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Narrativa

Il giorno prima dell'ultimo

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 12/11/2020

Un titolo quasi surreale, un breve testo che ci mostra una protagonista che, sebbene vecchia, mette al centro la vita e il diritto di vivere fino in fondo senza pressioni, o condizionamenti o peggio paure.

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C’è stato un tempo in cui i vecchi non erano solo pazienti, ma persone che ci tenevano a avere il controllo della propria vita fino all’ultimo giorno. La signora Maria è molto vecchia, ma ancora lucida e non ha il Covid e ha chiesto all’infermiera, venuta per l’ennesima puntura:

"Per caso il giorno prima dell'ultimo è già arrivato? Per favore, mi avverta, quel giorno vorrei viverlo a modo mio".

A nessuno è dato sapere quando verrà e come sarà il giorno prima dell'ultimo. Certamente se ciascuno di noi fosse avvertito farebbe in modo da viverlo nel modo migliore possibile.

Maria ha oltrepassato i novanta e, da giorni, se lo chiede.

E’ sempre stata una donna precisa, anzi perfezionista, tanto da non lasciare nulla al caso. Ogni mattina si prepara a vivere la giornata con cura, come se fosse l'ultima della sua lunga vita. Vuole avere un cenno, un segnale da chi le sta vicino, per non disperdere le ultime energie rimastele. Da tempo sta molto attenta anche al più piccolo cambiamento sia interno al suo animo, che esterno a lei, non vuole che quel giorno scivoli via senza accorgersene. Se ne ha sentore riuscirebbe a trattenerlo, come si fa quando si trattiene il respiro per l'emozione. Non vuol perdere la vista dell’alba che sale nel cielo, né allontanare i raggi di mezzogiorno e neanche evitare la brezza del tramonto. Quel giorno solo leggerezza e bei ricordi dai colori dei fiori del giardino che si spandono oltre la grande vetrata del salotto, mentre, in lontananza, maestosi cipressi si stagliano sotto la luce abbagliante del sole.

Un incanto la vecchia casa sulla collina, lontana dal paese, così diversa dalla casa di riposo per anziani, vicino all'ospedale, dove la figlia l’ ha relegata da cinque anni, per sentirsi, lei, più sicura.

I suoi deboli occhi costretti a vedere solo il bianco dei muri e il nero degli abiti degli inservienti.

Il battito del cuore, ancora vivo sotto il pigiama e la vestaglia pesante, indumenti uguali a se stessi per ogni stagione. Quel giorno né occhi lucidi, né smorfie di tristezza sui volti di chi entra e chi esce dalla sua camera. La vita, ancora accanto, in primo piano.

Nella mente soltanto i sorrisi dei piccoli figli, seguiti a distanza dalle risate dei nipotini, travestiti con buffi costumi per le feste di carnevale. Divertita, felice e stordita dagli applausi per il suo compleanno,  potrebbe apparire pazza e bizzarra tanto da richiamare l’infermiera pronta a darle l'ennesimo tranquillante perché si acquieti. L’ultimo giorno ancora in sospeso.

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Ino3083 ha votato il racconto

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Idea originale. ComplimentiSegnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

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Bel soggetto, bel punto di vista.Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

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Al di là di ogni cosa, mi ha trasmesso serenità. Segnala il commento

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Signor Fabiani ha votato il racconto

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Hai uno stile dispendioso (laddove l'economicità dello stile è un oggettivo valore aggiunto). "La signora Maria è molto vecchia". Non serve il "molto" (la dichiari dopo l'età). "E’ sempre stata una donna precisa, anzi perfezionista". Perché dire una cosa, e poi auto-correggersi? Io direi: "E’ sempre stata una donna perfezionista". Più veloce, più immediato, passa meglio il messaggio. "Da tempo sta molto attenta ...". Pontiggia osservava che dire "molto felice" sminuisce la sensazione di felicità, anziché accrescerla, perché introduce delle gradazioni in uno stato d'animo di per sé totalizzante. C'è da chiedersi se lo stesso non valga per quel "molto" affibiato ad "attenta". E tutto il racconto procede così, con questo sperpero di parole, che lo penalizza. Il soggetto, però, ha una sua originalità. Tutti si concentrano, di regola, sul giorno della morte. Tu, invece, hai appuntato l'attenzione sul giorno prima. Simpatica come idea. Se poi fosse declinata con la logica del "mostrato", ne potrebbe uscire una cosa davvero graziosa.Segnala il commento

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