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Narrativa

IL PISTOLA

Pubblicato il 01/03/2022

A tutti i Vladi che proprio non riescono a fare a meno di giocare alla guerra.

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Mi ha chiamato il vicino di casa, dice che vuole venire a giocare da me, ma io in realtà avevo altri programmi, lui insiste, e allora gli dico che ci devo pensare, di darmi almeno il tempo di organizzarmi, e intanto qualcuno suona alla porta, e allora glielo dico:

- Scusa, metto giù un attimo che c’è qualcuno che suona alla porta.

Poi vado ad aprire, ed è lui, e io non so cosa dire, e lui entra senza salutare e si va sedere. Va beh, cazzo, lo raggiungo con un po’ di imbarazzo, e lui mi guarda:

- Allora?

- Allora…! Ormai che sei qui, cosa vuoi che ti dica, giochiamo.

E poi glielo chiedo:

- Scusa, ma a cos’è che vorresti giocare?

E lui mi dice che per lui è uguale, e allora gli dico:

- Ti va bene a Monopoli?

E così ci mettiamo a giocare a Monopoli. Tiro io per primo, doppio sei, dodici, Società Elettrica, e io sono già lì che sto pensando se comprarla o meno, quando lui urla:

- Alé, duecento euro!

E mi mostra la mano per incassare.

- No, scusa, non è mica tua la Società Elettrica, abbiamo appena iniziato, non può essere tua!

E lui non fa una piega:

- Duecento euro!

- Ti ho detto che non è tua, e poi, dico, duecento euro, non ti pare di esagerare?

- E la crisi energetica dove la mettiamo? Aspetta di finire nella casella Società Gas Metano e poi vedrai.

- Società Acqua Potabile, vorrai dire.

- No, io ho la Società Gas Metano!

Poi prende un pennarello nero e mi cancella la scritta sulla casella dell’Acqua Potabile e scrive Gas Metano. E lì mi comincio un po’ a incazzare!

- No, scusa, si vuol sapere che cosa stai facendo?

- Sto giocando!

Faccio un respiro profondo:

- Va bene, STIAMO giocando, ma visto che abbiamo appena iniziato e tu non hai ancora tirato i dadi, come fai ad avere già la Società Elettrica e quella dell’Acqua Potabile?

- Gas Metano, prego, dell’acqua non me ne frega niente.

Altro respiro.

- Va bene, però le società non sono ancora state comprate, quindi non possono essere tue!

- Ma io non le ho comprate, sono loro che mi hanno chiesto di diventare mie. Ho ricevuto da loro una richiesta ufficiale e io non ho fatto altro che riconoscerle. Duecento euro!

Okay, meglio lasciar perdere, decido di stare al gioco sperando che finisca al più presto. Prendo due banconote da cento del Monopoli, quelle piccoline, colorate, e gliele porgo, e lui che fa? Scuote la testa con un cazzo di sorriso stampato sulla faccia:

- E quelle che cosa sarebbero?

- Due banconote da cento.

Scoppia a ridere.

- E io che cosa ci compro con quelle? Io voglio due banconote vere!

- No, scusa?

- Due banconote vere!

E a quel punto dalla tasca tira fuori una pistola e l’appoggia sul tavolo. Cazzo! Comincio a sudare. Recupero il portafoglio e gli do due banconote da cento vere.

- Prima hai fatto un doppio sei, tocca ancora a te.

Merda! Tiro i dadi, due e uno tre! Finisco nella stazione Ovest. Lui ride ancora.

- Stazione Ovest? E tu dove vorresti andare? Ho chiuso tutte le vie di uscita dalla città.

Io lo guardo, non capisco, mentre lui continua a giochicchiare con la pistola.

- Comunque, se vuoi, puoi usare la stazione come rifugio antiaereo. Sono altri cento euro, ma se preferisci possiamo trattare la tua resa.

I miei occhi sono fissi sulla pistola con cui continua a giocare. Ho la camicia zuppa di sudore. Prendo altri cento euro e glieli do. Sorride:

- Ora tocca a me!

Tira i dadi, due e due, quattro. Finisce nella casella della Tassa Patrimoniale. Mi viene da ridere, ma subito torna a mostrarmi la mano:

- Cinquecento euro!

- No, scusa, non sono io che devo pagare, ci sei finito tu sulla casel…

- Io le tasse le riscuoto. Qui dice Tassa Patrimoniale. Quindi pagare. E tu paghi.

Guardo dentro il portafoglio, mi è rimasta una banconota da venti euro.

- Non ho più soldi.

Lui scuote la testa e prende di nuovo la pistola in mano. Rivoli di sudore mi bagnano la fronte. Cazzo, cazzo, cazzo. Ecco, sto per morire, poi, invece, con la pistola comincia a indicare i vari angoli della casa:

- Beh, mi puoi sempre dare questa.

- Questa cosa?

- La casa!

- Ma la casa è mia!

- E chi l’ha detto?

- L’ho comprata! L’ho comprata che ancora non avevano finito di costruirla, questa casa è mia da sempre!

- Lo sai che una volta qui c’era una cascina? E che qui dov’è il tuo appartamento c’era il cortile, e che era qui che io venivo sempre a giocare con i miei amici? Qui è dove io sono nato e cresciuto. La vedi questa? Questa pistola era di mio padre, e mio padre, come me, era nato ed era vissuto qui fino all’ultimo giorno della sua vita. Io ero qui da molto prima di te! Quindi tu su questa casa non hai un cazzo di diritto!

Cerco di distrarlo:

- Prima hai fatto un doppio due, tocca ancora a te.

Lui mi guarda, sorride:

- Giusto, tocca a me. Facciamo così, prendo tutti i pedoni e li sposto in avanti. Scacco matto!

E con una mano rovescia segnaposti, casette e alberghi sulla base di gioco e li avvicina al mio segnaposto. Sono circondato. Riprende con due mani la pistola e me la punta in faccia.

- No cazzo, aspetta, ti prego! Io ti ho pagato cento euro per ripararmi nel rifugio antiaereo, e poi i pedoni, i pedoni si muovono uno alla volta, e solo di una casella alla volta, e poi stavamo giocando a monopoli, non a scacchi, e io sono un civile, e poi avevi detto che potevamo trattar…

Il dito è sul grilletto, lo vedo muoversi, il cane della pistola sollevarsi, cazzo, non voglio morire! Chiudo gli occhi, le mani sulle orecchie, sento un botto, l’eco rimbomba nei timpani, poi sento odore di polvere da sparo e poi…

No, scusate, ma come faccio a sentire tutte queste cose? Io dovrei…

Apro gli occhi, il corpo del vicino giace a terra, il volto e le mani devastate. La pistola gli è esplosa in mano. Non sarà mica morto?

- Ehi, Vladi? Una partita a Risiko?

Non risponde.

È proprio un coglione, una vecchia pistola e nessuna manutenzione.

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Anacleto ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Bravissimo. Davvero gustoso.Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Eh, non sempre le cose si ritorcono contro, eppure tutti noi, qualche volta, ci siamo confortati con l'idea della nemesi. Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Bello anche il titolo, ironicamente congruo...Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Confortante sapere che fanno tutti la stessa ingloriosa fine. Ottimo brano.Segnala il commento

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Roberta ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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omALE ha votato il racconto

Esordiente

Carino anche se diffido sempre da chi divide il mondo in Buoni e Cattive e magari decide anche chi sono i buoni e chi i cattivi. comunque lettura che mi ha divertito un po di leggerezza non guasta mai senza confondere legerezza con superficialita'Segnala il commento

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

Bella l'idea, un pò semplicistica ma è l'unico modo di parlare di politica su una piattaforma di scrittura. Indipendentemente da quello che si pensa o si crede di sapere, il gioco delle parti è misurato ma il finale temo che potrebbe non essere così scontato. comunque bravo così si fa.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Tella ha votato il racconto

Scrittore

GenialeSegnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente
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di Dalcapa

Scrittore
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