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Narrativa

Il mare in burrasca

Di Barbara - Editato da Barbara
Pubblicato il 12/09/2019

Esiste un solo grande amore lui lo sapeva , quell'amore da raccontare ,quell'amore che compromette tutti gli altri amori che vivrà.

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Seduto sulla scogliera il ragazzo osservava il mare in burrasca esattamente come stava il suo cuore .

Onde ruggenti solcavano le acque cristalline , battendo imperiose contro le rocce .

Non si curava di avere il corpo sfregiato da quel turbinio , era la sua anima di animale ferito ad avere la peggio .

La sua storia , la la prima storia era stata spazzata via dalla vita e faceva male tanto male. Una vacanza alla pari , l'aveva presa con una risata l'aveva terminata con una lacrima .

La vide intenta ad accoglierlo sul molo della piccola isola del Mediterraneo. 

Scendendo dall'aliscafo la sua figura sottile lo colpì , una donna non più  giovane ma singolare coi capelli color miele raccolti sulla nuca che lasciavano scoperti i lobi quasi inesistenti di due orecchie gentili , immaginando di sfiorarle con un bacio e percorrerle con la punta della lingua .

I seni appena accennati segnati dal tessuto aderente dell'abito a fiori da cui spuntavano i capezzoli turgidi da adolescente .

"Matteo ?"

"Io sono Ambra , benvenuto nella nostra" Perla" , a casa tutti ti aspettano , andiamo"

Mentre pronunciò quelle parole io affondai i miei occhi neri nei suoi occhi turchini , già l'amavo guardandola guidare lungo gli stretti tornanti che portavano alla villetta  in mattoni rossi e niente più importava fuorché  lei .

Fu tutto naturale tra noi , io studiavo , lei a scuola c'era andata poco ma aveva un grande bagaglio da raccontare con una leggerezza che la distingueva dalla sua generazione .

Parlava di sé  con confusione lasciando a me le conclusioni .

Finire a letto insieme fu naturale e scoprii che di sesso forse ne sapeva meno di me che ero vergine , anche se al suo attivo aveva un figlio e un marito .

La convivenza in quella casa era scandita dai ritmi comuni , forse nell'aria la nostra storia si annusava , ma nessuno osò mai dire che stava bruciando qualcosa e il fumo grigio intossicava i polmoni di tutti togliendo il respiro , riempiendo le narici .

Io svolgendo i miei doveri la tenevo sott'occhio mentre potava le rose in giardino e pensavo che lì l'unica rosa era lei , così delicata .

Suo figlio era un nanerottolo curioso e sovrappeso probabile avesse preso il fisico dal padre che per ora non avevo mai visto se non nella fotografia troneggiante sulla credenza in salotto .

Un sorriso a trentadue denti la calvizie pronunciata come pronunciato era il suo ventre sopra a due corte gambe storte , scoperte dentro i corti calzoni bianchi .

In mano stringeva un grosso pesce di cui non saprei dire la razza .

Lo vidi quando ormai eravamo già  un" Noi ", quando già eravamo amanti .

Il primo impeto fu quello della gelosia il secondo quello di infilargli un coltello appuntito dritto nel cuore , chiudere il cadavere in sacco nero e gettarlo in mare dalla scogliera a strapiombo . 

Non lo feci non avevo né  il coraggio né  la forza fisica per agire , confesso però  di averci pensato più di quella volta soprattutto quando il nostro amore venne a galla e diventammo adulteri a tutti gli effetti .

Paolino me lo disse una mattina nel bel mezzo della prima declinazione  in latino che cercavo di ficcargli in testa come meglio potevo all'ombra della palma maestosa .

Lo disse con la purezza dei suoi tredici anni sottolineando che lui era indifferente al fatto , gli stavo simpatico ed ero uno di famiglia , quindi a parer suo non era scandaloso come sosteneva la vecchia domestica  Assuntina che lo obbligava ogni giorno al vespro delle cinque , lei sì  che con quel rituale scombinava sempre i  suoi pomeriggi abbruttendoli con quell'obbligo assurdo e superato .

La vidi piangere la stessa sera bofonchiando  che dovevamo smettere  chiedendomi di partire , con me se ne sarebbe andato anche il suo cuore .

Tirò su col naso , chinandosi a sfiorarmi le labbra con un bacio leggero lasciò  la sua impronta su di me ferma nel tempo .

Lo stesso uomo ora è seduto sulla scogliera a ricordare la sua più bella parentesi di vita quella che ha portato dentro che non si è mai scalfita che è rimasta brillante nitida come se fosse successa solo ieri .

L'uomo che adesso osserva lo stesso mare di allora .

Il mare che fu in burrasca e oggi è piatto nemmeno un'onda all'orizzonte , è giunto il momento del bisogno di un porto sicuro in cui attraccare , di gettarsi alle spalle la sua storia . 

Lo sa , la vita ce l'ha portato anche se nel cuore un posto per lei ci sarà  fino alla fine dei suoi giorni .

Attende in testa alla navata centrale la sua sposa ed è sereno e innamorato di quella giovane donna a cui darà  il suo cuore .

Un amore diverso ma non meno importante  l'amore dell'età  matura .

 



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Franco 58 ha votato il racconto

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Ci sono tante cose buone, in questo racconto: la storia, la trama, le atmosfere, ma devi imparare e rileggere e a riscrivere Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Il soggetto non sarebbe male se sviluppato in maniera più accurata nei periodi e nella punteggiatura.Segnala il commento

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Zeta Reader ha votato il racconto

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Un po' Manuel Vicent, di contenuto e atmosfera, non certo di stile. Piaciuto, in un certo modoSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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