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Horror

IL LABIRINTO

Pubblicato il 31/07/2019

Ti guardo vagare nel buio del labirinto brutto schifoso umano di merda raggi infrarossi è così che facevi anche tu ti sei divertito vero quante volte eri qui al posto mio a guardarmi a scrutarmi al buio raggi infrarossi a prendere appunti a ridere godere e pensare a conferenze premi Nobel...

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Ti guardo vagare nel buio del labirinto brutto schifoso umano di merda raggi infrarossi è così che facevi anche tu ti sei divertito vero quante volte eri qui al posto mio a guardarmi a scrutarmi al buio raggi infrarossi a prendere appunti a ridere godere e pensare a conferenze premi Nobel nel culo ora che sei lì nella merda la piscia la bile i Nobel,!,??,,,,.,,,!


Buio. Corridoio buio. Vicolo. Vicolo buio. Labirinto nero. Pareti. Pareti, non toccarle. Pareti bollenti, incandescenti o di ghiaccio, talmente fredde da rimanerci appiccicato, da lasciarci la pelle attaccata, impronte digitali comprese. Camminare piano, braccia tese, in avanti, piano, da poter sentire il calore o il gelo prima ancora di toccare. Le mani sudate. Se tocco il gelo, il sudore ghiaccia, la mano si attacca, se tocco il caldo, il sudore evapora, la pelle brucia. Camminare piano, sentire il respiro, affannoso, interrotto dalle grida di chi tocca, urta, inciampa o scivola contro le pareti. Non sono solo. Le grida, degli altri, non le sopporto. Non gridate, vi prego! A volte il respiro affannoso di qualcuno dietro di me e allora mi fermo, cerco di capire, di intuire, la direzione, l’intenzione. Paura che mi venga addosso, che mi spinga contro una parete, o che semplicemente mi ammazzi per divorarmi, pezzo per pezzo. Sto fermo, blocco il respiro e spero, spero che passi senza toccarmi, senza sentirmi. Conto i suoi passi, ascolto il suo respiro che si allontana fino al silenzio o fino al prossimo urlo e poi riparto, gli occhi spalancati su un buio totale, attento a non toccare, a non inciampare nel corpo di qualcuno, pupille dilatate sul nero più profondo. All’improvviso luce, luce forte, abbagliante. Mani davanti gli occhi che si chiudono, il dolore dell’iride che si contrae. Li riapro, piano piano, so già che mi aspetta. Vedo l’immagine sfuocata, in mezzo la stanza. Ci sono dei rilevatori di movimento all’ingresso delle stanze. Tu passi e le luci si accendono, ti accecano, ferendoti fin dentro il cervello. Ci si impiega un po’ a mettere a fuoco, poi li vedi, i fiori del male, le piante carnivore, le bocche della verità. Sono le donne, a volte solo ciò che ne resta. Una per stanza, legate, incatenate a strutture di ferro, di legno, la pancia all’aria, le gambe spalancate. A volte sono intatte, spesso sventrate, divorate, ridotte a stracci di carne e ossa. Hanno messo delle trappole in mezzo alle loro gambe. Piccole ghigliottine, tagliole, semplici trappole a molla, come quelle per i topi. A volte, vicino ai corpi sventrati, il mozzicone di un pene annegato nel sangue rappreso. Dicono che alcune sono vergini, che in alcune le trappole non ci sono. Per questo ci provano sempre, le violano con fame, con rabbia, e la trappola scatta, taglia, maciulla, schiaccia. E altre urla. È come mettere la mano nella bocca della verità, sfiorare una pianta chiedendosi se è carnivora. Quando la risposta arriva è già troppo tardi. Tolgo la mano dagli occhi, l’immagine è ormai a fuoco. Il fiore è intatto. La prima cosa che guardo è il ventre. Si muove, respira, è viva. Non le dico niente. Loro non possono parlare, non possono rispondere, nemmeno con la testa. Telecamere ovunque, sensori sul corpo nudo. Scariche elettriche su polsi, caviglie, testa, pronte a colpire. Dicono che alcune non hanno trappole così possono venire ingravidate. C’è bisogno di bambini e bambine da crescere, da gettare, una volta diventati adulti, nel labirinto, se no poi il gioco finisce. Le sfioro le gambe, la mano trema. Lei apre gli occhi. Mi guarda, ne leggo la paura. Sono nudo. Tutti siamo nudi. Ci hanno spogliati, spogliati di tutto. Sento il mio respiro, sento il suo respiro. Non ti farò del male, non temere. Una telecamera si sposta su di me. Segaioli, cosa volete? Non sopportate l’attesa? Eppure dovrebbe farvi crescere l’eccitazione, no? Un’ultima carezza, la coscia che si tende. Non sei tu la donna che cerco. Nei suoi occhi improvviso il terrore. Una mano mi afferra alle spalle, mi scaraventa a terra e l’ombra è già sulla donna. Un urlo bastardo. Sangue per terra, sangue sulle gambe. Scariche elettriche, il corpo contorto e l’odore, carne bruciata, un mozzicone per terra. Merda, merda, merda. Esco, il buio, le lacrime. Il buio. Era da solo, un cane sciolto. In molti girano in gruppo. Al centro c’è il capo branco, davanti i deboli, i sacrificabili. Se urtano una parete c’è qualcuno pronto a sostituirli. Quando arrivano in una stanza tocca a uno di loro a provare la penetrazione. Se la donna è vergine, vengono uccisi per aver tolto il privilegio al capo. Se c’è la trappola, una volta scattata, il capo branco può finire il lavoro senza pericoli. Quello che resta lo lascia agli altri, che si divertano anche loro, cibarsi, scannarsi. Poi riprendono il cammino, fino alla prossima stanza. E io sono qui, al buio. Urla in lontananza. Vorrei sedermi, appoggiare la schiena a una parete, fermarmi. Mi lascio cadere a terra, mi raggomitolo, abbraccio le ginocchia, feto immerso in un liquido amniotico di bile, feci e urina. Respiro, respiro, respiro. Ho freddo. Qualcosa nel buio si sta muovendo. Le pareti del labirinto. Il labirinto si muove, si sta rigenerando. Lo so, perché l’algoritmo che lo muove è una mia invenzione, il labirinto è una mia invenzione. Creare uno spazio infinito in uno spazio limitato. Il labirinto non è mai uguale a se stesso. Nessun possibile punto di riferimento. Dove prima c’era una stanza ora c’è un vicolo cieco. Gli attori cambiano, i brandelli di donna sostituiti da carne integra, le femmine gravide ritirate per farle procreare, e noi uomini, nudi, sporchi di sangue e di sperma, sempre gli stessi, fino alla morte. Come è potuto accadere? Le cavie!


Ti guardo vagare nel buio del labirinto brutto schifoso umano di merda raggi infrarossi è così che facevi anche tu ti sei divertito vero quante volte eri qui al posto mio a guardarmi a scrutarmi al buio raggi infrarossi a prendere appunti a ridere godere e pensare a conferenze premi Nobel nel culo ora che sei li nella merda la piscia la bile i Nobel,!,??,,,,.,,,!

Iniezioni operazioni cibo modificato geni modificati DNA bombardamenti atomici radiazioni cellule staminali e poi scariche elettriche freddo caldo il labirinto,,,,,,,,,,,.

Ti sei divertito vero ti sei incuriosito eccitato gasato caricato hai pensato che figo guarda le bestie e poi ci hai fatto crescere ingrandire ingigantire che un sorcio minuscolo non può competere non può reggere non può essere uomo che è un problema di massa specifica proporzioni percentuali che tutto è più facile con un sorcio grande e grosso come te e vediamo come reagisce antibiotici vaccini e scariche elettriche e freddo caldo il labirinto cellule staminali ora che siamo grossi uguale,?,,,:”!!”,,,,.,,,,,,,,.

E poi l’errore cellule staminali umane arrivate al cervelle e ora che siamo grossi uguale grosso anche il cervello che bello vediamo che dice che pensa e mi hai monitorato letto studiato le onde celebrali e c’è stato l’imprevisto che mentre tu leggevi le mie io leggevo le tue e ho imparato tutto ho imparato tutto assorbito capito compreso tutto tutto tranne come si usa la punteggiatura sta cazzo di punteggiatura merda come si usa:”,,!??”,,,,,,,,,,,’,!?

E ora che siamo più forti che nessuna malattia ora che controlliamo l’istinto ora ora tocca a noi divertirci guardarvi studiarvi eccitarci masturbarci,,,,,,,,.

Uomini che scopano che pisciano che cagano uomini che mangiano si mangiano uomini e donne uomini o bestie nel labirinto in uno cento mille labirinti,,,,!?,,,.

Che fai piangi hai freddo lo sai che sei il mio preferito come lo ero io per te il maschio Alfa ora sei tu il mio maschio Alfa???,..!

So tutto di te i tuoi gusti i tuoi sogni so cosa cerchi so che cerchi qualcuno e so dov’è che vuoi arrivare se vuoi ti ci posso portare quasi quasi cambio quasi quasi premo il pulsante il labirinto si muove e trasforma che figo ti ci porto alla donna che cerchi sarò lì ad aspettarti Nel culo il Nobel,,.,,,,,,!,.,!


Il labirinto. Questo non è il mio algoritmo. L’hanno modificato. Le pareti, non così fredde, non così calde. Stanno cercando di guidarmi. Mi guidano. Corridoio lungo, poche svolte, niente vicoli ciechi. Una trappola? Non sento urla. Mi hanno isolato. È una trappola, è una trappola, è una trappola. Il nero non così nero, una luce, lontana, una stanza. I gemiti, la voce, la riconosco, la voce, la sua voce.

Corro, respiro, respiro, corro, il respiro, cresce, copre, i gemiti, ma i gemiti, crescono, coprono, il respiro. La luce, la stanza, entro. Le gambe, nude, il tatuaggio, sulla caviglia, lo riconosco, le braccia, le sue, non vedo, altro. Un’ombra, schifosa, sopra, di lei, il pelo, grigio, la coda, lunga. L’ombra, si muove, su e giù, avanti e indietro, sopra, il suo corpo, la copre, si gira. Sorride.


Hey amico sei arrivato finalmente la senti le piace che dici nascerà bestia o umano,!!?!,?

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Anonimo ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Bello.Segnala il commento

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SteCo15 ha votato il racconto

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Che ansia...ma condivido il fastidio verso vivisezione e ricerca su cavie: con che diritto?Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Bello perché ha anche uno spessore simbolicoSegnala il commento

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Danilo ha votato il racconto

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Ben scrittoSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Grande stile, ma i dettagli truculenti hanno il sopravventoSegnala il commento

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Rosnikant ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

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Ammetto. Non amo il genere. Ma scritto secondo me davvero bene.Segnala il commento

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Gulli ha votato il racconto

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ANNA STASIA ha votato il racconto

Esordiente

Secondo me è fantastico! Bravo! Segnala il commento

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Iael ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Delirante e concreto, al contento; ma troppo crudo, e patologico secondo me. È un elenco di orrori e devianze. Manca lo spessore simbolico.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore

Una giostra oscura... Forse un po' troppo caoticoSegnala il commento

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di Dalcapa

Scrittore