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Storico

Il figlio degli eroi

Pubblicato il 29/12/2021

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"Lei non è come te, lo sai vero?"

"Certo che lo so, amore, mi dispiace. L'hai scelta col mio stesso nome. Non smetti di pensarmi".

"Ogni volta che la chiamo mi aspetto che arrivi tu, sfiorando i muri con le dita, come ti piaceva fare, ridendo, facendo sobbalzare i tuoi seni. Eri così, ridevi con tutto il corpo".

"Immagina, ora sarei vecchia, e quel corpo cadente, in disfacimento. Invece Mariamne..."

"L'unica Mariamne sei tu. Tutto quanto ho è frutto del tuo amore. La tua discendenza è pura, io invece... mi vogliono uccidere, amore. Dalla morte di mio padre... no, da prima, da quando ho sconfitto Ezechia. Devo guardarmi sempre le spalle. Ho tutto, eppure... a volte vorrei non essere andato a Roma per ottenere questo regno. Ma non esistono alternative. Ci siamo nati, Mariamne. Come i miei fratelli: vincere o morire. L'ho imparato sai? Persino i nostri figli tramano contro di me. E gli asmonei, tuo popolo, cercano di trovarmi in fallo, di mettermi contro i romani, dopo tutto quello che ho fatto".

"Se potessi essere ancora lì, consigliarti. Ma tu..."

"Potrai mai perdonarmi?"


La incontro negli angoli del palazzo. Esco da un'ambasceria e lei mi aspetta. Finiamo per fare l'amore, io vecchio, lei giovane. Mi trovano a terra, solo, bagnato di sesso.

Sono segni di cedimento. Sento già i miei avversari, come animali da preda, pronti ad azzannare. Distruggeranno quello che ho costruito. Ogni calice che mi viene passato è condanna a morte.

Bevo poco, da quando Malico ha tradito avvelenando mio padre.

Gli ebrei, che Hashem li danni, ci hanno sempre odiati. Ci vedono intrusi in terra giudea, noi, idumei o moabiti, il nostro sangue è ribrezzo della loro stirpe.

Perfino il mio nome greco, "Figlio d'eroi", è causa di dileggio. Con sorriso sarcastico li vedo sprofondare le mani nelle vesti. Celano stiletti aguzzi, pugnali, aghi intrisi di veleno. Quanti ne ho trovati in questi anni. Mandano bambini istruiti, con tra le dita sonagli e giochi puerili. Chi può contare i servi che ho perduto tra dolori indicibili per averli presi in braccio, commossi dalla loro innocenza!

Sono armi, i bambini, nelle mani dei fanatici.

I loro sguardi dolci, un miraggio nel deserto.

Figli immersi nell'odio, che crescono per vendicare padri inetti. Non hanno capito la verità. Presto il mio regno sarà tutto "Roma". Sono io l'ultimo baluardo della loro libertà. Si fidano del loro Dio. Invano. Adattarsi al nuovo padrone, mutare la pelle come serpenti per continuare a crescere. Ah, che illusione l'intransigenza che li condanna! Come avrei potuto restaurare il tempio senza venire a patti? Senza costruire città, teatri e ippodromi ai nostri padroni? Ma i fondamentalisti sono tamburi nella notte, ripetono sempre la stessa ritmica di disprezzo. Chi mi renderà giustizia?


"I nostri figli. Ora sono con me, ma non vogliono che tu li veda. Non parlano. Mi guardano con gli occhi imploranti di chi cerca invano l'aria. Ancora non hanno inteso che il respiro non serve più".

"Ho dovuto... il processo. Anche i messi imperiali hanno approvato. I tuoi figli, Mariamne, volevano prendere il potere, il mio potere. La forza di Roma ci avrebbe schiacciato, tolto pure i fantocci della nostra libertà. Ho dovuto agire, amore. Anche mia sorella non ha visto altra soluzione".

"Guardati dai parenti che insinuano parole velenose. Di solito non si fermano a quelle".

"Sei fredda, lucida... mi spaventi".

"È di te che devi temere. Non sono che l'immagine della tua angoscia. L'ora della vendetta si avvicina".


"Oggi è passata un'ambasceria, amore. Alcuni viaggiatori ornati di pietre preziose provenienti da terre remote, oltre il regno dei Parti. Fin laggiù è giunta la cospirazione dei miei nemici.

'Abbiamo notizia di un grande condottiero, che verrà da queste terre'. Così hanno detto.

Il mio primogenito, Antipatro, gongolava con la collana d'oro che gli hanno dato in dono. Solo perché è l'erede designato. Lo sciocco non ha capito che non parlavano di lui.

Ricordi mio zio e il mio amato fratello Fasaele che i Parti hanno ucciso, quando ancora non ero re e noi eravamo solo fidanzati? Non trovi che sia stato ironico che allo zio Icarno abbiano mozzato le orecchie, quasi sapessero di doverlo punire per non avermi ascoltato? Rivedo in Antipatro la stessa ingenuità senza speranza."

"Vive senza coscienza dell'aberrazione cui conduce l'invidia, caro. Tu solo la conosci."

"L'invidia è un pozzo stretto di cui è impossibile percepire il fondo. Chi vi cade vittima è destinato a soffocare tra le sue mura. Ora sono le trame e le sedizioni dei sacerdoti a strozzarmi. Aizzano il popolo con il vessillo di un re dei poveri, un re di sangue ebraico. Ho agito d'anticipo, Mariamne. Lo stesso dolore che ci toglie il sonno e rode le viscere si riverserà sul loro fanatismo. I nostri figli come i loro figli, senza differenza.

Capiranno, dal sangue dei colli tagliati, che siamo fatti della stessa carne?"


"Mariamne, Mariamne dove sei?"


È scomparso, il fantasma, da qualche giorno. Mi trascino per il palazzo cercandola e chiamandola in ogni anfratto. Gli schiavi mi regalano sguardi colmi di sarcasmo. Anche lei mi ha lasciato solo. Come tutti, da sempre.

Vivo nell'angoscia del tempo che scade. La malattia mi lascia pochi tratti di lucidità. Ma sono bastati per schivare il veleno di Peroras. Pensava di farsi gioco di me, segnando il calice. Io, senza che se ne avvedesse, ho mescolato il contenuto dei bicchieri. Mi sono beato a vederlo contorcersi con la bava alla bocca, i denti digrignati, le mani, le braccia e il collo contratti nello spasmo. È l'unico sollievo al tradimento, la vendetta.

Getterò il suo cadavere con quello di mio figlio Antipatro che insieme a lui ha cospirato. Bastava attendessero pochi giorni, mancava così poco. Hanno scelto di essere certi. La morte, la propria, è l'unica certezza. Ora l'avranno capito.

Desideravo l'amore, il tuo amore Mariamne, e quello del tuo popolo. Speravo di dare gioia. Ma non c'è che sangue e odio. Nessuno piange per me. Non avrei voluto Mariamne, farti uccidere. Ti amavo! Perché mi hai tradito? Ora più che mai mancano le tue carezze che mi hanno reso uomo e le tue lacrime con cui ascoltavi i miei dolori. A volte vorrei che mia sorella e mia madre non mi avessero detto nulla. Aver continuato a vivere con te a fianco convinto che tu, sola, fossi dalla mia parte. Perché hai tramato contro di me mentre ero lontano a Rodi? Non hai capito che per amore ho dato l'ordine di ucciderti se Ottaviano mi avesse condannato? Uniti, anche nella morte, Mariamne. Ma ora tutto è passato. Quando saremo insieme di nuovo mi perdonerai e io ti abbraccerò e finalmente avrò pace.


"Salomè"

"Dimmi, amato fratello"

"Ho dato ordine di chiudere nell'ippodromo qualche centinaio di Giudei."

"Tuo figlio Filippo mi ha detto. Ma non mi sono chiare le tue intenzioni."

"Quando sarò morto darai ordine che vengano uccisi. Ho bisogno che qualcuno pianga, almeno un'ultima volta. Un pianto che sia insieme per me e per loro. Non voglio essere solo nel momento della morte."


La cancrena cammina veloce. Sale dallo scroto su per l'inguine. Ora che la tocco, la fine, pur tra indicibili tormenti, mi chiedo perché la temessi tanto. Non può essere peggio del dolore che mi hanno inflitto i figli del mio seme. Finalmente vedo il fondo del pozzo e non vedo l'ora ti raggiungerlo.


"Mariamne, Mariamne dove sei? Dove sono?"


"Il re è morto. Comunico ai soldati di procedere all'esecuzione dei giudei?"

"No, Filippo. Faremo loro grazia. Non è bene inimicarsi gli ebrei. Quello sciocco di mio fratello, non ha capito l'essenziale. Impara: il vero potere si esercita nell'ombra. Era così facile manovrarlo, sospettoso com'era. Soprattutto da quando l'ho convinto ad ammazzare Mariamne, l'unica che lo amava davvero. Cosa ci trovasse in lui rimarrà un mistero. Lei morta, tutto è stato facile. Un uomo senza una donna è un bambino senza madre. Lo porti dove vuoi. Erode, come eri buffo. Per un buffone non vale la pena di spargere lacrime. 'Figlio di eroi'... quante risate! Vieni Filippo, bevi e ridi con me!"

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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Le Memorie di GraoGraman. Ieri come oggi. Molto bello. Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

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Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Arrivo tardi. Molto bello Enrico, apprezzo molto il tuo impegno, e i soggetti che scegli e ci proponi. Ci vuole molto coraggio, e qualità per veivolarli al lettore in questo modoSegnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Ancora una volta dimostri di essere a tuo agio in un genere impegnativo come questo, in cui è necessario attenersi alla storia, almeno a grandi linee. Lo trovo ben confezionato, forse, come dice Kirk, qualche dialogo non proprio adatto al periodo storico.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Nandro77 ha votato il racconto

Esordiente

Le immagini di questo racconto sono spaventose ed improntate all'odio più inutile da parte di coloro che hanno perso la gioia nei loro cuori affacciandosi sull'abisso della follia. E' giusto e bello che scrittori come te abbiano la volontà di sfidare la verità vista dagli occhi degli ingiusti. Segnala il commento

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FilippoDiLella ha votato il racconto

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Racconto ben scritto, costruzione interessante. Complimenti.Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

i tuoi racconti di questo genere sono sempre dei bei regali, perché sono ben scritti, perché sono intensi, perché ti mettono voglia di approfondire ma anche se non lo fai sono racconti conclusi che fanno parlare i sentimenti. ci ho sentito qualcosa che si avvicina al teatro.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente

Mi piacciono tantissimo i racconti storici e tu scrivi bene . Detto questo secondo me i dialoghi, le espressioni utilizzate non c'entrano niente con il periodo a partire da ' Certo che lo so, amore mi dispiace' . Non penso proprio che sia un linguaggio del tempo. E' nostro, di una galassia lontana lontana... Solo un parere ovviamente.Segnala il commento

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Maurizio Ferriteno ha votato il racconto

Scrittore
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Cinzia m. ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Due cose mi hanno colpito del racconto: il mostrare l'altra faccia del potere (solitudine, terrore, odio, disprezzo e così via) e le sue costanti (vendetta, tradimento, delazione, abusi, soprusi, e così via). Ci sono fatti che si ripetono da sempre (il fanatismo, i "bambini istruiti", i "servi" sacrificati) che sono frutto dell'incapacità umana di progredire sul piano materiale e mentale allo stesso tempo. Molto bello anche il titolo scelto: suona carico dell'ironia necessaria a raccontare la storia dell'umanità.Segnala il commento

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Raffaele 57 ha votato il racconto

Esordiente

bene il tuo racconto, purtroppo il sottoscritto i racconti non possono superare le 5000 battute, e questo mi dà parecchio fastidioSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Anch’io sono andata a rivedermi quella parte di storia, il che è solo un bene. Certo che appassiona, non c’è che dire. Ma il fatto che tu stimoli un approfondimento è solo un aspetto marginale. Questo testo è bello, ben scritto ed emozionante. Secondo me, nonostante si tratti indubbiamente di narrativa, potrebbe risuonare bene anche in un anfiteatro. Bravo Enrico, mi è piaciuto davvero tanto.Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Colto e raffinatoSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Prima di immergermi nella lettura ho abbozzato un ordine di parentela e collocato nel tempo gli eventi, da quel momento mi sono sentito una mosca appoggiata alle vesti dei personaggi... riesci a far percepire l'odore della pochezza umana, il sudore del tradimento, il battito dell'amore, la pulsione del desiderio... Non sono certo un intenditore, ma credo che su questo argomento potresti ri-scrivere la saga che porterebbe una luce nuova su una terra (poco) conosciuta. Complimenti Graograman!Segnala il commento

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Imago ha votato il racconto

Esordiente
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di Graograman

Scrittore
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