso la Fondazione Famiglia Anna a Milano.

….............Una pagina del Diario esce ogni domenica…………..