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Non-fiction

Il lettore ha sempre ragione

Pubblicato il 07/01/2022

Sempre.

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10 Voti

https://www.typee.it/stories/giochiamo-indovina-chi-f959db45-e624-4281-8aed-e5c0a62c1a48


Davide Marchese ha letto il testo parola per parola, com’è inevitabile, ma lo ha percepito come un monolite. Ha capito – correttamente, ma in modo macroscopico – che si parla di un morto portato al cospetto di Dio, e ha compiuto un’inferenza veloce: cos’è quella cosa che sopravvive alla morte e viene condotta davanti a Dio? L’anima. Verrebbe da dire: ma da quando l’anima ha un manico, un bordo e oscilla? Non importa. Davide ha ragione.

Roberta ha pensato a una scopa – e ci sta pure: il manico della scopa – anche perché… era il giorno dell’epifania! Può far sorridere, ma la cosa è seria: non sappiamo mai quali circuiti si avviano nella testa del lettore, quando le parole nel testo incrociano contingenze casuali. Però, di nuovo, la scopa non ha bordi in senso proprio, e poi come farebbe a oscillare? Non importa. Roberta ha ragione.

Graograman è il lettore che tutti gli scrittori vorrebbero. Quello che legge parola per parola, che rimane concentrato sul testo, senza lasciarsi distrarre da altro, e così partecipa al testo proprio come desidera lo scrittore. Il Personaggio non-standard è effettivamente un secchio, un secchiello per la precisione, e ovviamente – e a più forte ragione – Graograman ha ragione, altroché se ha ragione.


Dopodiché son venute fuori delle cosette interessanti.


Graograman dice che “il dialogo col gabbiano è discutibile, tirato (mi legge i pensieri...)”.

Si, ha ragione. Ma poniamo che il Personaggio, anziché pensare “Mio Dio! Che succede?”, lo dica ad alta voce, e che pure il Gabbiano gli risponda ad alta voce. Poniamo cioè che i due entrino in comunicazione con delle ordinarie battute di dialogo e non con un (tirato) flusso di pensieri. D’accordo. Ma si crea un problema. Il gabbiano, per parlare, deve aprire e muovere il becco, ma se apre e muove il becco, il secchiello rischia di cadere – riuscite a visualizzare, si? Il gabbiano è in volo, stringe il secchiello nel becco; se lo apre per parlare, il secchiello rischia di cadere – e questo non deve succedere. I due sono perciò obbligati a dialogare attraverso i pensieri. D’altra parte, il secchiello è morto, quindi non può più parlare, in senso fisico, può solo pensare, e si presume che la comunicazione con un angelo viaggi appunto sui pensieri, non sulla vocalità.


Sicuramente, però, esiste un problema di worldbuilding, come avviene in tutte le ambientazioni non-standard. Perché un secchiello chiama angeli i gabbiani e Dio il mare? Possibile che un gabbiano sollevi un secchiello, pur piccolo che sia, con così tanta facilità? Tutto giusto. C’è da ragionarci, anche se l’idea generale forse è chiara.


Siamo in un mondo fantastico, popolato da secchielli senzienti (l’equivalente degli esseri umani); i gabbiani giocano il ruolo degli angeli, e, se ci pensate, noi umani non sappiamo cosa siano e come siano fatti gli angeli (tra gli umani e gli angeli c’è la stessa distanza che può esserci, appunto, tra un secchiello e un gabbiano); ce ne siamo costruita una immagine iper-semplicata – che ricalca le nostre sembianze, solo con le ali – ma il giorno che ne dovessimo incontrare uno, difficilmente lo riconosceremmo, perché con ogni probabilità non avrà nulla di ciò che immaginiamo, proprio come accade al nostro secchiello (e forse, chissà, gli angeli tra loro non si chiamano neppure angeli, ma in altro modo; della serie: io sono un gabbiano, se poi mi vuoi chiamare angelo, fa pure, ma io sono un gabbiano).


In tutto questo, però, c’è una cosa che – senza nessuna modestia – mi ha dato parecchia soddisfazione.

Io non ho mai detto che il Personaggio era un secchiello, ma un lettore su tre lo ha capito, e se questa proporzione si mantenesse anche su numeri più grandi – 33 su 100, 333 su 1000, e così via – sarebbe già un bel successo.

C’è di più. Quel lettore – da solo, senza che io dicessi nulla – ha capito che il secchiello “chiama il mare Dio perché lo riempie di acqua”. Ecco, vedete, è da questo genere di commenti che proviene la vera, autentica gratificazione nello scrivere, e non da complimenti mielosi e generici. La soddisfazione viene dall’aver fatto passare il sotto-testo.


Io non so cosa abbia capito esattamente Graograman, non so dire cioè se immagina un secchiello pieno d’acqua (di mare) che viene condotto dal gabbiano davanti al mare (e la situazione in effetti è proprio questa) o se invece immagina un secchiello vuoto che viene condotto al mare per essere riempito (cosa che non è) o qualcos’altro ancora. Ma non importa, perché sarà il testo a chiarirlo nel seguito. Conta solo che – pronti, su, via – gli è scattata l’intuizione: il secchiello chiama Dio il mare, perché il mare riempie d’acqua i secchielli.


Provate a scrivere così, cercando di far scattare questi trigger nella testa del lettore. Sarà più divertente sia per voi, scrittori, che per loro, i lettori.

E grazie per aver partecipato.

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Alessandro Massa ha votato il racconto

Esordiente

La prima cosa che mi ha attratto alla scrittura è stato notare questo passaggio da scrittore a testo a lettore e quel "qualcosa" che esiste tra le parti. Ottimi spunti. Il film/libro "Annihilation" offre un esempio penso interessante di personaggio non-standard: l'alieno, mostro, mutante è "come un tumore", cresce, assimila, cambia – senza però avere *l'intenzionalità* umana. Oggi forse diremmo, "come un virus". È natura statica, come lo è una montagna, ma è più antagonista di quanto lo sia la montagna, più animale, e scopro scrivendo questo commento quanto sia difficile evitare mettere tutto ciò è umano in tutto ciò che non lo è. Affascinante. Grazie Segnala il commento

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Raffaele 57 ha votato il racconto

Esordiente

Viviamo un periodo difficile, fra restrizioni, obblighi vaccinali, tamponi, terze dosi ,chiusure e censure e qui si continua a raccontare storie come se vivessimo ancora nel secolo scorso Segnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente
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Imago ha votato il racconto

Esordiente
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Roberta ha votato il racconto

Scrittore
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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Mi fa piacere aver colto cosa avevi in mente. Per dire la verità immaginavo un secchio vuoto rotto che viene preso e gettato da un gabbiano in mare insieme ad altra plastica. Questo perché è morto e perché l'immagine delle maree di plastica dà un senso di morte e il secchio appunto è morto. Detto questo, l'immagine era troppo vaga, troppi pochi indizi e difficilmente comprensibili, ho dovuto usare intuizione non comprensione del testo, risolvere un indovinello non leggere una storia dalla parte del secchio. Avessi scritto io avrei lasciato il gabbiano fare quello che deve e seguito le sensazioni del secchio, quello che vede. Ma qui siamo sul gusto e sul verosimile. Un livello di verosimiglianza che si applica anche all'impossibile. Buon lavoro!Segnala il commento

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Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore

Trovo che la lezione crei un po' di confusione. Una cosa sono gli indizi per l'indovinello (mostrati o raccontati), un'altra il sottotesto. Sul dialogo sono d'accordo con Grao.Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Al di là dei modi (talvolta non sempre) che credo appartengano alla costruzione del tuo personaggio, dai movimento alla piattaforma, nel bene e nel male, intendo. Ma sempre movimento è. Riflessione della sera. Buon we Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Eh...questa spiega, in effetti, la aspettavo. Grazie!Segnala il commento

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di Signor Fabiani

Esordiente
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