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Narrativa

Il regionale

Pubblicato il 03/12/2019

Protagonisti di vita quotidiana che si intrecciano su un treno regionale.

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Giulia si è appena seduta e già si è adibita in posizione per dormire. Le piace annoiarsi e mai rinuncerebbe ad un litro di nulla in cambio di quattro chiacchiere con la signora al suo fianco.

Quest'ultima deve chiamarsi Roberta, Rosanna o qualsiasi altro nome che inizi per R. Il suo sguardo è fisso, quasi non avesse diritto di muovere il capo a destra o sinistra. Non ha la fede al dito, ma si tocca continuamente l'anulare.

Un ragazzino più avanti e' smarrito nel mondo degli auricolari. Il volume è assordante, si può sentire ciò che ascolta da qui. È grunge anni '90 e lui ha gli occhi malinconici ascoltando quelle note.

Cosimo è invece di fianco a me. È al telefono con sua moglie, le racconta la terribile nottata di lavoro trascorsa. Doveva essere stata davvero mostruosa, a guardare i segni rossi sul collo che si portava dietro.

Ogni tanto si gira a lanciarmi un'occhiata, tentando di avventurarsi in una sorta di pulizia della coscienza rapida ed indolore richiesta al primo passante.

Dietro di me Sonia e Ludovico.

Loro non si stancavano mai l'uno dell'altro. Ridevano di gusto, si baciavano come se stessero per mangiarsi in quell'istante e non mollavano neanche per un attimo la possibilità di possedersi reciprocamente.

Chiara, di fianco a loro due, e' al telefono con suo marito, tremendamente disperata.

Il malessere la faceva schiava giorno dopo giorno.

Guardava i due amanti come se fossero colpevoli di un reato, quasi rabbiosa nei loro confronti per quello che innocentemente stavano commettendo.

Romolo, in fondo allo scompartimento, osserva nella nostra direzione, quasi in modo sospettoso.

Il treno effettua la prima fermata.

È un saliscendi.

Giulia continua a dormire nonostante il rumore, ma è bellissima con la mano sotto al mento persa nella sua scarsa fantasia.

La signora al suo fianco sembra sempre più rigida e addirittura si copre il volto.

Una coppia, formata da un uomo sulla cinquantina e da una donna ben più giovane di lui, si accinge a sedersi di fronte a loro ma appena lo sguardo dell'uomo si incrocia con quello di Roberta, Rosanna o qualsiasi altro nome inizi con la R, cambiano scompartimento con una scusa banale.

Lei toglie le mani dal viso e si ritocca l'anulare, fino a scoppiare in lacrime, che comunque non bastano per far rinsavire Giulia.

Il ragazzino amante dei Soundgarden smanetta spasmodicamente sul suo smartphone e adesso si ode la musica trap di questi anni.

È appena salito un gruppetto di suoi coetanei e insieme occupano una bella porzione di vagone, cantando a squarciagola testi poco comprensibili.

Cosimo termina la chiamata con la sua signora e si appresta a scendere. Andrà a riposare, ma prima di andar via mi lancia un sorriso compiaciuto, apparentemente soddisfatto di come sia andata.

Ludovico lascia il treno e con Sonia si avventurano in un saluto che ogni mattina pareva di addio. Si amavano davvero, come se fossero gli ultimi romantici rimasti su questa Terra.

Chiara, chiusa la telefonata fingendo che non prendesse linea, sembrava più serena ora.

Romolo era anch'esso più disteso e compose velocemente un numero. Alla chiamata risponde una donna, al cui veloce scambio di convenevoli, segue una sorta di dichiarazione d'amore. Lui sembra prometterle di portarla via da quel suo marito pesante e traditore, che durante le notti di lavoro si dedicava ad altri passatempi.

Chiara, sorridendo in modo smagliante, si avvicina al fianco di Sonia e le due incrociano le mani. Si guardano in modo intenso ed in particolare quest'ultima sembra accesa, illuminata. Mai avevo notato una passione simile nei confronti di Ludovico.

I ragazzini proseguono nell'esecuzione delle loro hit preferite; il primo di loro pare il leader della band, ma ad ogni ritornello percepisco la sua voglia di chitarra e di suoni rudimentali.

La signora sta ormai ultimando le ultime pratiche di asciugamento delle lacrime versate prima.

Adesso è di nuovo nella sua classica posizione e continua a toccarsi l'anulare esattamente come prima.

Giulia dorme. Sembra non sia successo nulla per lei.

Il treno riparte e da lontano il grido adorato da tutti i pendolari.

"Biglietti!"

Scorre tutto il treno fino ad arrivare a Giulia.

Lei ancora dorme, non ne vuole sapere di alzare la testa.

Il controllore si permette di farle "toc toc" sul braccio e finalmente sembra dare segnali di vita.

"Biglietto, signorina"

Lei, sconvolta ed annoiata, lo esibisce finché non alza il naso.

Vogliono sorridere entrambi ma mantengono la tensione.

"Buona giornata signorina."

"A domani."

Forse, finalmente, si era svegliata.

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M. Mark o'Knee ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Buona coreografia per scena corale e personaggi caratterizzati con pochi tocchi. Tempi verbali da rivedere. Eliminerei "adibita".Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Da rivedere: ma trasmette un'insolita sensazione di straniamento, come se ognuno parlasse da solo. E questo è molto interessante.Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Costruire una scena sinfonica non è semplice. I tempi verbali e diverse perifrasi da rivedere. Lavoraci ancora.Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Esordiente

"si è adibita in posizione per dormire"??????Segnala il commento

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di Indaco32

Esordiente