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Narrativa

Il mare ha i suoi segreti

Pubblicato il 28/02/2018

C'è un messaggio in quella bottiglia...

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«C'è poco da dire: nascere a Prosecco (Prosecco è una frazione di Trieste, n.d.A.) ha un suo perché».

«È qualcosa che ti rimane dentro».

«Nomen omen».

«Eccolo: il grande latinista».

«Quand'ero piccolo, il bambino del piano di sopra ascoltava continuamente El can de Trieste con un mangiadischi di plastica arancione. Dopo un po', quella diventò anche la mia canzone preferita. Pensa che la so ancora tutta, dall'inizio alla fine...»

«A me il condominio non piace, manca di riservatezza. Dopo un po' si sa tutto di tutti: abitudini, programmi televisivi, musica...»

«Ogni tanto bisogna venire qui, davanti al mare».

«Il mare sa tenere i segreti».

«Ci si può fidare».

«Di preciso, in quale palazzo abitavi in quel periodo?»

«Di fronte a casa tua. Giocavamo a pallone insieme dopo la scuola».

«Ah, già. Me l'ero scordato. I favolosi anni Sessanta... Poche auto e tanto giochi di strada».

«La tua memoria ha molte lacune ultimamente».

«Lagune? In testa? Ma cosa ti salta in mente?»

«Lacune. Ho detto lacune, non lagune».

«Ah, ho capito. Come cabina e gabina».

«Solo che le lacune non sono le lagune».

«Continui a farmi pesare che hai fatto il classico?»

«Come sei suscettibile...»

«Semmai: sensibile. Fa rima con suscettibile, però vuol dire un'altra cosa».

«Touché».

«Beato te che parli francese, una lingua così musicale. E raffinata».

«Mi ricordo la signorina Verri, la mia prof. di francese delle medie. Profumava di lavanda; aveva la erre moscia naturale; era bionda naturale con un delizioso nasino all'insù».

«Rifatto?»

«No, naturale».

«E con la lavanda: come la mettiamo? La prof. era in odore di santità o aveva un amante naturalmente provenzale?»

«In effetti, un tipo che le ronzava intorno c'era. Anzi, più di uno».

«A quei tempi l'aria non era così inquinata e i mosconi abbondavano. Mica come ora che ci sono solo zanzare cinesi».

«Le cinesi non mi sono mai piaciute. Sono impenetrabili».

«Con quei visetti di porcellana da quattro soldi».

«Donnette».

«Anche donnacce».

«Fino a un certo punto».

«A un certo punto la Verri fu trasferita a Monfalcone, vero?»

«E venne sostituita dalla Bisutti: una sogliola arcigna con due fessure nere al posto degli occhi».

«A cui non eri simpatico».

«A volte la chiamavo prof. Verri, ma senza fare apposta, e lei s'incazzava come una iena».

«La Verri non s'incazzava mai?»

«Mai. Era una creatura angelica, lei».

«Propongo un brindisi: a Laura Verri».

«A Laura: il sogno proibito dei maschi della 2ª C».

«Niente male questo bianchetto. Dove l'hai rimediato?»

«Al solito posto».

«L'enoteca di Prosecco?»

«E dove, sennò? È l'unica che mi fa ancora credito».

«E allora: brindiamo!»

«A Prosecco».

«Ci voleva proprio».

«Già. Fa freddino per essere il 1° maggio».

«La festa degli schiavi».

«Ce ne sono sempre di meno».

«Un ottimo motivo per festeggiare».

«Siamo in pochi ad averlo capito».

«Siamo in pochi ad essere liberi».

«Ti dico una cosa: finché l'uomo non avrà abbandonato il bisogno di lavorare, sarà sempre schiavo della necessità».

«Quando smetti di desiderare, le cose arrivano».

«La Verri, ormai, sarà decrepita. Se me la trovassi davanti ora, credo che non la riconoscerei nemmeno».

«È sempre stata vecchia per te, anche quando era giovane».

«Propongo un brindisi».

«Alla Verri? Di nuovo?»

«No, alla Fata Turchina».

«E a tutte le altre fate, ché altrimenti si offendono».

«Se ci fossero più fate, il mondo sarebbe un posto migliore».

«Il miglior posto che conosco è la nostra cara, vecchia enoteca».

«Potresti anche cercare di andare oltre, una volta tanto...»

«Ho paura».

«Di cosa?»

«Del vuoto».

«Quale vuoto?»

«Quello che comincia là dove finisce il mare».

«Cadere. Tu hai paura di cadere».

«Ho paura di cadere in un vuoto perpetuo. Ci pensi? Precipitare all'infinito, senza fermarsi mai. Per sempre».

«Nulla è per sempre».

«Il nulla lo è».

«Senti un po': non è che stai diventando profondo?»

«Profondo come il mare delle canzonette».

«Ce l'abbiamo un'altra bottiglia?»

«Ce n'è una che galleggia laggiù, vicino a quello scoglio».

«C'è dentro qualcosa, o sbaglio?»

«Sembra un foglio arrotolato».

«Vado a recuperarla».

«Attento a non cadere in mare».

«No, tranquillo. Userò quel vecchio retino».

«Non vedo vecchi in giro. E neanche cretini. Ci siamo solo noi».

«Lascia perdere...»

«Ah, no. Devo assolutamente leggere il messaggio nella bottiglia».

«Ho detto che ci penso io! Tu, non ti muovere».

«Voglio proprio vedere come fai».

«Vado lì col retino e recupero la bottiglia: semplice».

«Scommetto uno spritz che non ce la fai».

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(silenzio)

«Sei proprio un cretino. Per vincere a tutti i costi sei scivolato in acqua. Dai, bevi un sorso di grappa ché almeno ti scaldi».

«Bella questa bottiglia. Così... panciuta. È accogliente. Il posto ideale per un messaggio».

«Già. Lì dentro, le parole sono a loro agio. Cullate e protette».

«Purtroppo, è sigillata».

«Dobbiamo romperla».

«Prima, brindiamo».

«Alle parole!»

«Alle parole e... alle bottiglie!»

«E se sul foglio ci fosse scritto qualcosa di terribile?»

«Tipo?»

«Tipo che sta per scoppiare la terza guerra mondiale».

«Sì, certo. Il quarto segreto di Nostradamus».

«Secondo me, quel francese lì pippava di brutto».

«Roba genuina, mica quella che gira oggigiorno...»

«Veniva dalla terra della lavanda».

«Se conosci le erbe, risolvi un sacco di problemi nella vita».

«Con l'erba si va lontano».

«Anche senza uscire di casa».

«Io, quando mi allontano da Prosecco, è solo per venire qui. Davanti al mare».

«Io, davanti al mare ci sono sempre. Per me è un posto nella mente».

«Un ultimo brindisi?»

«Al mare!»

Splash

(silenzio)

«Ma che diavolo hai fatto?»

«Ho restituito la bottiglia al mare».

«Perché? Volevo leggere il segreto».

«Perché? Vuoi davvero sapere...»

(silenzio)

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Otorongo ha votato il racconto

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Un po' no sense , un po' ironico , originale alla fine. Piaciuto.Segnala il commento

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Leda ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Maria Antonietta Durante ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Federerico Devincentis ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Michele Pagliara ha votato il racconto

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Giovanni Luca Molinari ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Hollyy ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

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di Superfrancy

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